Non abbiam bisogno di parole: Sarah Toscano convince

Non abbiam bisogno di parole: Sarah Toscano convince

MONDO – Dal 3 aprile è disponibile su Netflix Non abbiam bisogno di parole ed il successo è stato immediato. Non abbiam bisogno di parole, distribuito a livello internazionale come Feel My Voice, è il nuovo film diretto da Luca Ribuoli con protagoniste Serena Rossi e Sarah Toscano. Per quest’ultima, si tratta della prima prova da attrice, affrontata con naturalezza ed intensità, e già accolta in modo estremamente positivo. 

È disponibile da pochi giorni su Netflix Non Abbiam Bisogno di Parole, il nuovo film italiano che unisce l’esperienza di Serena Rossi all’esordio davanti alla macchina da presa della giovanissima cantante Sarah Toscano. Annunciato già nell’estate 2025, il progetto ha bruciato le tappe ed è arrivato rapidamente al pubblico, attirando fin da subito curiosità e attenzione.

La pellicola prende ispirazione dal celebre film francese La Famille Bélier del 2014, diventato negli anni un piccolo fenomeno internazionale. Non è la prima volta che questa storia viene reinterpretata: nel 2021 è infatti arrivato anche Coda – I segni del cuore, versione americana capace di conquistare il Premio Oscar.

Alla regia troviamo Luca Ribuoli, che nel tempo ha lavorato a progetti amatissimi come Call My Agent, oltre che con serie di successo come La mafia uccide solo d’estate, L’allieva e Noi. Insieme a Cristiana Farina, autrice di Mare Fuori, costruisce però qualcosa che va oltre il semplice rifacimento. Questa versione, infatti, ha un’identità precisa, radicata nei paesaggi piemontesi tra Camagna, Lu e Vignale Monferrato, e caratterizzata da una sensibilità tutta propria.

Una delle scelte più significative riguarda il cast. Per la prima volta in Italia, infatti, i personaggi sordi sono interpretati da attori sordi, non da interpreti udenti. Un dettaglio tutt’altro che marginale, che restituisce autenticità e forza a una storia già di per sé intensa.

E poi c’è Sarah Toscano. Fin dall’annuncio del progetto, e ancor prima dell’uscita, non sono mancati dubbi e commenti critici sul suo coinvolgimento. C’era chi metteva in discussione la sua capacità di reggere un ruolo. Ancor di più, un ruolo così delicato. Il risultato, però, racconta tutt’altro: Sarah Toscano sorprende. Dimostra presenza scenica e sensibilità, offre una prova convincente e tutt’altro che acerba. Non solo, quindi, regge il confronto. Ma riesce a dare profondità a un racconto emotivamente complesso, lasciando intuire che questo potrebbe essere soltanto l’inizio del suo percorso nel mondo della recitazione.

La storia

Al centro di Non Abbiam Bisogno di Parole c’è Eletta (Sarah Toscano), sedicenne cresciuta in una cascina tra le colline del Monferrato insieme ai genitori e al fratello. La loro è una quotidianità fatta di lavoro nei campi, animali e mercati di paese, scandita da gesti semplici e abitudini radicate. Eppure, all’interno di questo equilibrio, Eletta occupa un ruolo unico: è l’unica udente della famiglia. Fin da bambina è stata il collegamento tra due mondi, quello domestico, dove si comunica attraverso la Lingua dei Segni Italiana, e quello esterno, fatto di parole, relazioni e burocrazia. Traduce, spiega, facilita ogni scambio, portando sulle spalle una responsabilità che per lei è sempre stata naturale.

Accanto a tutto questo, però, Eletta è anche un’adolescente alle prese con la scuola, le amicizie e le incertezze tipiche della sua età. Un equilibrio fragile, destinato a cambiare quando la professoressa di canto (interpretata da Serena Rossi) intuisce in lei qualcosa di raro: una voce potente, fuori dal comune.  Un dono. È la prima volta che qualcuno le mostra una possibilità diversa, un futuro che non sia solo quello che ha sempre conosciuto.

Da quel momento, il suo mondo si allarga. L’idea di accedere a una formazione musicale importante, lontano da casa, e persino di entrare in realtà artistiche più grandi, smette di essere un sogno vago e diventa una prospettiva concreta. Ma ogni opportunità porta con sé una frattura: scegliere quella strada significherebbe allontanarsi dalla famiglia e lasciare scoperto proprio quel ruolo che, per anni, è stato indispensabile.

La storia si muove così su un conflitto intimo, universale e, in qualche misura, sempre attuale. Da una parte il desiderio di seguire una vocazione autentica, di capire chi si è davvero al di là delle aspettative. Dall’altra il legame profondo con la propria famiglia e il senso di responsabilità verso chi, ogni giorno, ha bisogno di lei per relazionarsi con il mondo esterno. Nel mezzo, Eletta è chiamata a crescere. A ridefinire se stessa e il proprio posto nel mondo, affrontando una scelta che non riguarda solo il futuro, ma anche il significato stesso dell’appartenenza.

Il cast

A dare volto e anima alla storia, come detto, è Sarah Toscano. Il suo è un personaggio fatto di contrasti: riservata all’apparenza, ma attraversata da una determinazione profonda. Cresciuta per prestare la propria voce agli altri senza aver mai davvero imparato a usare (e forse, ad ascoltare) la sua.

I genitori, Alessandro e Caterina, sono interpretati da Emilio Insolera e Carola Insolera, coppia anche nella vita. Questo legame reale si riflette sullo schermo, dando vita a una sintonia spontanea, divertente e mai forzata. Alessandro è un uomo fiero, legato alla sua terra e pronto a difenderla ad ogni costo. Caterina porta con sé un’energia travolgente ed un amore viscerale per la figlia…accompagnato però dal timore di perderla. La loro presenza, anche in quanto attori sordi, rafforza il senso di verità ed autenticità che attraversa tutta la storia e la dimensione familiare.

Il fratello Francesco, interpretato da Antonio Iorillo, aggiunge uno sguardo diverso e fondamentale. Ironico, diretto, perfettamente in pace con la propria identità, è forse l’unico a vedere con chiarezza il conflitto di Eletta e a spingerla, con affetto e lucidità, a non rinunciare a se stessa per senso del dovere.

Anche il mondo fuori casa contribuisce a definire il percorso della protagonista. Asia Corvino interpreta Martina, amica inseparabile e senza filtri, presenza vivace che porterà dinamiche inattese anche nella vita di Francesco. Alessandro Parigi è invece Antonio, compagno di scuola apparentemente distante, che nasconde una sensibilità più profonda dietro un atteggiamento chiuso e che, proprio grazie alla musica e al rapporto con Eletta, lascia emergere lati inaspettati di sé.

A fare da guida, infine, c’è la figura della professoressa di canto Giuliana, interpretata da Serena Rossi. È lei a riconoscere per prima il talento di Eletta e a incoraggiarla a crederci davvero, anche quando questo significa entrare in contrasto con le paure e le resistenze della famiglia. Una presenza fondamentale, capace di innescare quel cambiamento che porta la protagonista a interrogarsi su chi vuole diventare. Un ruolo, insomma, che non poteva essere di nessuno se non di Serena Rossi.

Sarah Toscano continua a vincere

Appena due anni fa, nel maggio 2024, Sarah Toscano alzava la coppa di Amici, al termine di un percorso costruito con costanza, crescita e una consapevolezza rara per la sua età. Una vittoria arrivata quasi in punta di piedi, senza eccessi, ma proprio per questo tra le più significative degli ultimi anni. Da allora, il suo cammino non si è mai fermato. Musica, studio, esperienze sempre nuove. Fino al palco di Sanremo e ad una carriera che continua a prendere forma passo dopo passo, senza scorciatoie ma con una direzione precisa.

© La Repubblica

Il cinema, però, non era nei piani. Quando è arrivata la proposta, la prima reazione è stata il dubbio. L’idea di essere protagonista di un film le è sembrata, inizialmente, qualcosa di troppo grande. Eppure ha scelto di mettersi in gioco, affrontando la sfida con serietà. Mesi di preparazione, lo studio della Lingua dei Segni Italiana, un’immersione totale in un mondo nuovo, fatto non solo di tecnica ma di relazioni, sguardi e modi diversi di comunicare. Un percorso che l’ha costretta a uscire dalla propria zona di comfort, persino nel canto.

Nel ruolo di Eletta, Sarah trova un terreno sorprendentemente vicino alla propria esperienza. La passione per la musica, la scoperta di sé, la determinazione nel seguire una strada nonostante le difficoltà: elementi che rendono la sua interpretazione autentica, mai costruita. Ed è proprio qui che emerge la sorpresa più grande. Al di là di una narrazione che a tratti segue binari riconoscibili, è la sua presenza a dare forza al film, regalando momenti sinceri, emotivi, capaci di rivelare una profondità espressiva che non era affatto scontata.

Anche la musica contribuisce a rafforzare questo legame. Dal richiamo simbolico al brano Non abbiam bisogno di parole di Ron, fino ad Atlantide, l’inedito interpretato dalla stessa Sarah, che accompagna e riflette il conflitto interiore della protagonista, sospesa tra ciò che è sempre stata e ciò che potrebbe diventare.

Alla fine, è proprio qui che il film trova il suo senso più autentico. Nella sua semplicità, riesce a trasmettere un messaggio chiaro e diretto. E soprattutto ricorda quanto sia importante dare spazio, fiducia e possibilità ai giovani talenti: perché, quando vengono messi nelle condizioni giuste, possono sorprendere molto più di quanto ci si aspetti.

Ludovica Italiano
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