MONDIALI – Il calcio di rigore è diventato uno dei grandi protagonisti del Mondiale 2026. Da Lionel Messi a Kylian Mbappé, diversi campioni hanno fallito dagli undici metri in un torneo dove anche i migliori hanno dovuto fare i conti con la pressione.
Nel calcio esistono pochi momenti capaci di concentrare così tanta pressione in pochi secondi. I rigori sono sicuramente tra questi. Un tiro dagli undici metri può cambiare il destino di una partita, decidere il percorso di una nazionale e trasformare un giocatore da eroe a protagonista negativo. I Mondiali 2026 stanno confermando ancora una volta questa regola, con diversi errori dal dischetto che hanno attirato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori.
Tra i casi più discussi c’è sicuramente quello di Lionel Messi, ma il fuoriclasse argentino non è stato l’unico grande nome a dover fare i conti con un rigore sbagliato.

Messi e i due rigori falliti: un caso senza precedenti ai Mondiali
Il caso più clamoroso riguarda proprio il capitano dell’Argentina.
Messi ha sbagliato due rigori consecutivi durante i Mondiali 2026, un episodio sorprendente considerando la sua esperienza e il suo rapporto con i momenti decisivi.
Un errore che fa ancora più rumore se si pensa al peso del numero 10 argentino nella storia recente del calcio. Messi è stato spesso l’uomo chiamato a prendersi la responsabilità nei momenti più importanti e proprio per questo ogni suo errore viene inevitabilmente amplificato.

Mbappé, dal rigore sbagliato al riscatto immediato
Tra i grandi protagonisti del torneo anche Kylian Mbappé ha vissuto una serata complicata dagli undici metri.
L’attaccante francese ha fallito un rigore contro il Marocco nei quarti di finale, ma è riuscito a reagire immediatamente trovando la rete e contribuendo al successo della Francia.

Il suo caso rappresenta perfettamente il doppio volto dei rigori: possono diventare un peso enorme, ma anche un’occasione per dimostrare carattere.

Justin Kluivert e il peso di un cognome storico
Un altro episodio che ha fatto parlare è stato quello di Justin Kluivert.
L’errore dal dischetto del giocatore olandese ha avuto un significato particolare anche per il cognome che porta. Il padre Patrick, infatti, era stato protagonista di un altro rigore sbagliato nella semifinale di Euro 2000 contro l’Italia.
Due epoche diverse, ma la stessa immagine: un giocatore davanti alla porta con il peso delle aspettative sulle proprie spalle.
Perché sbagliare un rigore è diverso da qualsiasi altro errore
Il fascino dei rigori nasce proprio dalla sua semplicità apparente.
A differenza di altre situazioni di gioco, chi calcia è completamente solo. Non ci sono compagni da coinvolgere, non ci sono seconde possibilità immediate. Ci sono soltanto il portiere, il pallone e la pressione di un intero stadio.
Per questo motivo anche i migliori possono sbagliare.
La tecnica conta, ma in quei pochi secondi entra in gioco soprattutto la componente mentale.
Il peso dei rigori ai Mondiali
I Mondiali 2026 verranno ricordato per le grandi partite e per i protagonisti che stanno trascinando le proprie nazionali, ma anche per un dettaglio curioso: il peso dei rigori sbagliati.
Da Messi a Mbappé, passando per gli altri protagonisti che hanno fallito dagli undici metri, il torneo ha ricordato una delle verità più affascinanti del calcio:
quando il pallone è sul dischetto, nessuno è davvero imbattibile.






