Attività culturali a tutto tondo all’Accademia di Belle Arti di Frosinone

Attività culturali a tutto tondo all’Accademia di Belle Arti di Frosinone

FROSINONE – Intervista al Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone Luigi Fiorletta per conoscere più da vicino questa autorevole realtà dell’arte e della cultura, che dal Lazio mira ad allargare i confini a livello internazionale.

Innanzitutto vi devo descrivere il luogo, perchè sin dal primo impatto, aiutata da una splendida giornata di sole, percorsa la curva di colle Belvedere che sale verso il centro città si staglia imponente dinanzi a me Palazzo Pietro Tiravanti che dal dicembre 2014 è diventato sede dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Un maestoso edificio di architettura classica realizzato su progetto (di fine ‘800) dell’ingegner Edgardo Vivoli come sede delle scuole elementari. E dato che Frosinone non è una città affascinante, nè in testa alla classifica delle città più visitate d’Italia, nonostante il territorio della Ciociaria, (come abbiamo più volte ricordato, è ricco di storia, arte e cultura!) questa costruzione si distingue ancor più nel contesto urbano. Frosinone è una città di cui il centro vecchio si erge su una collina, e dal centro delle vie dello shopping che sono alla base della città, si percorre una strada larga in salita con dei tornanti dove, nel mezzo di una curva, si erge inconfondibile nel panorama cittadino il mastodontico palazzo Tiravanti. Prima d’incontrare il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone ho passeggiato nella terrazza in cima alla maestosa scalinata ammirando ancora per una volta, stupita, la bellezza della Ciociaria così tanto dimenticata.

Qui ho incontrato il Direttore Luigi Fiorletta per conoscere più da vicino questa realtà ed è nata una stimolante chiacchierata attraverso la descrizione dei progetti all’avanguardia che sta portando avanti.

– Innanzitutto Direttore, da quanto tempo dirige quest’Accademia?

Iniziamo subito dalla nota dolente…. È il quarto anno e dato che sono al secondo mandato (ognuno di tre anni come da contratti afam ) tra due anni termino e, oltre a non essere rinnovabile il terzo mandato non potrò comunque rimanere qui neanche come docente perché andrò in pensione….

– Vedo che ciò la tocca molto. E’ da molto che collabora con quest’Accademia?

Direttore ACCADEMIA Belle Arti_FROSINONEDal ’73 lavoro qui….l’ho vista nascere! Continuativamente, (tranne la parentesi di due anni, il 97 e il 98 che sono stato all’Accademia a Bari), ho sempre insegnato qui fino a quando vinsi il concorso. Dal 73 sono stato assistente e poi dal ‘97 Docente di Decorazione. Contemporaneamente mi sono sempre occupato, come curatore di mostre, di dare risonanza culturale, tramite gli eventi, ai territori dove organizzavo le esposizioni. Così nelle varie città d’Italia ho curato varie mostre di giovani artisti che ora sono affermati a livello internazionale, oltre a mostre di risonanza internazionale di Mirò, Picasso, Magritte ed altri.

– Dov’era la Sede dell’Accademia quando ha iniziato?

L’Accademia è nata in un appartamento nel novembre  ‘73, dove ora c’è il museo musicale. Poi a gennaio ci spostammo nei pressi dell’autostrada, in capannoni splendidi ma senza collegamenti quindi la logistica ed il contesto erano poco funzionali. Ma gli spazi erano enormi e ariosi con soffitti altissimi… che bellezza! Poi la struttura si è spostata ancora più volte fino all’ultima, questa che vede, inaugurata da meno di anno…

– Meravigliosa! Davvero complimenti. Una sede così è di grande rappresentanza. Siete contenti?

Siamo molto soddisfatti. È stato un iter lungo conquistare l’affidamento di questo palazzo (era una successione in affidamento al Comune una storia lunga….) ma è stata una delle battaglie vinte di cui posso vantarne il merito. Ero Vicedirettore quando c’erano le elezioni politiche del Sindaco e ci fu il dibattito sulla richiesta di ottenere questo Palazzo come sede per l’Accademia. Questa è una sede che fa invidia a tante accademie perché con i sistemi antisismici siamo veramente all’avanguardia e a norma sotto tutti i punti di vista!

– Ma qual è la storia di questo palazzo?

Fu dedicato alla Medaglia d’oro Pietro Tiravanti, caduto in Libia nel corso della prima guerra mondiale. Di architettura classica, è stato uno dei primi palazzi in Italia di queste dimensioni ad essere costruito in cemento armato antisismico! La costruzione del palazzo fu pensata fin dal 1871 e resa poi possibile solo grazie ai finanziamenti giunti a seguito del terremoto della Marsica del 1915. La costruzione ebbe inizio nel 1925 per essere ultimata nel 1929. Un progetto di recupero conservativo del palazzo, voluto dall’amministrazione comunale e finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena prima e poi con un restauro finanziato dalla Banca Popolare Del Cassinate.

– Quanti siete?

Gli Studenti sono 648 in totale. E circa 80 docenti ordinari e a contratto di collaborazione.

– Gli studenti vengono tutti dal Lazio o anche dall’Italia in generale?

No, da diverse regioni. Nonostante ci sia l’Accademia di Belle Arti di Roma, (dalla quale proviene la sottoscritta…ndr), che conta 2.500 iscritti, molti preferiscono venire qui per il rapporto numerico docente/discente, decisamente differente. Infatti la sostanziale differenza con Roma è che l’Accademia di Belle Arti di Frosinone si distingue per una equilibrata proporzione numerica docenti/studenti, tale da consentire la fruizione dei laboratori con un rapporto didattico progettato per avviare percorsi individuali di formazione e crescita.

– Avete anche iscritti dall’estero?

Certo! Dalla Cina, dall’Iran, dalla Spagna, dal Vietnam, Colombia, Grecia, Repubblica Ceca e Polonia. Poi abbiamo siglato l’accordo con il Pakistan: 12 studenti verranno in interscambio qui e poi i nostri andranno lì con scambi culturali. Tutti gli studenti che vengono qui devono avere una buona conoscenza della lingua italiana e del carattere culturale del nostro Paese. Il mio sogno è che l’accademia diventi un punto di riferimento internazionale.

– Quindi l’Accademia di Belle Arti di Frosinone è un polo culturale molto importante?

Sì, decisamente, e la città è molto presente e partecipativa. Frosinone ha un patrimonio culturale altissimo ma non viene promosso adeguatamente purtroppo.

– Ci parla del M.A.C.A. – Museo di Arte Contemporanea dell’Accademia ? Qual è l’esperienza artistica del Maca ed suoi contenuti?

Il 1º marzo 2015 si è inaugurato qui all’interno il Maca, il Museo di Arte Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti. Questa idea ce l’avevo sin dal primo anno da direttore e cercavo di mettermi in contatto con artisti che avevano avuto rapporto con questa accademia nella loro vita professionale. Di conseguenza ho chiesto un’opera in donazione ad ognuno.
Per questa iniziativa siamo stati i pionieri. Abbiamo 80 opere, è un museo in progresso e le opere sono state DONATE, particolare molto importante sempre per l’assenza di fondi… Ora mi sto battendo per aprire anche il sabato pomeriggio e la domenica. Tutti i giorni il museo è aperto dalle 9 alle 19 ed è gratuito.

– Come avete selezionati gli artisti e le opere da esporre?
Abbiamo istituito una commissione che valuta le opere proposte.

– Quali attività fate di promozione della Galleria ? 

Beh l’esperienza dei giovedì culturali, che ho ideato io nel 2013, è una rassegna che ha conquistato un’importante risonanza in tutto il territorio italiano.

– Con chi ebbe inizio?
Il primo ospite nel 14 febbraio 2013 fu Barillari il fotoreporter

– Sogno nel cassetto?

ACCADEMIA Belle Arti_FROSINONEHo lavorato solo e sempre nell’ambito artistico e culturale e voglio continuare con una serie di iniziative, tra start-up e progetti architettonici, che pongano i riflettori su questa città sempre più spesso. Come il progetto Icub, che è un androide interattivo progettato da 15 ingegneri italiani di cui organizzeremo a breve la presentazione. E poi, in testa alle mie priorità, ci sono le politiche di integrazione culturale, che potrebbero diventare un punto di forza per rilanciare un territorio a forte vocazione artistica ma, ad oggi, non troppo conosciuto nella sua endemica qualità e forma. Quindi sicuramente qui rientra anche il desiderio di internazionalizzare l’accademia e cercare di far crescere ulteriormente gli iscritti e accreditarla sempre più culturalmente.

Beh mi sembra che davvero stia riuscendo a realizzare importanti progetti, e sono certa che otterrà un ulteriore risonanza internazionale ben presto. Ma intanto voglio ricordare ai lettori l’iniziativa dei giovedì culturali pubblicando qui la locandina: varrà la pena spostarsi e venire fin qui anche da fuori dato la lista degli illustri ospiti… Il prossimo appuntamento è con l’attore Patrizio Rispo giovedì 30 Marzo e seguirà il 27 aprile Pupi Avati, poi Ambra Angiolini, Giovanni Minoli ecc… quindi consiglio ai nostri lettori di mettere in agenda i giovedì culturali dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

Dopo i saluti mi avvio per un’altra passeggiata tra i corridoi dell’Accademia, soffermandomi tra un quadro ed un altro tra quelli esposti al M.A.C.A. Sono contenta di aver conosciuto questa realtà così stimolante, e mi riprometto di frequentare questa istituzione della formazione più spesso per gli eventi a seguire.

Accademia Belle Arti Frosinone

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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