LOMBARDIA – Nei gioielli di Gina Vasile la carta, i materiali di recupero e l’argento diventano superfici vibranti, forme organiche e piccoli paesaggi naturali e minerari dall’estetica biomorfica. Dal 7 marzo fino al 27 settembre 2026 al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona.
I gioielli di Gina Vasile fondono ricerca materica e sperimentazione scultorea, posizionandosi in un territorio liminale tra ornamento contemporaneo e micro-scultura capace di raccontare le emozioni e il mondo naturale. Lontani dall’idea tradizionale di ornamento, i suoi monili si presentano come piccole architetture organiche caratterizzate da volumi irregolari e materie pulsanti, texture stratificate e superfici cangianti che sembrano trattenere il passaggio del tempo.

La materia si trasforma
La sua ricerca prende forma attraverso una costante sperimentazione sui materiali: carta, legno, cuoio, tessuti e altri elementi recuperati. La carta, materiale centrale della sua pratica, perde completamente la propria natura effimera per acquisire una consistenza quasi geologica. Attraverso i processi di stratificazione e piegatura, l’artista genera strutture tridimensionali che ricordano cellule vegetali, sezioni terrestri, coralli, germinazioni minerali o morfologie floreali osservate al microscopio. Le opere sembrano crescere e trasformarsi, più che essere costruite o assemblate, e ogni gioiello appare come un piccolo paesaggio lunare da esplorare, un immaginario cosmico e geologico, in cui il gesto creativo dialoga con il comportamento della materia.

Il cuore della montagna: la spilla in mostra al Museo del Bijou
Un esempio significativo di questa poetica è Il cuore della montagna, la spilla selezionata per la mostra Ridefinire il Gioiello 10. Oltre la vetta, visitabile dal 7 marzo al 27 settembre 2026 presso il Museo del Bijou di Casalmaggiore (CR). Nel monile di Vasile il tema della montagna è tradotto in una forma essenziale e la spilla si presenta come una piccola architettura organica. Questa sembra emergere dalla materia stessa, attraversata da pieghe e fenditure che richiamano pareti rocciose, cavità naturali e stratificazioni geologiche. Indossata sul petto, l’opera assume una dimensione quasi rituale. Diventa un cuore posto sul corpo, un dispositivo di protezione che trasforma il gioiello in un’esperienza emotiva. In questa forma si condensa un’immagine della montagna intesa come cuore pulsante del paesaggio e della relazione che instauriamo con esso.

Tra amuleto e scultura: il significato simbolico del gioiello
Nelle collezioni più recenti, come Harmony, il riferimento floreale non si manifesta mai come una semplice citazione decorativa. Piuttosto, il fiore diventa uno stato emotivo e un dispositivo energetico. Le spille iridescenti dalle forme cave e stratificate, in particolare, sembrano condensare il nucleo simbolico della sua poetica. Emblematiche, in tal senso, Il cuore della montagna e Blue Moon che, come piccoli organismi emotivi applicati in prossimità del cuore. Luogo anatomico e simbolico della memoria affettiva, richiamano forme arcaiche alla stregua di: talismani, amuleti rituali, frammenti votivi e pietre sacre.

Tradizione orafa e ricerca contemporanea
Accanto alla sperimentazione materica permane un forte legame con la tradizione orafa. La formazione presso la Scuola Orafa Ambrosiana di Milano ha infatti permesso all’artista di approfondire tecniche classiche come il traforo, la saldatura e la lavorazione dei metalli, strumenti che continuano a dialogare con una ricerca aperta verso linguaggi contemporanei e materiali non convenzionali.
Fare gioielli per Gina Vasile significa dare forma ad un’esperienza, ogni opera, infatti, nasce come un piccolo racconto materico in cui l’emozione e l’immaginazione si intrecciano. Ne derivano così creazioni che non si limitano a decorare il corpo. Bensì instaurano con chi le indossa una relazione più profonda, diventando presenze vive, frammenti di paesaggio e custodi di storie personali.
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