Turismo locale e globale nell’era digitale. Nuovo incontro promosso dall’Associazione Civita

Turismo locale e globale nell’era digitale. Nuovo incontro promosso dall’Associazione Civita

ROMA – Si terrà il 26 novembre a partire dalle ore 10.00, nella Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita a Piazza Venezia, l’importante incontro “Dal locale al globale: innovazioni, tendenze e strategie nel turismo. Fra gli illustri relatori della mattinata, moderata dal Direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini, il Presidente della Sezione Industria, del Turismo e del Tempo libero di Unindustria, Stefano Fiori, il Presidente del Comitato Turismo OCSE, Armando Peres, il Vice Presidente Economia della Cultura, Pietro Antonio Valentino, e Michele Mezza, Giornalista e Vice-direttore sviluppo business e strategie tecnologiche della RAI.
 

L’importanza del settore turistico nei processi di sviluppo economico di un territorio, che coinvolge processi di integrazione e cooperazione sociale e politica, è ormai un dato acquisito da tempo, a cui corrispondono modelli di sviluppo come il distretto industriale e quello culturale, unitamente a strategie messe in campo dalle Istituzioni sul piano locale e globale. Tanto le politiche nazionali e regionali, quanto le esperienze internazionali dimostrano l’importanza di tale rappresentazione territoriale, mentre prendiamo atto del recente discutibile passaggio del turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali alle politiche agricole alimentari e forestali. A fare il punto della situazione sul presente e sui possibili scenari aperti nel settore turistico anche dalla rivoluzione digitale, sarà l’interessante convegno Dal locale al globale: innovazioni, tendenze e strategie nel turismo, promosso dall’Associazione Civita e dall’Associazione per l’Economia della Cultura, che si terrà domani 26 novembre 2018, alle ore 10.00 a Roma, nella Sala Gianfranco Imperatori.

Con l’aumento della libera circolazione globale di capitali, merci e persone, secondo l’Organizzazione Mondiale de Turismo (OMT), gli arrivi internazionali nel mondo sono cresciuti ininterrottamente, passando da 25 milioni nel 1950, a 436 milioni nel 1990, sino a 1,3 miliardi nel 2017. Si registra una crescita, nell’ultimo anno, del 6,2%, con una performance del 5,3% nelle economie avanzate e del 7,1% nelle economie emergenti. Si prevede che nel 2030, gli arrivi internazionali si eleveranno a 1,8 miliardi.  L’Italia, da sempre meta privilegiata, rimane nel 2017 la quinta destinazione mondiale. Il moltiplicarsi delle destinazioni mondiali, determina una costante sollecitazione allo sviluppo delle strategie di rafforzamento dell’immagine territoriale e delle relative attrattività come vantaggi competitivi.
In questo contesto, anche il turismo culturale è interessato da profonde trasformazioni, declinandosi talora nel cosiddetto turismo creativo in cui, grazie alle nuove tecnologie e al contesto della sharing economy, i ruoli degli attori del settore e le stese esperienze turistiche tendono a ridefinirsi, come evidenziato nel Rapporto L’arte di produrre Arte. Competitività e innovazione nella Cultura e nel Turismo, realizzato dall’Associazione Civita, e nella rivista Economia della Cultura – Il turismo in Italia e in Europa, n. 12/2018. Trasformazioni, queste, che hanno reso attrattivo per nuove fasce di fruitori (il turista creativo) sia il consumo delle tradizionali attività culturali (dalle performing art alle visite museali) che quelle attività legate alla cultura di un territorio (dalla moda al design, dall’artigianato all’industria del gusto) o all’industria della comunicazione e dell’audiovisivo (ad esempio il cineturismo), generando importanti impatti economici. Il dato importante che emerge è il trend di crescita di tali turismi creativi, che possono potenzialmente sostenere economicamente aree del Paese attualmente non inserite nel novero degli attrattori turistici. Se a ciò si aggiunge che il mercato dei beni e dei servizi culturali non riguarda più soltanto il piano nazionale, ma quelli internazionale, risulta determinante incrementare la competitività delle imprese rispetto a questi nuovi acquirenti. Questi e non solo saranno i temi intorno ai quali, dopo i saluti di Luigi Abete, Presidente di Civita Cultura Holding, si discuterà nella tavola rotonda moderata da Paolo Ermini, Direttore del Corriere Fiorentino. Durante l’incontro, concepito con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni sulla possibilità di sviluppo di nuove strategie per valorizzare il patrimonio culturale, coinvolgere nuovi attori locali e internazionali, e diversificare le destinazioni turistiche, si confronteranno numerosi ospiti. Di rivoluzione digitale e nuovi turismi discuteranno Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi, Stefano Fiori, Presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero – Unindustria, Armando Peres, Presidente del Comitato Turismo OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) – Parigi, e Pietro Antonio Valentino, Vice Presidente Economia della Cultura. Altrettanto importante sarà il contributo che in termini di concretezza porteranno gli interventi degli altri quattro relatori che parleranno di esperienze pratiche a confronto in termini di costi e benefici: Monica Basile, Global Tourism Expert, Annalisa Cicerchia, Vice direttore del Master in Economia e management delle attività turistiche e culturali – MEMATIC – Università di Roma Tor Vergata, Francesca Cominelli, Università Parigi 1 Panthéon – Sorbonne, Michele Mezza, Giornalista e Vice-direttore sviluppo business e strategie tecnologiche della RAI, e Alfredo Valeri, Responsabile Ricerca Centro Studi Associazione Civita.

Be Sociable, Share!

Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

Leave a Reply

Your email address will not be published.