Pablo Echaurren, l’arte contro

In mostra alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna fino al 3 aprile. Ripercorriamo le tappe fondamentali di questo artista controcorrente.

La mostra di Pablo Echaurren a Roma ancora per pochi giorni: terminerà il 2 aprile.

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, in via delle Belle Arti, ci dà le chiavi per entrare nel bellissimo e coloratissimo mondo di Pablo Echaurren. Fino al 3 aprile infatti sarà esposta la mostra “Pablo Echaurren, Contropittura”, a cura di Angelandreina Rorro.

200 opere presenti, tra disegni, tele e collage. Si parte dagli anni ‘70 per arrivare fino ai giorni nostri. L’obiettivo della mostra? Mettere in risalto l’aspetto più importante dell’arte di Echaurren: l’impegno politico, che ne ha influenzato tutta la sua ricerca artistica. Insomma non è solo una mostra prettamente artistica, ma è anche un quadro della vita di Echaurren e delle sue decisioni fondamentali, come ad esempio quella di fine anni ‘70, quando abbandonò temporaneamente la professione di artista per immergersi nel clima sociale complesso e teso del periodo.

Pablo Echaurren fu un artista molto rilevante: negli anni ‘70 il suo segno seppe interpretare i sogni dei figli del boom economico, tra cultura beat, pop, underground, voglia di libertà e impegno politico.

Nato a Roma il 22 gennaio 1951, cresciuto nell’ammirazione dello stile Dada e molto legato ai filoni del surrealismo e del futurismo, Echaurren ha iniziato a dipingere a 18 anni, quando fu scoperto dal famoso collezionista e gallerista Arturo Schwarz grande amante dell’arte surrealista e del ready made, che esportò la sua pittura in Italia e all’estero. A proposito, nella sala 47, la Galleria ha allestito una selezione permanente di opere di Marcel Duchamp e Man Ray, tutte provenienti dalla Donazione Arturo Schwarz, La produzione artistica di Pablo Echaurren è caratterizzata dalla contaminazione tra generi seguendo un approccio intellettuale e manuale che ne esalta l’originalità e la creatività. In pratica, un artista nel vero della parola e inteso come artefice e inventore a tutto campo: è infatti pittore, illustratore, fumettista e scrittore. Visitando “Contropittura” potrete apprezzarne e conoscerne tutte le peculiarità mostrate in questi diversi campi espressivi.

Ma entriamo ancor più nello specifico di questa proposta espositiva, alla quale noi di MyWhere abbiamo assistito in anteprima. Il percorso comincia con i lavori di esordio dell’artista, i “quadratini”, acquarelli e smalti di piccole dimensioni, che riflettono alcuni miti generazionali (politica e musica) e le inclinazioni e gli interessi personali (per le scienze naturali e il collezionismo).

La sezione centrale e cuore della mostra è dedicata ai disegni e collage (qui esposti per la prima volta) legati all’esperienza dei cosiddetti “indiani metropolitani”, che, a contatto con il movimento politico giovanile del ‘77, si erano appropriati dei linguaggi estetici dell’avanguardia artistica per denunciare il mondo illusionistico dei media. In questo ambito appare evidente il desiderio di trasformare l’esclusiva e intellettuale ricerca artistica di Marcel Duchamp in uno strumento a disposizione di tutti, secondo un progetto di collettivizzazione dell’avanguardia storica.

Seguono una serie di grandi tele degli anni ‘80 e ‘90, che fanno i conti con nuovi eventi contemporanei e con la problematica ambientale, a cui si uniscono alcuni collage sempre degli anni ‘90 composti per manifesti politici e pubblicitari.

Che dire ancora? Avete tempo fino al 3 aprile per visitare l’esposizione. Vi posso dare un consiglio? Dopo la mostra, andatevi a prendere un caffè o un aperitivo al Bar delle Arti, che si trova, con ingresso esterno separato, su un lato dello stesso edificio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, un posto molto bello e affascinante riaperto da poco tempo!

Pablo Echaurren

Redazione

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