Francesco Totti compie 50 anni: il tempo passa, ma il Capitano resta

Francesco Totti compie 50 anni: il tempo passa, ma il Capitano resta

ROMA – Francesco Totti compie 50 anni. Un traguardo che diventa l’occasione per ripercorrere la storia del Capitano della Roma, tra gol, ricordi, fedeltà e un legame con la sua città che ha superato i confini del calcio.

Ci sono compleanni che raccontano semplicemente il passare del tempo. E poi ce ne sono alcuni che sembrano quasi impossibili. Francesco Totti compie 50 anni, ma per chi è cresciuto guardandolo giocare quella cifra sembra appartenere a qualcun altro. A un’altra epoca, forse. Perché il ragazzo con la maglia numero 10 della Roma, quello che correva con il pallone incollato al piede e il sorriso di chi stava facendo esattamente ciò che voleva fare nella vita, nella memoria è ancora lì.

Francesco Totti non è stato soltanto un calciatore. Sarebbe riduttivo raccontarlo attraverso i numeri, i trofei, i gol e i record. La sua storia appartiene a una dimensione diversa, fatta di appartenenza, identità e memoria.

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Cinquant’anni, ma una storia che sembra ancora giovane

Totti è nato a Roma il 27 settembre 1976. Da lì è cominciato un viaggio che lo avrebbe portato a diventare uno dei giocatori italiani più riconoscibili di sempre, ma soprattutto il simbolo di una città e della sua squadra.

La sua carriera è stata una lunga dichiarazione d’amore alla Roma. Avrebbe potuto scegliere altre strade, altri club, altri trofei. Invece è rimasto. È rimasto quando sarebbe stato più semplice partire e quando le tentazioni arrivavano da alcune delle squadre più importanti d’Europa.

Ha scelto Roma.

E Roma, nel tempo, ha scelto lui.

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Il ragazzo, il Capitano, il numero 10

Ci sono immagini che appartengono ormai all’immaginario collettivo. Totti che alza la maglia dopo un gol. Totti che bacia lo stemma. Totti che sorride dopo una giocata impossibile. Totti che esulta sotto la Curva Sud.

E poi c’è quel gesto diventato quasi universale: il pollice in bocca, dedicato ai figli, diventato una delle sue esultanze più riconoscibili.

Sono piccoli frammenti di una carriera lunghissima, ma proprio per questo preziosi. Perché il calcio, alla fine, non vive soltanto nelle statistiche. Vive nei ricordi che riesce a lasciare.

E Totti di ricordi ne ha lasciati tantissimi.

Il cucchiaio contro l’Olanda. Il gol alla Sampdoria dopo la corsa sotto la pioggia. La rete contro l’Inter. Il pallonetto a Julio Cesar. La standing ovation al Bernabéu. Il Mondiale del 2006. Il gol al volo contro la Sampdoria nel 2015. E ancora, ancora, ancora.

Ma forse il ricordo più grande non è un gol.

È vederlo con la maglia della Roma.

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Perché Totti è stato qualcosa di più

In un calcio sempre più veloce, fatto di trasferimenti continui, contratti, procuratori e nuove maglie ogni stagione, la storia di Totti ha assunto un valore quasi romantico.

Una sola squadra. Una sola città. Una sola maglia.

Dal debutto del 1993 all’ultima partita del 2017 sono trascorsi quasi venticinque anni. Un’intera generazione ha avuto il privilegio di vedere lo stesso uomo crescere, diventare campione, diventare capitano e infine diventare leggenda.

Chi oggi ha trent’anni lo ha visto da bambino.

Chi ne ha quaranta lo ha seguito durante tutta la propria adolescenza.

Chi ne ha venti lo ha conosciuto soprattutto attraverso i video, i racconti e le immagini di quella che, per molti, è diventata una figura quasi mitologica.

È questo, forse, il vero significato dei suoi 50 anni.

Totti appartiene a generazioni diverse perché ogni generazione ha un suo Totti.

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Una storia che non finisce con l’ultima partita

Il 28 maggio 2017, contro il Genoa, Francesco Totti ha giocato la sua ultima partita con la Roma. Quel giorno lo Stadio Olimpico non salutava soltanto un calciatore.

Salutava un pezzo della propria storia.

Ci sono stati abbracci, lacrime, bandiere, cori. E soprattutto la sensazione che qualcosa stesse finendo davvero.

Ma alcune storie non finiscono quando termina una carriera.

Continuano nelle fotografie, nelle maglie conservate negli armadi, nei racconti dei padri ai figli. Continuano ogni volta che qualcuno prova a spiegare a un bambino cosa significasse vedere Totti con il pallone tra i piedi.

Continuano quando parte un vecchio video su YouTube e, per qualche minuto, Roma torna a essere quella Roma.

Oggi Francesco Totti compie 50 anni.

Il tempo ha cambiato il calcio, ha cambiato Roma e ha cambiato tutti noi. Sono arrivati nuovi campioni, nuove generazioni, nuove rivalità e nuovi idoli.

Ma alcune icone resistono al tempo.

Perché non sono semplicemente legate a ciò che hanno fatto, ma a ciò che hanno fatto provare.

Francesco Totti è stato il bambino che ha realizzato il sogno di giocare per la squadra della sua città. È stato il Capitano che ha attraversato un’epoca. È stato il numero 10 che ha trasformato la fantasia in una forma di calcio.

E forse è proprio per questo che, nonostante i 50 anni, quando si parla di lui è ancora difficile usare il passato.

Perché per una parte di Roma, e per tutti quelli che hanno imparato ad amare il calcio guardandolo giocare, il Capitano non è mai davvero andato via.

Mirko Torre

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