Per una Francigena del Sud

Per una Francigena del Sud

Il primo luglio si è svolto presso la sala convegni dell’Associazione Civita a piazza Venezia a Roma, l’interessante incontro “Itinerari culturali e di pellegrinaggio: dall’esperienza del Progetto: Rete Europea di storia, Cultura e Turismo alla programmazione 2014/2020: ruolo e opportunità dei GAL italiani”. Così Civita rende noto lo stato di avanzamento dei  progetti di valorizzazione degli itinerari della fede in Italia meridionale.

Il Progetto Cammini d’Europa nato negli anni ‘90 è, com’è noto, un piano di sviluppo territoriale a scala europea, finalizzato alla valorizzazione turistica di una rete d’itinerari culturali e di pellegrinaggio. Esso riguarda alcuni percorsi della fede molto noti a tutti come il Cammino di Santiago e le varie Vie Francigene, o Romee, e altri meno conosciuti o in corso di valorizzazione come il Cammino di Francesco e le Vie per Gerusalemme. Gli Itinerari culturali e di pellegrinaggio rappresentano per molti viaggiatori – come ho avuto modo di ascoltare dalle esperienze dirette da alcuni di loro presenti in sala – una nuova forma di ecoturismo, a stretto contatto con la natura e le bellezze dei territori rurali delle aree interne. Come ha opportunamente sottolineato Giorgio Piccirillo dell’associazione I Cammini di Francesco, queste formule itineranti di viaggio a piedi, in bicicletta o a cavallo stanno attraendo un numero sempre crescente ed eterogeneo di viaggiatori. Basti pensare che il Cammino di Santiago è percorso per il 61% da studenti e under 25.

A mio avviso, l’originalità del progetto di cui si è discusso nella sede di Civita, sta  nel fatto che sono finalmente coinvolte anche le regioni del sud dell’Italia in modo significativo e che si sta dando pertanto vita a una vera e propria Francigena del Sud, colmando una lacuna molto evidente fino ad oggi.

La valorizzazione dei percorsi medievali dei pellegrini che nel Medioevo si dirigevano verso Roma e poi proseguivano per Gerusalemme, va posta in stretto collegamento – è emerso chiaramente nelle conclusioni di Silvia Costa –  anche con una radicata religiosità popolare locale imperniata su alcuni poli della fede, come le abbazie e i santuari, che costituivano anch’essi tappe intermedie importanti di questi lunghi pellegrinaggi religiosi.

Un altro elemento significativo è che i soggetti politici economici, religiosi e culturali coinvolti sono molti e si è creato un vero e proprio tavolo di lavoro che sta operando in questa direzione da tempo e che mostra adesso un avanzato livello di coordinamento e notevoli potenzialità. I progressi compiuti sono stati messi in evidenza da più punti di vista: l’onorevole Silvia Costa, Presidente Commissione Cultura e Istruzione Parlamento Europeo ha parlato dei  collegamenti tra U.E. e le diverse proposte progettuali al fine di favorire l’utilizzazione di fondi europei di finanziamento; Nicola Maccanico, Vicepresidente dell’Associazione Civita,  ha assicurato il crescente impegno scientifico nella ricostruzione degli itinerari.

Gli interventi delle principali associazioni che si occupano di valorizzazione dei grandi pellegrinaggi europei sono stati molto funzionali alla descrizione del progetto anche dal punto di vista cultuale e finanziario. Ma quello che mi è sembrato il maggiore motivo d’interesse dell’incontro del 1 luglio è il ruolo crescente di diverse regioni, come l’Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria, Molise, Campania e Puglia che stanno inserendo nella loro programmazione POR 2014-20 azioni specifiche per i Cammini d’Europa. (Ricordiamo che il POR è Programma Operativo Regionale. E’ la programmazione che ogni regione deve fare ogni 7 anni in parallelo e in collegamento con la distribuzione dei fondi europei). A questo si aggiunge, com’è stato messo in evidenza da Attilio Romano Presidente GAL (Gruppi di Azione Locale) Vallo di Diano e di Barbara Zanetti della Rete Nazionale Leader (entrambi si occupano  dello sviluppo dei territori rurali), l’apporto di quelle organizzazioni locali maggiormente impegnate nella valorizzazione delle aree interne del Sud e delle loro impareggiabili risorse ambientali culturali, paesaggistiche, enogastronomiche e ricettive, senza le quali sarebbe difficile rendere concrete e attrative le azioni dei progetti che devono provvedere alla manutenzione e sicurezza dei percorsi e all’accoglienza dei pellegrini.

L’iniziativa si è conclusa sulla bellissima terrazza di Civita che si affaccia sul Foro Romano dove è stato possibile parlare con i relatori che si sono intrattenuti con il pubblico e i giornalisti. L’associazione Civita presenterà l’ 8 luglio, alcune pubblicazioni molto ricche di documentazione, anche iconografica, su questi temi e cioè “La bisaccia del pellegrino”, “Camminare di gusto lungo la Via Francigena” e l’ebook “Cammin scrivendo: scrittori sulla Via Francigena”, entrambi editi da Marsilio Editori e Associazione Civita.

La Redazione di MyWhere

L'Editore Andrea Rastelli

L’Editore Andrea Rastelli

Lamberto Cantoni e Andrea Rastelli

Lamberto Cantoni e Andrea Rastelli

Fabiola Cinque e Carmen Bertolone

Fabiola Cinque e Carmen Bertolone

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Fabiola Cinque e Melissa Turchi

Fabiola Cinque e Melissa Turchi

Fabiola Cinque e Teresa Paladin

Fabiola Cinque e Teresa Paladin

Fabiola Cinque e Riccardo Cattani

Fabiola Cinque e Riccardo Cattani

Lamberto Cantoni

Lamberto Cantoni

Melissa Turchi

Melissa Turchi

Redazione

Redazione

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Fabiola Cinque e Lamberto Cantoni

Riccardo Cattani

Riccardo Cattani

Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.