La Bola Negra: è davvero un capolavoro?

La Bola Negra: è davvero un capolavoro?

RoFF21 – Premiato come miglior regia al Festival di Cannes, “La Bola Negra” è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. Acclamato dalla critica come il film dell’anno, il film spagnolo sta creando in questi giorni un incredibile hype sui social. Abbiamo avuto la possibilità di vederlo in anteprima e siamo qui per darvi la nostra risposta alla domanda: è davvero un capolavoro?

“La Bola Negra” è un’opera scritta da Federico Garcia Lorca ma della quale sono giunte a noi solo le prime quattro pagine. In esse viene presentato il primo personaggio dichiaratamente omosessuale della letteratura di Lorca. Il poeta, anch’esso gay, è stato fucilato proprio durante la scrittura di quest’opera, nel 1936, che non sappiamo ad oggi se fosse stata completata o no.

Nel film, scritto e diretto dalla coppia di registi Javier Calvo e Javier Ambrossi, “La Bola Negra” era stata completata e l’intero manoscritto viene ritrovato in epoca contemporanea. La narrazione segue tre piani temporali, inizialmente distinti e poi sempre più connessi. Vi abbiamo già raccontato fin troppo, non c’è bisogno di aggiungere altro su un film che vi conquisterà dalla prima scena.

Milo Quifes, attore di “La Bola Negra”, sul red carpet del RoFF21 – foto MyWhere

L’incontro con i registi ed il cast sul red carpet

Presentato in anteprima al Festival di Cannes, il film è giunto alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Best of 2026” e abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in anteprima. Abbiamo capito che ci saremmo dovuti aspettare perfezionismi dal punto di vista tecnico già dall’incontro con uno dei due registi. Javier Calvo, estremamente disponibile sul red carpet con i fan e la stampa, ha più volte suggerito a chi volesse fare un selfie con lui la giusta angolatura per una luce migliore e quali impostazioni modificare sulla fotocamera – che speriamo di aver seguito al meglio.

Javier Calvo su red carpet del #RoFF21 – foto MyWhere

“La Bola Negra”: la nostra recensione

A volte il problema delle pellicole contemporanee che aggiungono minuzie fotografiche ad ogni scena è che vanno a perdere di autenticità o a togliere il focus dal recitato. Ma ne “La Bola Negra” non succede nulla di ciò: le inquadrature, che sono veri e propri pezzi d’arte da esporre in un museo, avvolgono i bravissimi attori esaltandone al meglio le interpretazioni. Non è un film prolisso, non c’è nulla lasciato al caso. La coppia alla regia – premiata a Cannes – sembra sfornare film di alto livello da decenni, quando invece hanno rispettivamente 35 e 42 anni e sono alla loro seconda direzione.

Guitarricadelafuente  in “La Bola Negra” – credit Carla Oset

C’è in particolare una sequenza meravigliosa che ci è rimasta impressa per giorni. Due dei protagonisti si ritrovano in un magazzino illuminato attraverso delle feritoie solo dalla luce della luna. La luce colpisce solo loro due, li avvolge creando un’ombra sui loro petti che sembra avere la forma di un cuore. Qualcosa di così meticoloso e bello in una scena drammatica, un bilancio perfetto che è costante in tutto il film. Vi auguriamo di avere la possibilità di illuminare i vostri occhi con questi quadri sul grande schermo.

I temi del film

Le tre narrazioni de “La Bola Negra” hanno come tema comune la ricerca del proprio posto in un mondo al quale i personaggi sentono di non appartenere. L’omosessualità è centrale ed è vissuta nel segreto, poi con coraggio e infine – finalmente – come normalità nelle diverse fasce temporali. L’intensità dei sentimenti provati dai protagonisti e condivisi con il pubblico crea un senso di oppressione sul petto, una morsa data dalla consapevolezza di sapere esattamente come finiranno i racconti narrati. E poi alla fine arriva lui, il discorso finale. La fine di un film è quella parte che ti trascini dal momento in cui ti alzi dalla poltrona, te lo porti a casa e ci rifletti tutta la notte. E in “La Bola Negra” il finale è pieno di speranza, avvolge e protegge chi ha seguito e vissuto empaticamente il film fino a quel momento, sana e restituisce il sorriso tra le lacrime.

Guitarricadelafuente e Miguel Bernardeau in “La Bola Negra” – credit Carla Oset

Quando arriva al cinema “La Bola Negra”

Ci troviamo quindi a rispondere a una domanda che arrivati a questo punto suona retorica. “La Bola Negra” è davvero un capolavoro? Si, lo è, ma è anche molto di più. Un bellissimo viaggio nella storia e nelle emozioni umane che 100 anni fa erano le stesse che proviamo anche oggi, un inno al coraggio e una speranza per il futuro. Certi film ti trovano nel momento giusto, voi però fatevi trovare pronti al cinema per loro. “La Bola Negra” arriva nei cinema italiani il 14 gennaio 2027.

Eva Forti

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