BOLOGNA – In occasione del centenario della nascita di Pier Achille Cuniberti, detto Pirro, nasce a Bologna un archivio a lui dedicato. Un progetto voluto dalla sua famiglia per custodire e diffondere l’opera di un artista visionario del Novecento, tra pittura, grafica e immaginazione.
Pier Achille Cuniberti, detto Pirro, è stato un protagonista davvero originale della vita artistica e culturale bolognese del secondo Novecento. Durante i suoi 92 anni (dal 1923 al 2016) e per merito della sua geniale intelligenza creativa è stato per Bologna, e non solo, una voce unica che si è espressa in molteplici espressioni: dalla pittura alla grafica, dal fotografia alle arti applicate alla didattica artistica. Aveva tante meravigliose frecce nel suo arco e tutte sapevano colpire nel bersaglio.

Un artista fuori dagli schemi
Anche fisicamente era fuori norma, perché era un omone di statura parecchio alta con lunghe braccia e gambe, e grandi e belle mani. Mai l’ho visto ostentare la sua imponenza fisica, anzi cercava di abbassarsi rivelando una dolcezza di carattere e una certa grazia tranquilla di chi ha le radici nel profondo. In famiglia era circondato forse assediato da donne, la sua ineffabile moglie Lalla e le sue vivacissime figlie: di certo un fervido ambiente.

Le influenze e la formazione
All’Accademia di Belle Arti di Bologna ebbe come insegnante Giorgio Morandi. Proseguì la sua formazione culturale e artistica nell’immediato dopoguerra scoprendo l’opera di Paul Klee, Wols, Matta, Saul Steinberg, e in seguito il surrealismo, il dadaismo fino al concettuale.

Era attratto da quegli artisti che, ognuno in modo assolutamente peculiare, si esprimevano attraverso la creazione di un linguaggio visivo individuale ed esclusivo, un alfabeto surreale e sorprendente che trovava la sua fonte nell’immaginazione, nella memoria, nel profondo.

Pirro inventava il mondo, mappando il paesaggio con precisione, scandagliava la natura morta, sondava i personaggi: con un tratto inequivocabile disegnava composizioni intriganti e sorprendenti capaci d’istillare un’inquietudine pungente. L’anima di Pirro era una sola, ma con tante sfaccettature come un prezioso diamante. Tanti erano i temi che lo coinvolgevano tra cui il volo e la botanica.

“Come uno studioso aveva un approccio approfondito e scientifico, così anche con la fantasia. Era affascinato dai Tacuina Sanitatis, gli antichi manuali medievali di scienza medica che illustravano le proprietà del regno vegetale. Amava osservare i piccoli paesaggi spesso nebbiosi che stanno in secondo piano sullo sfondo delle grandi pale antiche.”
(Barbara Cuniberti)
Un archivio per custodire e diffondere l’opera di Pirro Cuniberti
In occasione del centenario della nascita di Pirro, nel 2023, è nato l’Archivio Pier Achille Cuniberti “Per Pirro e per segno”, fortemente voluto dalle tre figlie, Barbara in testa (che lo presiede), e dalla moglie Lalla, con lo scopo di custodire intatto l’intero e vasto corpus di opere, e di diffonderle.

Sappiamo quanto siano fondamentali per la ricerca storica e critica gli archivi degli artisti: gli studiosi avranno così l’accesso ad una mare di materiale, che accrescerà la visione e la conoscenza della complessità del linguaggio artistico di Cuniberti.

È in uscita a breve l’antologia della critica su di lui, curata da Pasquale Fameli, ed è anche in gestazione il catalogo della produzione pittorica su tela, prevalentemente “pop”, di cui non rimangono tante opere, perché l’Autore ha scelto di cancellarle, letteralmente.
“… io che ho sempre amato la musica da camera, stavo suonando la banda!”: questo mi diceva di quella stagione.”
Il tratto, i materiali, la visione
Due erano i punti chiave: controllo della superficie, nel senso proprio di “spazio”, e il supporto. La tela ruvida non gli permetteva di esprimere la felicità del tratto grafico, che invece trovava piena soddisfazione nella carta e sulla faesite, i due materiali che da allora non abbandonò mai.” ci dice Barbara.

Il suo lavoro è il “posso senza fondo”, un “posso dei desideri” e può realizzarli per chi ci si affaccia, e finalmente esaudire l’incredibile…
Sono solo alcuni pensieri di Alessandro Bergonzoni, vice presidente, compagno di Barbara.

“L’Archivio lascia quasi senza respiro e più che vedere le sue opere, si svelano anche a se stesse. I titoli? Rivelano un Cuniberti scrittore o poeta, in questa giovinezza futura, con mistero e sorpresa all’unisono. Credo sia una catapulta che lo spinge lontano, al di là di come lo si conosceva fino a qua”.
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