MILANO – Animaux Formidables è un duo garage-fuzz-noise, percussioni e chitarra/voce, formatosi ad inizio 2022, composto da Mr Formidable e Mrs Formidable. Li abbiamo incontrati dopo la recente esperienza a X Factor.
Perché Animaux Formidables? E perché proprio quel “costume di scena”?
Dietro il nome che abbiamo scelto c’è il concetto, semplice ma dai molteplici spunti riflessivi, che siamo tutti animali, inteso soprattutto come esseri veicolati da un’anima, da profonde connessioni con la natura e con il tutto, e dalle straordinarie potenzialità e facoltà. Solo che abbiamo assopito tutto ciò, vivendo assoggettati dal materialismo. L’idea era dunque di calarci in due soggetti, sorta di nostri alter-ego, dalle connotazioni animalesche, e rendere liberi i nostri istinti e le nostre urgenze espressive in ambito musicale. Da ciò dunque i costumi e tutto l’immaginario legato al progetto.

Su quali modelli/mentori vi siete formati?
Siamo cresciuti soprattutto con la musica internazionale – prevalentemente rock in tutte le sue sfaccettature – dai classici di vari decenni, passando da Bowie, Lou Reed, Stooges, Queen, Nirvana, Placebo, Queens of the Stone Age… tanto per citarne qualcuno. Siamo però anche molto vari e spaziamo dall’elettronica al lo-fi, al delta blues, al jazz. E ci piace anche molto scovare cose nuove contemporanee particolarmente interessanti.
Come definireste la vostra musica?
Una miscela di punk, garage, minimalismo e imprevedibilità.

C’è spazio, secondo voi, in Italia per questa tipologia di sound? Mentre altrove?
Ci sentiamo quasi una testimonianza diretta del fatto che si, ci può essere spazio per questo tipo di musica anche qui in Italia. Quando abbiamo cominciato, circa due anni e mezzo fa, non avremmo mai creduto di poter girare e suonare così tanto in terra nazionale, visto il genere che proponiamo. Invece i contesti ci sono e il pubblico c’è. Ciò è un bel segnale. Altrove, sempre per la diretta esperienza che abbiamo avuto, assolutamente si, come forse è maggiorenne prevedibile visto il respiro decisamente internazionale che ha questa, come altre simili, tipologia di sound.
Come nasce un vostro pezzo?
In sala prove, in modo molto rapido ed istintivo. Partiamo da un pattern ritmico e/o da un riff melodico, e ci giriamo un po’ attorno giocando con armonie vocali, sulle quali poi creiamo un testo. Normalmente ciò che ci sembra funzionare si concretizza in pochi minuti, e poi ovviamente le finalizziamo del tutto a forma-canzone. Viceversa se giriamo più di un tot su qualcosa che dopo poco non tende ad “auto-costruirsi”, lo cestiniamo e non ci perdiamo troppo tempo.
Come è stata l’esperienza di X Factor?
Come nella quintessenza di tutte le esperienze, è stato un bagaglio in più di conoscenza, in questo caso di dinamiche e ambienti diversi dal solito ma per chi come noi propone un certo tipo di musica, con una certa libertà di espressione maturata soprattutto con intensa gavetta e sudore sui palchi più disparati, sicuramente un po’ limitante e artificiosa. Ogni tanto fare delle esperienze di questo genere ed esplorare mondi diversi, ti serve a capire cosa fa o non fa davvero per te e dove vuoi stare.
Qual è il vostro prossimo progetto?
Stiamo per entrare in studio, sempre seguiti da Marco Fasolo, per registrare dei nuovi brani che, presumibilmente, vedranno la pubblicazione verso fine anno, sempre sotto l’etichetta Go Down Records. Per il resto, nei prossimi mesi continueremo con i concerti e in autunno faremo di nuovo un mini tour all’estero che toccherà, per il momento, UK, Belgio e Francia.
Quali i suggerimenti per chi vuole fare musica oggi, controcorrente?
Assecondare la propria urgenza espressiva, non scendere a compromessi o porsi troppi interrogativi e/o applicare strategie progettuali su cosa può funzionare di più o di meno. L’espressione artistica, di qualunque tipo, se figlia di una genuina necessità viscerale, nasce già vincente.
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