ARGENTINA – Celebriamo il quarantesimo compleanno di Ezequiel Lavezzi, talento generazionale che dall’Argentina ha conquistato i tifosi di mezzo mondo. Da Villa Gobernador allo Stadio San Paolo di Napoli, la carriera del Pocho tra successi e notti magiche.
In occasione del quarantesimo compleanno, previsto per la giornata di domani 3 maggio, celebriamo la carriera sportiva e la vita di Ezequiel Lavezzi. Partito da Villa Gobernador, cittadina argentina nella provincia di Santa Fé, El Pocho ha fatto innamorare chiunque ha avuto la possibilità di ammirare le sue giocate.
Una carriera ricca di successi, da quelli con la maglia del Napoli fino alla vittoria del titolo di Ligue 1 in Francia con il Paris-Saint Germain. Anche in Argentina, grazie al suo rapporto con Diego Armando Maradona, ha lasciato il segno con la maglia dell’albiceleste.

Dall’Argentina a Napoli nel segno di Diego
Estate 2007, il Napoli è tornato in Serie A dopo un lungo calvario culminato con il fallimento. Nella sala stampa gremita di giornalisti di Castelvolturno, il ds Pierpaolo Marino presenta ai tifosi il nuovo colpo di mercato. Capelli neri e lunghi quasi ad oscurare il viso, quell’aria da “scugnizzo” che avrebbe poi fatto innamorare il popolo napoletano, era Ezequiel Lavezzi.
Fin da subito i tifosi napoletani non nascosero la possibilità di rivedere finalmente allo stadio San Paolo un nuovo fenomeno argentino dopo Maradona. Nelle amichevoli pre campionato l’ex San Lorenzo mostrò già di cosa fosse capace, fino alla partita di Coppa Italia contro il Pisa. Vittoria netta per gli azzurri davanti al proprio pubblico e tre gol di Lavezzi, con la 10 sulle spalle, a certificare un nuovo amore sbocciato tra la gente e l’idolo dell’arena di Fuorigrotta.

Vedi Napoli e poi…Parigi
Già dopo la prima stagione a Napoli si ebbe la sensazione che il suo talento non potesse restare nascosto ancora per molto. I gol in Serie A e le splendide giocate in Europa in alcuni degli stadi più importanti del mondo avevano già catturato l’attenzione di diversi club tra cui il Paris-Saint Germain.
Prima di lasciare Napoli però, Lavezzi aveva ancora tempo per scrivere il proprio nome libro della storia azzurra. Il 20 maggio del 2012 si giocava infatti allo Stadio Olimpico la partita più attesa dell’anno. La finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus era l’occasione giusta per regalare il primo trofeo dopo il fallimento alla tifoseria partenopea, prima di partire alla volta di Parigi per un ulteriore step della propria carriera.

E così al triplice fischio e con la Coppa tra le mani, Lavezzi si lasciò andare ad un’esultanza liberatoria sotto la curva occupata dai tifosi del Napoli. Resta ancora oggi iconica la foto che lo ritrae euforico e senza maglietta mentre incita i propri sostenitori.
Il trasferimento al Paris-Saint Germain, che avrebbe poi aperto la strada ad altri affari messi in piedi dal Napoli e il club parigino, è ancora oggi una delle cessioni più remunerative della storia azzurra. All’0mbra della Torre Eiffel l’argentino ha conquistato trofei e ha confermato il proprio status da campione circondato da altri campioni.

La Cina e il ritiro di Lavezzi
Terminata la propria esperienza in Europa, Lavezzi decise così di intraprendere una nuova strada nella sua carriera. Nel 2016 la Cina era uno dei paesi più ricchi del mondo del calcio, e così come oggi fa l’Arabia Saudita, attirava le attenzioni di diversi calciatori.
Fu proprio l’Hebei China Fortune ad ingaggiare Lavezzi per 6 milioni di euro. Così El Pocho passò gli ultimi 3 anni della sua carriera a scorazzare come aveva sempre fatto, per i campi cinesi. Nel 2019 arrivò così il momento del ritiro dal mondo del calcio.

Da qualche anno Lavezzi è tornato a farsi vedere, svolgendo il lavoro di opinionista nelle partite di Champions League per Amazon Prime. Di recente ha anche avuto l’occasione di salutare nuovamente la gente di Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona.




