Graphic Japan: la cultura giapponese in mostra e anche in rassegna cinematografica

Graphic Japan: la cultura giapponese in mostra e anche in rassegna cinematografica

BOLOGNA – La mostra GRAPHIC JAPAN Da Hokusai al Manga presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, è un racconto visivo sulle tappe fondamentali dello sviluppo della grafica giapponese dal periodo Edo (1603-1868) fino ai nostri giorni. Parallelamente alla mostra si svilupperà una serie di iniziative volte all’approfondimento della cultura giapponese come la rassegna cinematografica in mostra al Cinema Modernissimo dal 3 al 27 Febbraio.

Si è tenuta il 19 Gennaio la conferenza stampa di apertura di Graphic Japan alla presenza di Paola Giovetti, Presidente del Museo Civico Archeologico di Bologna, Daniele del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, il Console Generale del Giappone in Italia Kobayashi Toshiaki, Tomaso Radaelli presidente di MondoMostre e Raffaella Menegazzo, curatrice della mostra insieme ad Eleonora Lanza, presso il Museo Civico Archeologico di Bologna.

Particolarmente sentito l’intervento del Console Kobayashi Toshiaki:

«Graphic Japan. Da Hokusai al Manga rappresenta un progetto molto significativo nel
panorama culturale di questo autunno. La mostra non è “sul Giappone”, ma con il
Giappone. È il frutto di una collaborazione ampia, che ha coinvolto istituzioni, musei,
università e fondazioni giapponesi e italiane. Bologna con la sua vocazione verso il mondo
e l’inclusività, rappresenta il luogo perfetto dove dar vita a questo innovativo viaggio alla
scoperta della grafica nipponica, attraverso cui si approfondiscono numerosi aspetti della
cultura giapponese.»

La mostra, che si preannuncia di grande impatto visivo, porta con se altrettanti contenuti. Si prefige infatti lo scopo di compiere un appassionante viaggio nelle immagini dal periodo Edo alla contemporaneità al fine di comprendere appieno l’evoluzione e il successo globale della grafica giapponese, da sempre connotata da un nesso indissolubile tra segno e disegno che, a partire dalle stampe ukiyoe – le cosiddette “immagini del Mondo Fluttuante” –, ha condotto fino ai poster d’artista e ai manga contemporanei.

Le innovazioni Ukiyoe al Graphic Japan

Si parte quindi dalle innovazioni introdotte dalle stampe ukiyoe, tra il XVII e il XIX secolo (periodo Edo), attraverso le quali si afferma una nuova visione estetica. Legata alla rappresentazione dei piaceri del vivere quotidiano, delle mode, della natura e degli animali. Accanto ai temi naturalistici, i cui massimi esponenti sono Utagawa Hiroshige e Katsushika Hokusai. Gli artisti dedicano grande attenzione alla figura umana e alla vita quotidiana, come nelle raffinate immagini femminili di Kitagawa Utamaro e Kitagawa Tsukimaro. Oppure nei celebri ritratti di attori del teatro kabuki realizzati da artisti come Utagawa Kunisada, Utagawa Kunimasa e Toshūsai Sharaku.

Con l’inizio dell’era Meiji (1868–1912), storicamente corrispondente alla caduta del sistema feudale e alla presa di potere da parte dell’imperatore, si assiste a un cambiamento radicale nella produzione artistica e grafica giapponese. Anche su impulso dei modelli europei importati. In un contesto di generale rinnovamento scientifico, industriale ed espressivo, anche l’arte dell’illustrazione (zuan) si trasforma in grafica al servizio dell’industria, mentre l’artista diventa zuanka, ovvero designer.

Ma è solo con il secolo XX che la grafica giapponese contemporanea si afferma con una nuova identità visiva attraverso l’opera del maestro Kamekura Yūsaku (1915–1997). Considerato il padre della grafica giapponese e primo graphic designer moderno. La sua opera fu esposta nella grande mostra del 1955 Graphic ’55, dove per la prima volta venivano esposti poster stampati in offset, oltre ai disegni preparatori realizzati a mano.

La nuova generazione di Graphic Designer

Insieme a Kamekura, si forma una nuova generazione di graphic designer: Kōno Takashi, Ōhashi Tadashi, Yamashiro Ryūichi. A questi seguono altri nomi importanti — Nagai Kazumasa, Tanaka Ikkō (la cui grafica ha caratterizzato una linea di abiti e accessori di Issey Miyake), Matsunaga Shin, Yokoo Tadanori – che attraverso l’interpretazione della cultura giapponese e della sua tradizione pittorica (soprattutto Rinpa e ukiyoe) danno forma a una grafica moderna e innovativa. I loro manifesti esprimono la continuità di temi e sensibilità antiche, reinterpretati attraverso i mezzi della comunicazione visiva contemporanea legati alle trasformazioni tecnologiche.

Negli anni Settanta e Ottanta, l’evoluzione del linguaggio grafico è influenzato dalla fotografia e dal computer. Gli artisti sono interessati alle nuove tecniche di stampa digitale, che permettono di ottenere effetti innovativi, come rilievi, opacità, immagini completamente costruite. Pur mantenendo fede alla tradizione, nella scelta di colori, luce, forme e soggetti.

GJ

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche di grande impatto visivo. Motivi di Natura, Volti e Maschere, Calligrafia e tipografia e Giapponismo contemporaneo con un totale di oltre 250 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine per tessuti (katagami). Oltre a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti. Dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate ai prodotti di alto artigianato fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.

Le opere in prestito provengono da importanti istituzioni italiane e giapponesi pubbliche e private, tra cui Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” di Genova, Museo d’Arte Orientale di Venezia, Biblioteche civiche e nazionali e da collezioni giapponesi, tra cui Dai Nippon Foundation for Cultural Promotion e Adachi Foundation.

Parallelamente al Public Program della mostra, si sviluppa inoltre il calendario degli appuntamenti dedicati ad approfondire la cultura giapponese e le sue arti, sia all’interno degli spazi del Museo dove è ospitata la mostra, sia negli spazi culturali di Bologna.

Al via in questi giorni la rassegna cinematografica Graphic Japan: da martedì 3 a venerdì 27 febbraio 2026, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bolognaal Cinema Modernissimo parte una rassegna dedicata ai film più rappresentativi della storia moderna e contemporanea del cinema giapponese.  Il Cinema Modernissimo (piazza Re Enzo 3, Bologna) ospita infatti 11 proiezioni per scoprire storie, autori e generi del cinema giapponese: da un classico dell’avanguardia muta come Una pagina di follia a Il male non esiste, l’ultimo lungometraggio di uno degli autori più apprezzati e premiati di questi anni, Ryusuke Hamaguchi. La rassegna include capolavori di maestri riconosciuti come Akira Kurosawa e Kenji Mizoguchi e i film di un regista e comico Hitoshi Matsumoto, noto per le sue riletture dei generi nipponici. La rassegna copre un periodo dal cinema degli anni Venti del Novecento a quello contemporaneo, e nei generi, dall’horror agli anime con due esempi magistrali della creatività dell’animazione distanti quarant’anni, Belladonna of Sadness di Eiichi Yamamoto e Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki

Presentando il biglietto di una delle proiezioni della rassegna è garantito l’ingresso ridotto alla mostra Graphic Japan. Da Hokusai al Manga. Presentando il biglietto d’ingresso alla mostra è riservato l’ingresso ridotto a una delle proiezioni della rassegna. Per l’accesso in mostra è attiva una convenzione per i possessori della tessera “Amici della Cineteca”.

Graphic Japan. Da Hokusai al Manga
A cura di Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza
20 novembre 2025 – 6 aprile 2026
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2 – 40124 Bologna
SITO WEB
www.graphicjapanbologna.it

©Marianne Bargiotti Phographer 2025

Marianne Bargiotti

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