BOLOGNA – Al WMF 2025 – We Make Future, la più grande fiera su AI e innovazione digitale, si è discusso del rapporto tra intelligenza artificiale e valore umano. Un tema centrale per il settore turistico, che oggi affronta una trasformazione profonda. Tra visioni strategiche, esperienze operative e interrogativi sull’autenticità, il panel “Le emozioni fanno check-in” ha offerto spunti concreti e stimolanti.
Nel suo intervento, Claudiana Di Cesare, giornalista ed esperta di destination marketing, ha spiegato come l’intelligenza artificiale possa aiutare una gestione più sostenibile dei flussi del turismo. Secondo Di Cesare, la tecnologia, se usata con consapevolezza, non sostituisce la relazione umana ma la rende più efficace.
Attraverso dati e modelli predittivi, è possibile destagionalizzare i flussi, valorizzare mete emergenti e parlare a viaggiatori consapevoli, alla ricerca di esperienze autentiche.

Anche Belinda Bortolan, consulente di comunicazione strategica, ha sottolineato l’importanza di un racconto condiviso tra pubblico e privato. La comunicazione, ha detto, è oggi una vera e propria infrastruttura del turismo, in grado di collegare i desideri del viaggiatore con l’identità della destinazione.

Tecnologia e personalizzazione: due realtà compatibili
Dal punto di vista del marketing, Daniele Manetti di Sojern ha evidenziato il ruolo dei big data e della profilazione valoriale per costruire relazioni digitali autentiche. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, consente oggi una comunicazione mirata e personalizzata, basata non solo sul turismo, ma su cosa cerca davvero chi viaggia.

Sul piano operativo, Paolo Zennaro, CEO di Wiisy, ha mostrato come l’automazione possa integrare la relazione, non sostituirla. Le soluzioni per il check-in – online, in presenza o automatizzato – permettono al turista di scegliere come essere accolto.

Secondo i dati raccolti da Wiisy, i giovani e i business traveler preferiscono velocità e autonomia. Famiglie e senior, invece, cercano calore umano. Offrire entrambe le opzioni è il vero valore aggiunto.

Autenticità tra rischio e opportunità
Infine, Domenico Palladino, direttore di Qualitytravel, ha sollevato una domanda provocatoria: si può standardizzare l’autenticità? In un mercato sempre più gestito da grandi piattaforme, il rischio è che anche l’esperienza autentica venga codificata e replicata.
Secondo Palladino, l’autenticità è spesso legata all’imprevisto, al “fuori programma”. Automatizzare le attività ripetitive può essere utile, ma l’essenza del viaggio resta nell’incontro umano. L’host di oggi deve scegliere: aderire a modelli standardizzati o preservare l’unicità della relazione.

Il futuro del turismo tra intelligenza artificiale e umanità
Il panel si è chiuso con una visione condivisa: il futuro del turismo non è una scelta tra tecnologia e relazione, ma un equilibrio tra le due. L’intelligenza artificiale può supportare la sorpresa, la scoperta, persino l’imperfezione, se usata con visione e intelligenza condivisa.
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