ROMA – E’ stata prorogata fino al 18 Aprile la mostra Songs of the Canaries e Songs of the Gypsies di Jan Fabre presso la Galleria Mucciaccia di Roma. Visitare questa esposizione del noto artista belga è stato come intraprendere un viaggio tra simbolismo e innovazione. Nella suggestiva cornice della Galleria Mucciaccia, Fabre trasforma materiali e concetti in opere che raccontano storie intime e universali. Dal marmo di Carrara al Vantablack, ogni dettaglio evoca riflessioni sulla fragilità della vita e sul potere trasformativo dell’arte.
Jan Fabre a Roma è un’occasione imperdibile. Nel tempo ho avuto modo di ammirare le sue opere nei vari musei e gallerie del mondo e questa volta eccolo invece in mostra con “Songs of the Canaries” e “Songs of the Gypsies” alla Galleria Mucciaccia di Roma.
L’inaugurazione ha visto le sale piene di addetti ai lavori, artisti, critici d’arte e collezionisti perché l’occasione, più unica che rara, non andava persa. L’artista belga, presente al vernissage (io purtroppo però non ho avuto la fortuna d’incontrarlo personalmente!) con le sue opere è riuscito, secondo le aspettative, a sorprendere e coinvolgere i visitatori. Sin dall’ingresso della galleria, si entra nel suo mondo visionario, intriso di simbolismo ed enigmatica creatività.

L’atmosfera della serata inaugurale del 30 gennaio è stata vivace e partecipata, carica di energia e stimoli visivi, con le sculture e i disegni che sembravano dialogare tra loro e con i visitatori.
La mostra, aperta fino al 1° marzo 2025, è l’occasione per esplorare due capitoli recenti della produzione di Fabre, che omaggia figure iconiche e temi universali come la vita, la fragilità e il potere trasformativo dell’arte.
Il Ritmo del Gypsy Jazz: Songs of the Gypsies
La seconda parte della mostra, Songs of the Gypsies, mi ha trasportato in un universo musicale e personale. Fabre rende omaggio al chitarrista jazz Django Reinhardt e al suo stesso figlio, Django Gennaro Fabre, creando sculture che fondono tradizione e innovazione.

Le opere raffigurano figure infantili fuori scala, come quella del figlio dell’artista scolpito in marmo di Carrara. Le forme delicate sono percorse da incisioni che richiamano partiture jazz, creando una sinfonia visiva e tattile che celebra la fragilità e la creazione.

Mi sono lasciata affascinare dalle note “incise” nel marmo. Il connubio tra infanzia, arte e musica si muove su una scala valori di comuni assonanze.
Poi per la prima volta scopro opere pittoriche dell’artista. Qui la vivacità dei disegni dai colori accesi evocano la libertà improvvisativa del jazz. Fabre riesce a trasformare il gypsy jazz in arte visiva, regalando agli spettatori un’esperienza sensoriale completa.

Jan Fabre a Roma: reinventa nuovamente il suo linguaggio
Jan Fabre è un artista che continua a reinventare il linguaggio dell’arte contemporanea, mescolando filosofia, scienza e spiritualità. Questa mostra, curata da Dimitri Ozerkov con il contributo di Melania Rossi e Floriana Conte, è un viaggio imperdibile tra simbolismo, innovazione e intimità personale.

Se siete a Roma o avete in programma una visita, vi consiglio vivamente di fare tappa alla Galleria Mucciaccia, in Via della Fontanella di Borghese, 89. L’ingresso è libero, e gli orari dal lunedì al sabato (10:00 – 19:30) permettono una visita tranquilla e riflessiva.
La mostra sarà aperta fino al 1° marzo 2025, ma vi consiglio di non aspettare troppo: ogni momento passato in questo spazio è un’opportunità per lasciarsi ispirare dalla forza creativa di uno dei più grandi innovatori del nostro tempo.

Apertura al pubblico: 31 gennaio – 1 Marzo 2025
Sede: Galleria Mucciaccia, largo della Fontanella di Borghese 89, Roma
Orari: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.30; domenica chiuso.
Ingresso libero
Informazioni: tel. 06 69923801 – roma@mucciaccia.co

Foto in homepage Jan Fabre Galleria Mucciaccia ph.Valentina Sensi
- Kandinsky inaugura la grande mostra che celebra il maestro dell’astrattismo – 15 Settembre 2026
- Perché il Festival del Cinema di Venezia è nato al Lido? – 13 Settembre 2026
- Le nuove generazioni conoscevano Yayoi Kusama? – 29 Agosto 2026





