VENEZIA 82 – E’ arrivato il primo weekend della Mostra, in programma due film italiani uno in concorso quello di Gianfranco Rosi Sotto le nuvole, mentre fuori concorso La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli. L’altro film in concorso è Frankenstein di Guillermo Del Toro. C’è una specie di fils rouge che unisce questi tre film, un senso del mistero, l’accettazione del dolore e il perdono.
A Venezia 82 due film molto attesi per il calibro dei loro autori. Il film di Gianfranco Rosi è il secondo italiano in concorso. Rosi non è una presenza nuova a Venezia, più volte in concorso e fuori concorso. Leone d’oro nel 2013 con Sacro Gra documentario girato nella periferia romana. Questa volta il regista si sposta a Napoli. E’ la città partenopea infatti che si intravede sotto le nuvole. Un film da subito, dice il regista, pensato in bianco e nero. Tre anni passati a raccogliere storie, suggestioni, immagini, atmosfere. Senza una scrittura preliminare anche se può sembrare il contrario

La sfida del racconto è assecondare l’inquadratura,
mentre le storie prendono vita. Il tempo del film è la fiducia di quell’incontro. Ho
girato in bianco e nero, ho guardato in bianco e nero. Mentre filmavo, tra il mare il
cielo e il Vesuvio, scoprivo un nuovo archivio del vero e del possibile.
Il Golfo, il Vesuvio, i Campi flegrei, la circumvesuviana, un maestro di strada che organizza un doposcuola per bambini, i vigili del fuoco che raccolgono le chiamate allarmate della popolazione, la polizia che dà la caccia ai tombaroli, una nave che scarica il grano. E’ Napoli, ma in qualche modo corrisponde a diverse altre culture, sono archetipi in cui tutti si riconoscono. Visioni, quadri, istantanee però la sfida più grande per il regista è stata cercare di rappresentare ciò che non rientra nell’inquadratura, il fuori campo, ciò che non si vede.
Frankenstein

Il secondo dei film in concorso della quarta giornata è l’atteso Frankenstein di Guillermo Del Toro. Una vera ossessione per il regista che a sette anni rimase impressionato dalla versione di James Whale con Boris Karloff che gli appare come un Messia da quel momento l’horror gotico diventa il suo modo per leggere il mondo.

Una magnifica ossessione
Il capolavoro nato dalla penna di Mary Shelley ha avuto varie trasposizioni cinematografiche Guillermo Del Toro si propone quasi di fornire la versione definitiva. La domanda centrale è cosa significa essere umani? Come si resta umani in un mondo che costantemente ti spinge alla disumanità ? Come si preserva la propria anima da tutto questo? Il Victor Frankenstein di Guillermo Del Toro è quasi più un artista che uno scienziato. E’ si un tiranno e come molti tiranni si considera una vittima, ma la sua Creatura, nata da un progetto mostruoso, domanda amore e comprensione. E’ davvero lei il mostro?

La Valle dei sorrisi
In linea con queste atmosfere gotiche il film italiano di Paolo Strippoli La valle dei sorrisi con Michele Riondino e Francesca Maggiora Vergano. La storia racconta di un gruppo di abitanti di un paesino nascosto tra le montagne che sono tutti inspiegabilmente felici Questo incuriosisce Sergio Rossetti il nuovo insegnante di educazione fisica che vuole andare a fondo della situazione. Scoprirà che dietro tutto c’è un ragazzino usato dalla comunità.
Paolo Strippoli è regista e cultore dell’horror e lamenta la difficoltà attuale in Italia di realizzare film di genere. L’horror è, dice, una meravigliosa possibilità di fare cinema, offre ampia libertà di trattare temi contemporanei anche di natura politica. E’ arrivato il momento, dice il regista, di colmare questa incomprensibile assenza dell’horror che impoverisce il cinema italiano e denota un problema di salute della cinematografia nazionale.

Foto © La Biennale di Venezia 2025
In Homepage foto de La Biennale di Venezia 2024 “Venezia 81”
- Agnès Varda e il suo sguardo ironico su Parigi e Roma – 2 Marzo 2026
- 4,5,6 di Mattia Torre al Vascello – 24 Febbraio 2026
- Impressionismo e oltre capolavori in mostra all’Ara Pacis – 9 Febbraio 2026




