ROMA – Perché avere tutto e sopravvivere alla noia dell’immortalità può essere pericoloso. La tensione emotiva dell’umanità mortale può esser linfa vitale. In un gioco di ruoli e di specchi Drusilla sconfigge il mito della divinità con ironia, sarcasmo e delicatezza.
Esilarante e sarcastica, Drusilla passa dal suo fare altezzoso, che ben si sposa alla divinità interpretata, alla volgare perfidia di noi umani.
Il tutto uguale e contrario, qui i contrasti propri dell’umanità terrena stridono con quelli delle divinità superiori.
Drusilla passa dall’interpretare la (noiosa) perfezione della Dea immortale alla bieca normalità di noi mortali.
Filosofica, e sfacciatamente sarcastica, descrive la rabbia e le gelosie della Dea ritracciando le ostili avversità della vita degli umani.
Amore e Psiche nella favola di Apuleio e nella metafora della vita sottolineano i contrasti speculari della bellezza, della purezza dell’amore e della sua umana caducità.

L’amore è immortale solo per gli immortali, noi non conosciamo la costanza (anch’essa noiosa) delle divinità. Per noi L’amore è un oggi di cui non si conosce il suo futuro.
Il successo al Teatro Olimpico
Dopo una stagione 2024-2025 segnata da 95 repliche tutte esaurite, Venere Nemica si conferma come uno degli spettacoli più amati dal pubblico recente. In scena al Teatro Olimpico di Roma dal 21 al 26 aprile, la pièce scritta e interpretata da Drusilla Foer, insieme a Elena Talenti, continua a raccogliere entusiasmo grazie a una formula capace di unire prosa e musica dal vivo con grande equilibrio.
Il successo dello spettacolo non è casuale, ma nasce da una scrittura brillante e da una messa in scena che riesce a parlare al presente, pur affondando le radici nel mito classico.

Una Venere contemporanea che conquista il pubblico
La forza di Venere Nemica sta soprattutto nella sua protagonista. Una Venere ironica, tagliente e sorprendentemente umana, lontana dalla perfezione distante della tradizione. Vivendo tra gli uomini, la dea scopre il valore dell’imperfezione e si lascia attraversare da emozioni nuove, costruendo un personaggio sfaccettato e profondamente attuale.
Questa reinterpretazione riesce a rendere la divinità vicina allo spettatore, trasformandola in uno specchio delle fragilità contemporanee.

Il mito di Apuleio rivive tra ironia e profondità
Ispirato alla celebre favola di Amore e Psiche di Apuleio, lo spettacolo rilegge il mito con uno sguardo moderno, mettendo al centro relazioni e dinamiche emotive ancora attualissime. Il conflitto tra Venere e Psiche diventa il motore della narrazione, tra gelosia, rivalità e tensioni familiari che superano il tempo.
Accanto alla dimensione più ironica, emerge anche una riflessione intensa sull’amore, in particolare quello materno, raccontato nelle sue contraddizioni e nella sua forza assoluta.

Un equilibrio riuscito tra teatro e musica
A rendere Venere Nemica così apprezzato è anche la sua struttura, che intreccia recitazione e musica cantata dal vivo, dando vita a uno spettacolo dinamico e coinvolgente. Il continuo passaggio tra registri diversi, dal brillante al più emotivo, contribuisce a mantenere alta l’attenzione e a costruire un racconto ricco di sfumature.
È proprio questa capacità di mescolare leggerezza e profondità, senza mai risultare prevedibile, ad aver decretato il grande successo dello spettacolo, ormai riconosciuto come una delle produzioni teatrali più riuscite degli ultimi anni.
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