Carosello in Love è un tuffo nel passato: perché è stato un successo

Carosello in Love è un tuffo nel passato: perché è stato un successo

ITALIA – Domenica 30 novembre è andato in onda in prima serata su Rai 1 Carosello in Love. Diretto da Jacopo Bonvicini, il titolo rimanda al celebre Carosello, il programma che dal 1957 ha accompagnato gli italiani nei primi passi con la televisione, trasformandola in un appuntamento quotidiano ed in un luogo di condivisione famigliare. Una storia che attraversa gli anni, gli sbagli, le occasioni perse ed i momenti sbagliati e, allo stesso tempo, permette di celebrare un programma che ha segnato un’epoca e ha contribuito a cambiare per sempre il modo di vivere la televisione in Italia. 

Ci sono storie che vorresti continuassero all’infinito, pagine che non vorresti mai voltare. Carosello in Love è una di queste. Sui social il sentiment durante (e dopo) la messa in onda era chiarissimo: perché solo un film? Perché una sola serata?

Sarà che in tanti, forse senza nemmeno accorgersene, si erano convinti fosse un appuntamento più lungo, quasi una piccola serie.

Ma la consapevolezza che fosse tutto racchiuso in una sola serata ha lasciato un senso di delusione vera. Perché era da tempo che non si vedeva una storia così: fresca, delicata, autentica. Una storia capace di insegnare e di toccare corde profonde, non solo riportando alla luce un pezzo fondamentale della nostra televisione, ma parlando chiaramente della vita, delle scelte, delle strade che non imbocchiamo e del peso del tempismo. Di quanto sia essenziale, a volte, fermarsi, cambiare prospettiva e avere il coraggio di guardarsi dentro.

La maggior parte del pubblico di oggi non ha (molto probabilmente) mai visto una puntata di Carosello. Eppure chi ama veramente la televisione conosce bene quel titolo e ciò che rappresenta. Il film di Rai 1 ha saputo raccontarlo con una delicatezza rara, senza scadere nella retorica e senza trasformarsi in autocelebrazione, regalando un prodotto che ti accompagna fino alla fine e poi ti lascia con un sapore dolceamaro. Perché avresti voluto rimanere ancora un po’ in quella storia.

La sceneggiatura, firmata da Simona Coppini e Armando Festa, e la regia di Jacopo Bonvicini accompagnano lo spettatore in un viaggio che parte dal 1957 e segue la nascita e l’evoluzione dell’iconico programma. Al centro della storia, c’è Laura (Ludovica Martino). Una ragazza che vede nella televisione un universo capace di trascinarla e affascinarla, un luogo dove sente di poter essere finalmente se stessa. Il suo desiderio più grande è lavorare in Rai, un sogno che in casa non tutti comprendono, ma che trova nella nonna la sua più grande alleata, una presenza silenziosa e luminosa che la sostiene passo dopo passo. Il destino la porta ad incontrare Mario, interpretato da Giacomo Giorgio, un regista di grande talento che però vive con disincanto il mondo televisivo. Si dedica alla pubblicità con mestiere, ma nel cuore custodisce l’ambizione del cinema d’autore, quello che ancora non ha avuto la possibilità di realizzare.

Tra Laura e Mario nasce una storia d’amore fatta di scelte mancate, fraintendimenti, momenti sbagliati. Un amore che si muove a scatti, che avanza e si ritrae, che cresce e poi sembra perdersi. Una relazione che appare vera proprio perché imperfetta, lontana anni luce dalle fiabe patinate a cui la tv ci ha spesso abituati. Due anime che continuano a sfiorarsi senza riuscire davvero a trovarsi, due percorsi che si intrecciano lasciando lo spettatore col fiato sospeso fino all’ultimo.

E tutto questo è anche una celebrazione della bravura e del carisma di due giovani attori straordinari, Giacomo Giorgio e Ludovica Martino, capaci di creare un ponte fortissimo tra passato e presente, portando nuova vita a un pezzo di storia della televisione italiana.

Galeotto fu Carosello

Dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977  è andato in onda Carosello, un programma che non solo ha rivoluzionato il modo di fare tv, ma ha accompagnato un Paese intero nei suoi cambiamenti più profondi.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del film: osservare l’Italia che evolve, anno dopo anno, attraverso le vite dei due protagonisti e grazie a una cura attenta per scenografie, costumi ed atmosfere. Ma procediamo un passo alla volta.

Laura è una giovane donna avanti anni luce rispetto alla sua epoca. Lo si capisce immediatamente, nel momento in cui la radiosa Ludovica Martino appare in scena. Basta vedere il suo volto illuminarsi davanti alla piccola televisione per comprendere quanto quel mondo la incanti. Lei vuole lavorare in Rai, lo dice con una convinzione che sorprende. Lei vuole lavorare, e già questo negli anni cinquanta è un atto di coraggio. Una scelta che non piace al padre, convinto che il suo unico compito sia quello di mettere su famiglia e dedicarsi alla casa. Ma Laura non si lascia frenare. Segue la propria aspirazione, partecipa a un concorso e riesce a entrare nella Rai. Vuole realizzarsi, diventare indipendente, costruire il proprio futuro.

Ed è per questo che, appena arrivata, non esita un attimo quando chiedono se c’è qualcuno disposto ad aiutare nella preparazione di un nuovo programma, considerato da molti un progetto senza speranza. Quel programma è Carosello. Ma la possibile disfatta non la spaventa. Quando la passione arde davvero, nessuno ostacolo è abbastanza grande da fermarti.

Un fuoco simile, sebbene più nascosto, arde anche in Mario. Apparentemente vanitoso, seduttore, sfrontato e ironico fino all’eccesso, Mario porta dentro una sensibilità profonda che si nasconde dietro l’arroganza e la postura da uomo impenetrabile. È la maschera perfetta di chi lotta con il peso della propria inadeguatezza, di chi sente che il tempo scorre veloce mentre i sogni sembrano sempre un passo troppo lontani. Quel senso di smarrimento che ti prende quando vuoi arrivare in alto, ma ti rendi conto che la strada è fatta di tentativi, cadute, nuovi inizi, errori necessari per capire chi sei davvero.

Quando gli viene affidata la regia di Carosello, la sua vita cambia direzione. Ed è proprio durante il primo giorno di riprese che i destini di Laura e Mario si incrociano. Si conoscono da sempre, vivono a pochi metri di distanza l’uno dall’altra e si ritrovano nello stesso ambiente di lavoro. Un incontro che non è soltanto l’avvio di una collaborazione, ma l’inizio di una collisione destinata a formarli e a trasformarli entrambi.

Sbagliare è autentico

Come si fa a capire se la strada che stiamo percorrendo è davvero la nostra? Come possiamo sapere se il sogno che abbiamo coltivato per anni è quello giusto, o se la persona che abbiamo scelto di avere accanto è quella che può camminare con noi? La vita è fatta di tentativi, di passi incerti, di obiettivi che non sempre si realizzano subito. È fatta anche di errori, di scambi di direzione, di ripartenze. E uno dei messaggi più preziosi che Carosello in Love riesce a trasmettere è proprio questo: sbagliare non solo è inevitabile, è profondamente autentico. È umano. È vero.

Laura si lega ad Arturo, che all’apparenza sembra il compagno ideale. Ma, con il tempo, si rivela un uomo egoista e traditore, intrappolato in una visione maschilista dei rapporti. Mario, dal canto suo, ha sempre immaginato di diventare un grande regista di cinema d’autore, convinto che quella fosse la sua destinazione naturale. E invece il suo primo film si rivela un insuccesso, lontanissimo da ciò che aveva sognato.

Eppure, la vita sorprende sempre. Laura trova la forza di chiudere un matrimonio infelice e sceglie la propria felicità. La scena in cui si reca dagli avvocati per avviare il divorzio è di una potenza straordinaria, non solo come gesto di autodeterminazione femminile, ma anche come simbolo di quanto sia stata rivoluzionaria e necessaria la legge che ha permesso di liberarsi da legami che soffocano. Ludovica Martino è stata impeccabile: ha dato corpo e voce a una donna che cresce scena dopo scena, che guarda il mondo negli occhi e non ha paura di rimettersi in discussione pur di restare fedele a se stessa.

Parallelamente, Mario arriva a capire che forse il cinema d’autore che aveva idealizzato per tutta la vita non è davvero il luogo dove può esprimersi. Crede di aver fallito, di non aver trovato la sua voce, finché la realtà non gli mostra qualcosa di diverso. I bambini che lo fermano per chiedergli un autografo gli ricordano quanto abbia inciso nell’immaginario degli italiani: lui è il regista di Carosello, l’uomo capace di portare magia in casa di milioni di persone ogni sera. Forse il suo cinema lo ha fatto davvero proprio lì, con quella leggerezza che ha attraversato le generazioni.

Ma il momento più sorprendente è un altro. Perché, quasi senza accorgersene, Mario ha realizzato il suo vero film d’autore. Un’opera intima, preziosa, che nessuno conosce. Negli anni ha ripreso Laura di nascosto, con una delicatezza che racconta più di mille parole il sentimento che nutre per lei. E poco prima che lei parta per Milano, le mostra quel montaggio. Non un regalo qualsiasi, ma il film della sua vita, un racconto puro e personale che conserva tutto ciò che non ha mai avuto il coraggio di dire. In quel gesto c’è il suo vero cinema: autentico, profondo, viscerale, capace di fermare il tempo e catturare l’anima di chi ama.

E qui entra in gioco tutta la potenza interpretativa di Giacomo Giorgio. Nessuno, davvero nessuno, avrebbe potuto incarnare la doppia natura di Mario con una tale verità. Duro e fragile nello stesso respiro, intenso e leggero, arrogante e allo stesso tempo profondamente umano. Ha uno sguardo che buca lo schermo, uno di quegli sguardi capaci di attraversarti e di far emergere le tue stesse vulnerabilità. È grazie a lui che Mario diventa un personaggio tridimensionale, contraddittorio e vivo, uno di quelli che rimangono addosso anche dopo la fine del film.

Mai l’ultima occasione

C’è una scena che racchiude davvero l’anima di Carosello in Love. Siamo sul set del Carosello, quello vero, quello che stanno registrando. Laura e Mario lavorano fianco a fianco, ma non riescono ancora a trovarsi del tutto, come se tra loro ci fosse sempre un respiro fuori tempo. Davanti a loro, sotto le luci, Mina interpreta L’ultima occasione. È un momento sospeso, un frammento di pura magia: la telecamera gira, la canzone vibra nell’aria e la vita dei due protagonisti sembra riflettersi esattamente in quelle note.

La regia e la fotografia rendono questa scena un piccolo gioiello, con dei primi piani che toccano il cuore. Gli occhi di Giacomo Giorgio raccontano più di qualunque battuta: uno sguardo che dissolve ogni corazza, capace di rivelare tutta la vulnerabilità che Mario cerca disperatamente di nascondere. E Ludovica Martino illumina la scena con la sua intensità, dando a Laura una forza dolce e ribelle che conquista. Insieme, creano un’alchimia rara, un’emozione viscerale che arriva dritta allo spettatore.

E allora viene spontaneo chiedersi: esiste davvero un’ultima occasione quando qualcosa si desidera profondamente? Quando un sentimento continua a pulsare nonostante gli errori, i silenzi, le distanze? Forse no. Forse esiste sempre un varco, un luogo segreto in cui potersi ritrovare. E forse è proprio questa la lezione più preziosa del film: non è mai davvero la fine. Le storie che si spezzano possono trasformarsi, cambiare forma, rinascere. E quando finiscono, aprono comunque la strada a nuove possibilità, proprio come è accaduto a Carosello, che pur chiudendosi ha lasciato un’eredità impossibile da cancellare. Per gli appassionati di quel periodo storico così importante però, c’è un locale a Roma di cui abbiamo parlato che promette di trasportarvi direttamente nel passato.

Dispiace che sia stato un solo appuntamento. Sarebbe stato meraviglioso seguire Mario e Laura in più episodi, vedere il loro percorso. Vederli crescere, brillare, sbagliare ancora. Ma forse è proprio la brevità a renderlo così speciale, come certe serate che finiscono troppo presto e, proprio per questo, restano nel cuore.

E se qualcuno se lo fosse perso, niente paura: Carosello in Love è disponibile su RaiPlay in qualsiasi momento.

Recuperarlo è un regalo che vale davvero la pena farsi, perché certe storie meritano di essere vissute e rivissute.

Ludovica Italiano

Leave a Reply

Your email address will not be published.