La lumaca incontra l’arte

La lumaca incontra l’arte

MONDO – La Lumaca e l’arte. Un piccolo animale che ha stuzzicato la fantasia di grandi artisti: Salvador Dalí, Joan Mirò, Paul Klee, Henri Matisse, e contagiato forme d’arte contemporanee come la macrofotografia, la Cracking art o la Snail art.

La lumaca, chiocciola se provvista di coclea: un mollusco terrestre munito di quattro tentacoli retrattili, due, i più corti in basso, sono organi tattili e olfattivi, quelli superiori sono visivi. Possiede una conchiglia globosa avvolta a forma di spirale, di colore variabilissimo, spesso con fasce trasversali; ha la capacità di ritirarsi interamente nel suo guscio in caso di bisogno o pericolo. Questa sarebbe all’incirca la definizione che troveremmo in un qualsiasi dizionario, ovvero la sua descrizione fisica, altra cosa è la sua valenza simbolica cui hanno tratto ispirazione nei secoli scultori, scrittori e pittori.

Cesare Ripa Perugino e la lumaca

A fine XVI secolo nel trattato intitolato “Iconologia, overo descrittione dell’imagini universali cavate dall’antichità et da altri luoghi… necessaria a poeti, pittori, e scultori per rappresentare le virtù, vitii, affetti e passioni umane”, Cesare Ripa Perugino per raffigurare la personificazione dell’accidia, ozio o pigrizia, descrive una brutta vecchia seduta, con la mano destra tiene una corda, con la sinistra una lumaca (“..la corda denota che l’accidia lega, e vince gl’uomini, e li rende inabili ad operare … la lumaca, o tartaruca, dimostrano la proprietà degl’accidiosi, che sono oziosi, e pigri”). Chiara è dunque l’allusione alla lentezza dell’animaletto letta come negativa.

La lumaca cambia veste

Basterà poco per accogliere il movimento lento come qualcosa, al contrario, di molto apprezzabile. Solo avanzando piano ci è permesso osservare scrupolosamente ciò che ci circonda. Solo così la nostra attenzione si pone ai massimi livelli. La calma è tipica di chi ha acquisito, col tempo e l’esperienza, saggezza.

L’ermafroditismo del gasteropode può assurgere a simbolo di ambivalenza o all’opposto, se colto nella sua accezione positiva, può trasformarsi in emblema di fertilità.

Il suo incedere strisciante, tipico dei serpenti, può richiamare una condizione di bieco servilismo oppure evocare l’alto valore dell’umiltà.

Porta la sua ‘casa’ con sé, segno di chiusura, o inteso in diversa maniera, la condizione di autosufficienza può essere valutata ammirevole: non ha bisogno del superfluo ma semplicemente dello stretto necessario.

La spirale tatuata sul guscio

La lumaca di Dalì

Che dire poi della spirale ‘tatuata’ sul guscio? Nel suo complesso la chiocciola fa pensare ad un vero e proprio ossimoro figurativo, la lentezza per antonomasia che esibisce la spirale, vessillo per eccellenza del moto cosmico e dell’energia del dinamismo universale. Insomma tante caratteristiche intrinseche che si prestano alle più svariate interpretazioni soggettive.

E dove se non nel campo artistico soggetto tanto versatile poteva trovare spazio?

Ecco allora che un’enorme nerboruta chiocciola bronzea (alta 1 metro e 51 cm, concepita nel 1977 ma plasmata nel 1984) viene dotata di un paio d’ali, ondeggiante, da un visionario Salvador Dalí (1904-1989). Il pittore catalano va oltre, la equipaggia di un accompagnatore speciale, divino, un angelo che la sovrasta.

la lumaca incontra l'arte-Dalì
Snail and the Angel – Dalì

Tipico del movimento pittorico surrealista cui è appartenuto, l’istrionico Dalí svincola l’oggetto-animale dal suo ambiente, annienta barriere e regole naturali. Suscita una sorta di tenerezza la volontà di aiutare la lumaca con mezzi umani, e non, per farla incedere più velocemente, donando velocità a chi ne è sprovvisto per natura.

Si narra che l’idea della scultura abbia solleticato l’immaginazione di Dalí nel momento in cui incontrò il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, nel 1938. Sembra che avesse paragonato la testa del dottore alla conchiglia del piccolo mollusco, tanto da figurarne la somiglianza su alcuni schizzi.

Nel suo Habitat

La ritroviamo contestualizzata nel suo habitat, e delle dimensioni che le sono proprie, nell’olio su tela intitolato ‘La fattoria’ (minuscola in compagnia di una lucertola) e nel ‘Campo arato’ di Joan Mirò (1893-1983). Lo stesso la riproporrà uno/due decenni più tardi in forma astratta e guarnita di didascalia nella ‘Lumaca, donna, fiore, stella’ (1934); con grossi occhioni bianchi, in atmosfera notturna, quasi onirica in ‘Figure di notte guidate da tracce fosforescenti di lumache’ (1940).

É sperimentata in versione romantica da Paul Klee (1879-1940) nel dipinto ‘Lumaca’ (opera del 1924); qui costituisce soggetto unico dove in primo piano, imperturbabile, domina la scena. Il colore principale declinato in vari toni, il verde pallido, rende il tutto rarefatto e quieto.

…Di carta

L’ ‘Escargot’ del 1953 di Henri Matisse (1869-1954) è, invece, un papier découpé: fogli di carta colorata ritagliati e riuniti a formare la figura astratta (Matisse ormai anziano e malato è costretto ad abbandonare il pennello che sostituirà con le forbici). L’opera misura 2,87 x 2,88 metri, è enorme, il corpo è blu, la testa verde e la spirale un arcobaleno di colori. Il risultato ottenuto nell’insieme è allegro, esprime vivacità, una gioia quasi infantile.

Matisse
Escargot – Matisse

La centralità della figura (disposizione a soggetto unico in primo piano), delicatezza e morbidezza di scenario, la si rileva nuovamente nel quadro ‘Shell’ della statunitense Georgia O’Keefe (1887-1986), considerata madre del modernismo americano. L’opera è una natura morta, si rappresenta la conchiglia e il mollusco qui è un ‘protagonista assente’.

La Snail Art

Il simpatico invertebrato a inizio Duemila compie ‘un salto di qualità’, si trasforma lui stesso in artista. Un’idea nata da una blogger californiana, mamma di tre bambini, che ha elaborato un diversivo per occupare i piccoli: la Snail Art. Si intingono le parti molli delle chiocciole in vari coloranti (rigorosamente alimentari, non tossici) e si posizionano su di un foglio bianco aspettando che inizino a muoversi. Le scie colorate danno vita così a quadri sicuramente sui generis. La lumaca diventa pennello, non più soggetto passivo, anzi è soggetto e oggetto d’arte nel medesimo tempo, meravigliosamente in linea col suo ‘omnia mecum porto’ (i beni necessari li porto tutti con me).

La macrofotografia di Mishchenko

Un nuovo cambio di rotta, ancora più drastico, lo scoviamo con il macrofotografo ucraino Vyacheslav Mishchenko, classe 1964. Grazie alle sue fotografie riusciamo ad addentrarci nel microcosmo della chiocciola e guardare attraverso i suoi occhi.

Una lumaca sopra un fungo porcino si protende per bere una stilla d’acqua che sta per cadere da una fragolina di bosco; una è intenta ad annusare un fiorellino; altre due, ognuna sulla cima di un rametto di ciliegia, sembrano baciarsi; una coppia sosta sotto un curioso ‘ombrellino’.

Scatti pazienti che ci donano un mondo a dir poco fiabesco, movimenti, attimi, posizioni inaspettate ricchi di vivide espressioni. Non stupisce che il fotografo confessi di aver alimentato gran parte del suo estro ammirando i quadri impressionisti, in particolar modo di Claude Monet.

La Cracking Art

In ben altro contesto e di tutt’altra grandezza appaiono le chiocciole adoperate nelle installazioni urbane create dal movimento artistico ambientalista ‘Cracking art’, nato attorno agli anni Novanta. Giganteschi animali colorati di plastica riciclata hanno invaso città come Treviso (2010), Milano (2012) e Napoli (2016), hanno sostato nelle loro piazze, strade e si sono arrampicate su monumenti e tetti.

cracking art
Cracking Art

Dopo averla fatta dipingere, dopo aver visto con i suoi occhi, adesso con questa nuova arte, è riuscita persino a usurpare il nostro mondo, dominandoci da ogni angolo. Esaltata ancora di più dai toni accesi, spesso fluo, è lei ora che ci ‘schiaccia’ con la sua presenza.

Di strada ne ha fatta questo minuscolo esserino, dalla mano pigra de ‘l’accidia’ di Perugino fino alle strade affollate delle più grandi città italiane in formato oversize.

E….. in pieno periodo di lockdown, durante un piovoso pomeriggio ha trovato pure il tempo di intrufolarsi nella fantasia di mia figlia. L’ ‘artista’ quasi cinquenne la ritrae in mezzo a un bosco, volante e (sic!) al guinzaglio. Questa sì che è versatilità!!

disegno Tullia
Disegno Tullia
Arianna Tinagli

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