Vermiglio al cinema. Ecco il film Leone d’Argento

Vermiglio al cinema. Ecco il film Leone d’Argento

ITALIA – È “Vermiglio” di Maura Delpero il film designato dall’Italia alla selezione per l’Oscar per il miglior film internazionale. Il film italiano, rivelazione dell’ultimo Festival di Venezia, vincitore del Leone d’Argento, è uscito nelle sale cinematografiche italiane e un po’ a sorpresa ha prevalso sul film favorito della vigilia, ossia “Parthenope” di Paolo Sorrentino, già premio Oscar per La Grande Bellezza che ha fatto i complimenti alla regista. Una meritata soddisfazione per questa autrice nata a Bolzano, che vive tra Italia e Argentina, con il marito attore e la figlia piccola, presente in una scena del film.

Vermiglio al Cinema: Una meritata soddisfazione per questa autrice nata a Bolzano, che vive tra Italia e Argentina, con il marito attore e la figlia piccola, presente in una scena del film. La pellicola racconta la storia di una ragazza che tra il 1944 e il 1945, nell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, nel paesino di montagna di Vermiglio in Trentino, a pochi chilometri dal confine austriaco, si innamora di un soldato siciliano disertore, che si è rifugiato lì, e resta incinta.

Un film in dialetto, lontano dai modi consueti di girare, realizzato con appena 4 milioni di budget che si ispira al cinema di Olmi, De Sica, Tarkovskij e potrebbe essere etichettato come “difficile”. “Non demonizzo il cinema intrattenimento – sottolinea la Delpero– ma io stessa non vado al cinema per essere presa per mano, ma per sentire l’esperienza creativa che c’è dall’altra parte, per cercare emozioni del cuore e della mente“.

Isabelle Huppert Red Carpet MyWhere
Isabelle Huppert Red Carpet di Venezia 81

Vermiglio al Cinema: La trama 

Il film segue la vita della numerosa famiglia di un maestro di montagna (Tommaso Ragno), un vero patriarca che detta regole e insegnamenti, e delle sue tre giovani figlie, Flavia, la minore prediletta del padre-maestro, Ada, la sorella di mezzo, che finirà per farsi suora per questioni di economia familiare e la maggiore Lucia, che si innamora del soldato siciliano Pietro.

Vermiglio, film di Maura Delpero

La piccola comunità accoglie il ragazzo e decide di nasconderlo. Ma proprio quando la guerra volge al termine, inizia per la famiglia del maestro il vero dramma. Pietro parte per qualche giorno per andare a riabbracciare la famiglia nella Sicilia liberata e non torna più. Lucia cade in depressione, finché non trova le forze per andare da sola in Sicilia. Il film, la cui vicenda si svolge nel corso di quattro stagioni, ha uno stile rigoroso, geometrico, raffinato. Inoltre, è intriso di un realismo poetico, scarno ed essenziale. Efficace la fotografia di Mikhail Krichman, così come la sceneggiatura con dialoghi spesso sospesi tra ironia e ingenuità.

Un’introspezione nei personaggi

La Delpero scava nei suoi personaggi, mescolando alla perfezione attori professionisti e non professionisti immersi in un’atmosfera scandita dalle opere di Chopin e di Vivaldi. La regista ha iniziato girando documentari ed entrambi i suoi film di finzione attingono a materiale autobiografico. Vermiglio è il paese del padre. «Vermiglio è un paesaggio dell’anima, un “Lessico famigliare” che vive dentro di me, sulla soglia dell’inconscio. Un atto d’amore per mio padre, la sua famiglia e il loro piccolo paese che attraversando un tempo personale, vuole omaggiare una memoria collettiva». Il prestigioso secondo premio di Venezia lo definisce “una iniezione di fiducia degli altri verso il mio lavoro. Non escludo di diversificare la produzione, ma ho già rifiutato proposte su commissione in cui non credevo. Difficilmente accetterò cose lontane da me“.  

Vermiglio, film di Maura Delpero

Adesso per Vermiglio è cominciata anche l’avventura della corsa all’Oscar. Dopo il 17 dicembre, che è la prima tappa, il 17 gennaio c’è l’annuncio delle nomination, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 2 marzo 2025. “Sono una outsider, insieme a Vermiglio ci saranno film meravigliosi da tutto il mondo ed è difficile dire come finirà, ma io vado avanti sapendo di aver lavorato sodo, di essere serena, di avere tanti feedback positivi dagli spettatori. Ho vissuto come donna, estranea al mondo del cinema, limitazioni tremende e guadagnato però un mio baricentro”.

Alex D'Alessandro

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