Accadde oggi, 48 anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna

Accadde oggi, 48 anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna

MONDO – Ripercorriamo il mitico viaggio di Apollo 11, la missione spaziale più famosa di sempre.

“Signori, sono le 22:17 in Italia, sono le 15:17 a Houston, sono le 14:17 a New York; per la prima volta un veicolo pilotato dall’Uomo ha toccato un corpo celeste. Questo è frutto dell’intelligenza, della preparazione scientifica. È frutto della fede dell’Uomo”. Così Tito Stagno comunicava al popolo italiano uno degli annunci più importanti della storia.

La prima discesa e permanenza dell’uomo sulla Luna si protrasse solo 2 ore e mezza, durante le quali, oltre alla prima passeggiata lunare Armstrong ed Aldrin svolsero diligentemente il loro compito che consisteva nello scattare fotografie del paesaggio lunare e nel prelevare campioni geologici.

lunaQualche difficoltà i due la ebbero per trattenere l’entusiasmo e nel piantare la Bandiera degli Stati Uniti d’America, che nel racconto dei protagonisti fu cosa nient’affatto semplice per la diversa conformazione la resistenza del suolo lunare.

Dopo 4 giorni, il 24 luglio, il ritorno a casa con il loro bagaglio di circa 20 chili di campioni di roccia lunare, l’apoteosi e la consapevolezza di un mondo nuovo, o almeno in una fase diversa della storia.

Da quel 20 luglio 1969 sono passati 48 anni e nel frattempo sulla Luna, l’uomo ci è tornato altre 5 volte e altri 10 astronauti fino alla sospensione del Programma Lunare della NASA a partire dal 1972. Naturalmente nessuna spedizione successiva alla prima, ha raggiunto la stessa eco e lo stesso significato del progetto Apollo 11. Lo storico equipaggio era formato da Neil Armstrong (il primo uomo ad aver camminato sulla Luna), Michael Collins e Edwin Buzz Aldrin (lo sapevate che il personaggio di Buzz Light Year del film d’animazione Toy Story è ispirato a lui?).

Un viaggio complicato, lungo 400 mila chilometri (percorsi in 4 giorni) e affrontato con tecnologie non certo perfette, specialmente dal punto di vista della sicurezza. Basti pensare che al momento dell’allunaggio nel serbatoio dell’Eagle era rimasta una scorta di carburante sufficiente per soli ulteriori 25 secondi di volo.

Sulla Luna questi tre uomini ancora oggi celebrati come eroi dalla maggior parte della popolazione statunitense, lasciarono una targa con scritto: “Siamo venuti in pace per tutta l’umanità”, un messaggio forte che sancì il valore universale di una missione da raccontare a tutti come orgoglio collettivo.

Insomma una roba da eroi che ha profondamente colpito l’immaginario collettivo, se ancora oggi qualcuno continua a gettare ombre sullo sbarco sulla Luna del ‘69. Un consiglio: se siete dalla parte dei diffidenti non parlatene a Buzz Aldrin. Qualcuno ci ha provato, qualche anno fa, chiedendo insistentemente a Buzz di giurare sulla Bibbia di essere andato veramente sulla Luna.

Cosa vorrebbe dire, che non siamo mai andati sulla Luna?”. Replicò Buzz all’accusa del reporter.

Io, come si vede da questa registrazione, ho la certezza assoluta che la teoria del complotto lunare sia tutt’altro che una teoria”.

Buzz a questo punto chiese: “Può spegnere la telecamera e smetterla di fare giornalismo meschino? Avrei una cosa da dirle a quattr’occhi”.

Cosa è successo subito dopo? Beh, diciamo che non è andata proprio benissimo, visto che Buzz ha aggredito il reporter sferrandogli (giustamente) un pugno in faccia.

Al di là delle controversie riteniamo giusto, anzi sacrosanto celebrare un momento unico nella storia dell’umanità. In occasione del primo allunaggio sulla Luna di 48 anni fa, dedichiamo un pensiero a tutti gli astronauti scesi sul suolo lunare dedicando ad ognuno di loro una bellissima canzone, assai in voga in quegli anni, vale a dire FLY ME TO THE MOON del grande Frank Sinatra.

buzz aldrin

80220713

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Paolo Riggio

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