ITALIA- Cosa propone l’alta moda per la prossima primavera-estate? Perchè non prendere spunto dalla ninfa Dafne delle Metamorfosi di Ovidio? E’ quello che ha fatto lo stilista Antonio Grimaldi che, ripescando il mito greco di Apollo e Dafne, ripreso anche da Gian Lorenzo Bernini nel celebre gruppo scultoreo e in diversi dipinti, vede la donna libera e indipendente.
Come la ninfa Dafne si fece trasformare in un albero di alloro per conservare la sua verginità e non essere posseduta dal dio Apollo, di cui non ne ricambiava l’amore, la donna di Antonio Grimaldi per la primavera-estate si autoafferma nella sua libertà, forza e indipendenza. Contro ogni dinamica di potere e di violenza.
Opere d’arte e mito si fondono nella nuova collezione primavera-estate di alta moda firmata da Antonio Grimaldi. Lo stilista prende spunto dal mito di Apollo e Dafne, riprodotto nella famosa scultura di Gian Lorenzo Bernini, custodita all’interno della Galleria Borghese di Roma, per riscrivere la storia – lasciando Dafne libera di scegliere il suo finale – attraverso la sua migliore forma di espressione comunicativa e creativa.

Antonio Grimaldi e Dafne
Il mito di Dafne è una metafora senza tempo delle dinamiche di potere e violenza di genere. Nella metamorfosi raccontata da Antonio Grimaldi, Dafne non diviene albero, ma trae dalla natura e dai suoi elementi la forza per ribadire la sua indipendenza e farsi scudo dalle pretese avanzate da Apollo, respingendolo e rivendicando il diritto all’autodeterminazione.
Con la sua collezione, Antonio Grimaldi libera la donna, celebrandone indipendenza e forza e riscrivendo un finale in cui ognuna sceglie per sé stessa.
La collezione è composta da 18 look, in cui spesso la figura è in parte celata e in parte scoperta, in una metamorfosi in evoluzione che non ingabbia ma libera la donna, mostrandola nella sua forza e indipendenza.

La ricerca
Nei ricami, risultato di una grande ricerca, c’è un’evidente ispirazione alla natura, con rimandi alle cortecce degli alberi e alle diverse specie: in ogni modello sembra avvenire una metamorfosi, attraverso busti con baschina ricamata in 3D, che però lasciano scoperto il corpo femminile, mostrando le gambe. Organze tagliate al laser dall’effetto tridimensionale danno volume alle gonne ricreando quelle che sembrano delle radici.
Attraverso un gioco di cannette intrecciate si ricreano le cortecce, mentre l’effetto salice è conferito dall’utilizzo di frange di cristallo. Eancora, i ricami che ricordano un albero di mimosa, realizzati con grappoli di perle pendenti. Forte anche la presenza di borchie, che impreziosiscono le giacche e ribadiscono la forza e l’indipendenza femminile a contrasto con la libertà data da gonne di fluido chiffon.

L’arte di Grimaldi
Proprio come per la scultura del Bernini, l’evoluzione di ogni abito è visibile guardandolo da diverse prospettive. Tutto in un dinamismo stilistico che continua a raccontare la metamorfosi. Come alcuni modelli che davanti si aprono in una gonna ricca di volume ma, se visti da dietro, presentano una silhouette delineata e sottile che disegna le linee del corpo.
Riproduzioni di guêpière e culotte di faille e taffetà, si pongono a contrasto con le parti superiori dell’abito realizzate in organza bordata da un torchon di cristallo.

Nel racconto di questa metamorfosi rivisitata che fa Antonio Grimaldi, la forza femminile è sublimata da colori assoluti come il nero. Ma anche il bianco seta, l’avorio, il mou e da diverse nuance di rosa che partono dal pesca e giungono fino al glicine.
A completare i look l’iconico sandalo serpente, disegnato agli inizi degli anni ‘70. Senza dimenticare le scarpe da gran sera firmate da Renè Caovilla, storico marchio calzaturiero del Made in Italy.





