ROMA- Dopo 25 anni la capitale accoglie nuovamente l’arte di Vassily Kandinsky. Dal 15 settembre 2026 fino al 14 febbraio 2027 Palazzo Bonaparte ospita la grande mostra dedicata all’artista che ha contribuito alla nascita dell’astrattismo. Dal Centre Pompidou e da altri musei internazionali arrivano oltre settanta opere che permettono di scoprire la straordinaria personalità e l’incredibile talento di questo genio dell’arte russo.

Oggi un punto in pittura può dire più di una figura umana. Una linea verticale associata a una linea orizzontale produce un suono quasi drammatico. Il contatto dell’angolo acuto di un triangolo col cerchio non ha un effetto minore di quello dell’indice di Dio con quello di Adamo di Michelangelo.
Questa citazione di Vassily Kandinsky condensa ed espone chiaramente la sua visione ed è infatti posta proprio all’ingresso della mostra. E’ il punto di svolta di un artista che ha iniziato la sua carriera a trent’anni dopo aver fatto studi giuridici folgorato dalla visione de I covoni di Claude Monet dal lato pittorico e dall’ascolto del Lohengrinal di Richard Wagner. Pittura e musica, la sua ricerca parte da qui. Per seguire il suo sogno si trasferisce sul finire dell’ottocento a Monaco, a quel tempo importantissimo centro di diffusione culturale. Sono gli anni della sua formazione oggetto della Prima Sezione. La produzione di questi anni comprende numerosi studi a olio, eseguiti all’aperto con la spatola, e scene policrome su fondo nero ispirate alle fiabe e alle leggende russe. Fonda anche una scuola d’arte , la Phalanx.

Qui incontra la giovane pittrice Gabriele Münter, con cui affronterà un viaggio attraverso l’Europa. Un viaggio non solo geografico, ma anche interiore e di trasformazione. Si fa strada l’idea dirompente di far prevalere la dimensione spirituale su quella materiale. E’ il primo passo verso l’astrattismo. Ne espone i principi nel libro Dello spirituale nell’arte e nella pittura. Si varca così la soglia della Seconda Sezione con opere che sono il frutto anche della collaborazione con Franz Marc con lui artefice del cosiddetto Der Blaue Reiter, un manifesto rivoluzionario per una sintesi delle arti senza confini né gerarchie.

Ritorno in patria
La terza fase coincide con lo scoppio della prima guerra mondiale. Kandinsky torna in Russia dove sarà testimone dei grandi sconvolgimenti politici del Paese. Entra in contatto con gli artisti delle avanguardie suprematista e costruttivista da cui ne consegue una tendenza alla geometrizzazione delle forme. Una quarta fase comincia quando Walter Gropius lo invita a unirsi al Bauhaus di Weimar. Diventa insegnante e stringe amicizia con Paul Klee. All’orizzonte si profila l’ombra del nazismo e la sua ascesa decreta la fine del Bauhaus.

Fuga a Parigi
Gli anni della maturità sono a Parigi, con la moglie Nina si trasferisce a Neuilly-sur Seine. La sua pittura si alleggerisce nelle forme e nei colori. L’artista sviluppa un nuovo stile nato anche grazie all’incontro con i pittori surrealisti francesi.

La rigorosa geometria del costruttivismo si fonde con la fantasia di forme biomorfe mutuate da artisti come Jean Arp e Joan Miró. Vassily Kandinsky muore nel 1944 senza vedere la fine della seconda terribile guerra che aveva sconvolto l’Europa.

L’eccezionalità di questa mostra è stata resa possibile grazie al Centre Pompidou che conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky. E’ stata curata da Angela Lampe che ha giustamente voluto inserire nel percorso uno spazio dedicato a Gabriele Münter compagna per alcuni anni di Kandinsky, ma anche esponente centrale dell’Espressionismo tedesco, tra le artiste più significative del gruppo del Blaue Reiter.

Kandinsky
15 settembre 2026 -14 febbraio 2027
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