Previsioni per il David di Donatello 2016

Previsioni sui candidati al David di Donatello 2016 a favore del Cinema di strada, a poche ore dalla Cerimonia di Premiazione (stasera dalle 20,50 partenza con il red carpet).

Cinema indipendente. Cinema di strada. Cinema giovane. C’è un’aria nuova al David di Donatello 2016, arrivato quest’anno alla sessantesima edizione, un’atmosfera completamente diversa rispetto alle passate edizioni.

Anche lo spostamento dalla Rai a Sky, che come sempre riesce a promuovere talmente bene il proprio prodotto da trasformarlo in un fenomeno di tendenza, ha senza dubbio giovato molto: sarà, infatti, una cerimonia completamente reinventata (in diretta su Sky Cinema 1 alle ore 21), e sarà condotta da Alessandro Cattelan, uno dei nomi di punta di Sky (anche se non molto legato al mondo del cinema), affiancato da Francesco Castelnuovo e Pif (che proporrà un omaggio al grande Ettore Scola). A presentare i premi, stelle del calibro di Paola Cortellesi, Dante Ferretti, Stefano Accorsi, Christian De Sica, Nicola Piovani, Anna Foglietta, Valeria Golino, Francesco Pannofino, Vittorio Storaro, Michele Placido e Toni Servillo. Insomma, a livello di intrattenimento possiamo essere certi, ci sarà da divertirsi.

Ciò che però fa più ben sperare, per un rilancio e una rivalutazione del cinema italiano, è la qualità dei film proposti.

Tra i favoriti della serata troviamo il capolavoro di Claudio Caligari “Non essere cattivo” (16 candidature) e “Lo Chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti (16 candidature, anche se manca quella per “Miglior Film” inspiegabilmente), seguiti da “Youth – La Giovinezza” di Paolo Sorrentino (14 nomination), “Il Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone (12 nomination), “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese (9 nomination) e “Fuocoammare”, il bel racconto sull’isola di Lampedusa (4 nomination).

Pronostici alla mano per il David di Donatello 2016, sembra che i veri dominatori della serata saranno i 2 film “romani de Roma” “Non Essere Cattivo” “Lo Chiamavano Jeeg Robot” (di cui noi di MyWhere avevamo già parlato: https://www.mywhere.it/non-cattivo-laddio-claudio-caligari/, https://www.mywhere.it/lo-chiamavano-jeeg-robot-supereroe-periferia/). Due storie di strada, quella strada dark, piena di supereroi e supercattivi che sanno scuotere e colpire nel segno gli spettatori.

Da una parte “Non Essere Cattivo” – l’ultimo capolavoro di Claudio Caligari sulle nuove droghe e le nuove periferie – che concentra il suo sguardo su due amici inseparabili, Cesare e Vittorio (Luca Marinelli e Alessandro Borghi), che passano le loro giornate seduti al bar a progettare furti e rapine, a spacciare droga e a scontrarsi con gruppi rivali e soprattutto a “calarsi” pasticche. Tra Pasolini e Trainspotting, il film ha stupito tutti, tanto da sfiorare una (a parer mio meritatissima) candidatura agli Oscar come Miglior Film Straniero.

Luca Marinelli, poi, tocca dei picchi straordinari, caratterizzando il suo personaggio con una comicità tutta sua e una voracità con cui azzanna la vita strappandone a brandelli come carne viva. Uno dei personaggi più sgradevoli e indimenticabili della nostra cinematografia recente. Deve vincere lui il premio di Miglior Attore Protagonista!

E forse meriterebbe anche il premio di Miglior Attore Non Protagonista. Marinelli, infatti, interpreta “Lo Zingaro” in “Lo Chiamavano Jeeg Robot”, un vero e proprio villain, la nemesi perfetta di Jeeg, che ha il volto di un ottimo Claudio Santamaria.

Jeeg, il primo supereroe tutto italiano, dimostra che nonostante i limitati mezzi economici messi a disposizione rispetto ai Blockbuster americani, si può realizzare un film legato a questo genere cinematografico anche in Italia. E che film! Da far impallidire il deludente “Batman vs Superman” da poco uscito nelle sale.

Un gioiello sbucato dal nulla firmato Gabriele Mainetti.

Ci sembra di poter dire che negli ultimi 2 anni il cinema italiano ha dimostrato di essere in grande salute e, forse sarà una provocazione, ma i candidati al David di Donatello per il Miglior Film, mostrano spunti addirittura superiori a quelli proposti agli Oscar 2016.

Sì, il cinema italiano, mostra interessanti segni di vivacità e di rinnovamento che interrompe un lungo periodo d’immobilità. Produzioni originali, moderne, che parlano di quotidianità in maniera perfettamente credibile, produzioni pronte a sfidare a livello creativo, se non produttivo, i colossi americani ed europei, senza scimmiottarli, raccontando e proponendo una negoziazione in una realtà sempre più complessa e virtuale.

Quindi stasera tutti collegati per vedere insieme la Cerimonia di Premiazione dei David di Donatello.

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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