Elsinore: accettare la morte attraverso il teatro

Elsinore: accettare la morte attraverso il teatro

RoFF21 – Tra i film più attesi della Festa del Cinema di Roma c’era sicuramente “Elsinore”. Abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in anteprima nella splendida Sala Sinopoli e siamo qui per darvi la nostra recensione. Piccolo spoiler: ci vediamo agli Oscar.

“Elsinore” è lo struggente racconto degli ultimi mesi della vita dell’attore britannico Ian Charleston. Nato come attore teatrale, sognava di sfondare nel cinema ma, dopo aver partecipato come coprotagonista in “Momenti di gloria“, la sua carriera si era arenata. Quando sembrava essersi arreso ad una vita fatta di banali interviste con le solite domande gli viene finalmente proposto di interpretare l’Amleto al prestigioso National Theatre di Londra.

“Il punto di arrivo di ogni attore, non puoi interpretarlo da giovane ma solo quando hai davvero qualcosa da dire“: così Ian definisce il ruolo dell’Amleto. E qualcosa da dire Charleston lo aveva, perché proprio in quei giorni aveva sviluppato lo stadio terminale dell’AIDS. Inizia quindi un duro percorso di cure sperimentali – siamo nel 1989 – che possano supportarlo durante le prove per lo spettacolo più importante della sua vita.

“Meglio morire di Amleto che morire di AIDS“. Queste sono le parole con cui Ian Charleston, interpretato in modo sublime da Andrew Scott, si rivolge alla dottoressa Margaret Johnson, punto di riferimento in Inghilterra per il trattamento dell’HIV e dell’AIDS, qui portata in scena dalla premiata all’Oscar Olivia Colman. La cosa di cui la dottoressa si raccomanda quando accetta di prendere in cura Ian è di non pensare mai alla morte. Ma come è possibile quando deve calarsi nel ruolo di chi si è circondato di morte e se ne fa continuamente domande?

Lasciare qualcosa nel mondo: il tema del film

Il film riprende un tema simile a quello di “Tick Tick Boom“, con protagonista Andrew Garfield: cosa stai lasciando ai posteri? Hai sfruttato abbastanza il tuo talento da poter andartene sapendo di aver lasciato un segno nel mondo? In “Elsinore” però la grande passione che guida e tiene in vita Ian arriva fino al punto da pronunciare la frase “Se i morti non ricordano ciò che hanno lasciato indietro che senso ha avere paura di andarsene prematuramente?“.

La regia di “Elsinore“, affidata a Simon Stone, è scarna così come la fotografia. I colori sono tenui e freddi, tutto per lasciar emergere le magnifiche interpretazioni dei protagonisti di questo film. Il sorriso caloroso di Billie Piper – che interpreta Patsy Pollock, la migliore amica di Ian -, lo sguardo prima severo e poi ammirato di Olivia Colman e soprattutto la performance da brividi di Andrew Scott. Un doppio ruolo, quello di un attore malato e quello di un potente e tormentato Amleto, entrambi portati in scena in un modo che difficilmente sarà dimenticato. Mentre raccontava della performance della vita di Charleston, anche Scott ha confezionato la sua.

Quando esce al cinema “Elsinore”?

“Elsinore” arriva nelle sale italiane il 24 dicembre 2026. Non perdetevi un capolavoro con l’interpretazione da premio Oscar di Andrew Scott.

Eva Forti

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