Orientamenti provvisori: la mostra di Alice Papi per Open House 2026

Orientamenti provvisori: la mostra di Alice Papi per Open House 2026

ROMA – Ho visitato Orientamenti provvisori, la mostra di Alice Papi nata per Open House Roma 2026, un progetto che riflette sul paesaggio contemporaneo tra natura, urbanistica e percezione. Visitabile fino a domenica 24 maggio.

In occasione di Open House Roma 2026, ho visitato Orientamenti provvisori, mostra di Alice Papi che si inserisce nel tema di quest’anno, City in Flux, dedicato alla città contemporanea come sistema in continua trasformazione.

Il progetto espositivo raccoglie opere realizzate tra il 2021 e il 2026 e affronta il paesaggio come spazio dinamico, mai definitivo. Il percorso ruota attorno a una riflessione su natura, memoria e costruzione urbana, elementi che convivono in un equilibrio fragile e in costante ridefinizione.

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Alice Papi dinanzi ad una sua opera. FotoMywhere

Il paesaggio come spazio in trasformazione

La ricerca artistica di Alice Papi si concentra sulle strutture essenziali della natura nel momento in cui i riferimenti spaziali sembrano dissolversi.

Le opere in mostra restituiscono una percezione instabile dello spazio: tracce, vuoti e presenze si alternano in composizioni che richiedono allo spettatore una continua ridefinizione dello sguardo.

Il processo pittorico appare come una forma di mappatura incompleta. Stratificazione, frammentazione e successive ridefinizioni costruiscono immagini in cui il paesaggio non si fissa, ma si osserva come organismo in divenire.

In questo contesto, la perdita di orientamento non viene presentata come elemento negativo, ma come possibilità di generare nuove letture dello spazio.

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Limen: un’unica immagine di un ramo viene ripetuta e trasformata in 72 diapositive dipinte

Roma al centro della ricerca di Alice Papi

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il rapporto diretto con Roma.

La città emerge come territorio privilegiato di osservazione grazie alla sua alternanza tra parchi, viali alberati, aree residuali e quartieri in espansione. Qui natura e costruito convivono in una relazione mobile, lontana da una netta separazione.

Questa riflessione prende forma nella serie Città Giardino, sviluppata a partire dallo studio del quartiere Città Giardino Aniene e da fotografie aeree storiche dei primi del Novecento.

L’attenzione si concentra sulle zone di confine tra aree verdi e spazi edificati. Strade, abitazioni e campi diventano segni essenziali che attraversano superfici di colore aperte, suggerendo un paesaggio urbano ancora in formazione.

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FotoMywhere

Foreste Mortifere e il tema del disorientamento

Un’altra sezione significativa del percorso è rappresentata da Foreste Mortifere, dove il bosco viene interpretato come luogo di tensione percettiva.

Qui il disorientamento assume una dimensione quasi fisica. La presenza di figure animali e movimenti appena accennati modifica la percezione dello spazio e mette in discussione l’idea di controllo sul paesaggio naturale.

L’atmosfera è più sospesa rispetto alle opere dedicate al contesto urbano, ma mantiene la stessa attenzione verso ciò che sfugge a una lettura immediata.

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Video e serialità nelle opere in mostra

La mostra include anche lavori video e installativi.

In Salvaschermo, nato dall’esperienza del collettivo Vere Bestie durante la residenza Litogenesi Casalinga presso Dolomiti Contemporanee, una telecamera a infrarossi registra di notte piccoli insetti sul suolo del bosco.

Il risultato è un’immagine apparentemente immobile, interrotta solo da movimenti minimi che rendono evidente la vitalità costante del paesaggio.

In Limen, invece, un’unica immagine di un ramo viene ripetuta e trasformata in 72 diapositive dipinte. La serialità diventa qui strumento per riflettere sul tentativo di individuare una forma stabile all’interno di una trasformazione continua.

Una riflessione sul modo di abitare lo spazio

Orientamenti provvisori propone una riflessione coerente sul paesaggio come sistema aperto, in cui percezione, ecologia e urbanistica si intrecciano.

La mostra non offre immagini rassicuranti né interpretazioni lineari. Piuttosto, invita a osservare il territorio come qualcosa di incompleto, mobile e costantemente ridefinito.

Visitandola, emerge con chiarezza come il tema del cambiamento urbano non si affronti solo da un punto di vista architettonico, ma anche sensoriale e percettivo.

INFO:

C3MENTO Via di Pietra Papa, 1

Orientamenti provvisori di Alice Papi

a cura di Valentina Ciarallo
Visitabile fino a domenica 24 maggio

 

Tutte le foto MyWhere©

Fabiola Cinque

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