Vinitaly 2017, Gavino Sanna e la sua Tiffany del vino

Vinitaly 2017, Gavino Sanna e la sua Tiffany del vino

VERONA – Grande successo per Vinitaly. Il Salone internazionale del vino e dei distillati fa registrare numeri da record nell’edizione numero 51. Qui vi racconto l’incontro con il famoso pubblicitario Gavino Sanna, presente all’evento per promuovere la sua Cantina Mesa.

L’edizione 51 del Vinitaly si è rivelata un vero successo, con numeri da record sotto tutti i punti di vista. Ve ne citiamo alcuni, dai 4271 espositori provenienti da ogni parte del mondo a 131 mila operatori in visita, dai 2110 giornalisti presenti, all’incredibile aumento di visitatori, ancora indefinito. Il Salone internazionale del vino e dei distillati ha sprigionato ogni tipo di sfumatura di Bacco, dimostrando che, almeno in questo settore, l’Italia può dormire sogni tranquilli.

Non potevo mancare ad un appuntamento come questo e cosi ho sfruttato la possibilità di incontrare varie cantine e wine lovers  per immergermi nell’affascinante mondo  dell’enologia. Tra questi incontri voglio raccontarvi della mia chiacchierata col grande Gavino Sanna, presente all’evento per promuovere la Cantina Mesa, progetto che da qualche anno vede impegnata la sua creatività inarrestabile.

Gavino Sanna

Che dire di un personaggio del genere? Gavino Sanna è il più famoso e premiato pubblicitario italiano, l’unico ad aver conquistato negli anni uno spessore internazionale e una vastissima notorietà. La sua è una vera storia ispirazione: da giovanissimo lascia la sua Sardegna per trasferirsi negli Stati Uniti a studiare Architettura e in breve tempo attira l’interesse di un certo Andy Warhol.

Un talento unico, creativo e soprattutto pieno di grinta e determinazione. Pensate che nel corso della sua carriera ha vinto 7 Clio (l’Oscar per la pubblicità in USA), 7 leoni a Cannes e un Telegatto per la pubblicità. Ricordate i famosi spot per Fiat, Barilla e Mulino Bianco?

Un gentiluomo Gavino Sanna, quasi una figura arcaica, con quella sua foggia di capelli rimasta immutata nel tempo e quel suo fare così concreto e determinato. In ogni cosa in cui si cimenta vuole mantenere sempre il suo stile e il progetto Mesa non fa certo eccezione. I risultati poi, come spesso è successo, sono dalla sua parte. La cantina di Gavino Sanna ha ricevuto numerosi riconoscimenti regionali, nazionali e internazionali ed è stata proclamata alla fiera del Vinitaly, “la migliore della Sardegna”.

Avendone la possibilità, non potevo non rivolgergli qualche domanda.

Ci racconta com’è nato il progetto Mesa?

Come tutte le cose migliori è nato un po’ per caso. Qualche anno fa ho incontrato alcuni vecchi amici che mi hanno proposto di diventare un vignaiolo. Ero titubante. Gli risposi che se il loro obiettivo era vendere vino non mi interessava, ma se invece volevano proporre un progetto in Sardegna incentrato sulla qualità, sulla grandissima ricerca e sulla cura spasmodica del vino, faceva al caso mio. Volevo creare una specie di Tiffany del vino. Mi assicurarono piena libertà e autonomia e a quel punto non me lo sono fatto dire due volte. Mi sono scatenato!

Gavino Sanna

Lo immagino! E qual è la filosofia della sua cantina?

Non voglio soltanto vendere vino, voglio raccontare la mia terra attraverso un testimone d’eccezione. Il buon vino, naturalmente! Voglio parlare della Sardegna, della sua storia, dei suoi profumi e dei suoi colori. Questa per me non è un’attività, è un piacere, una passione, una filosofia di vita. La zona dove lavoriamo poi è bellissima, si trova nel profondo sud della Sardegna a Carignano. Nel 2006 ho rilevato tutto e ho fatto partire questo bellissimo viaggio.

Gavino Sanna

Qual è il suo ruolo nell’azienda e com’è strutturata la cantina Mesa?

Innanzitutto ci tengo a dire che non sono un vero esperto di vino. Mi piace molto, ma facendo parte di questo ambiente da qualche anno mi rendo conto di quante cose si imparino giorno dopo giorno nel mondo dell’enologia. Io ho dato delle linee guida, basate sui miei gusti personali e sul messaggio che voglio portare di cui vi ho parlato poco fa. Dietro ai successi di Mesa oltre a me e mia moglie ci sono tantissimi collaboratori, che mi aiutano su moltissimi aspetti, anche sulla cura commerciale del prodotto.

Insomma avrei trascorso ora a chiacchierare con lui per farmi raccontare la sua precedente vita da pubblicitario, quando il mondo della mobili ita era fiorente, creativo, artistico e strategico. Avrei voluto farmi raccontare anche come si vive di sogni, e soprattutto come si riesce a realizzarli sempre. Ma, ammesso che Gavino Sanna avesse una “ricetta”, cosa che non credo sia possibile in quanto frutto di una mente ed un DNA speciale, immagino che non l’avrebbe diffusa e condivisa platealmente.

Finita l’intervista mi sono ulteriormente trattenuta nello stand soffermandomi ad ammirare la grafica delle etichette, i colori ed il lettering che le rendono così uniche nel panorama enologico che mi circonda.

È stato un bel viaggio nella comunicazione e nella filosofia enologica, non solo attraverso il buon vino. Lo stand Sardegna sicuramente mi offriva altre occasioni invitanti ma io…. ho preferito tornare nella penisola e riprendere il viaggio dalle regioni del nord che vi racconterò nel prossimo articolo sul Vinitaly.

Vinitaly Stand 1

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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