VENUS – La mostra di Valentino e Joana Vasconcelos chiude i battenti il 19 luglio

VENUS – La mostra di Valentino e Joana Vasconcelos chiude i battenti il 19 luglio

ROMA –L’incontro artistico tra il grande couturier e l’artista portoghese Joana Vasconcelos esplora l’amore, il genere, la quotidianità, la tecnologia e, naturalmente, la moda. VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos., dopo sette mesi di esposizione chiuderà i battenti il 19 luglio. Provate a fare un salto nella Capitale prima del termine, perché non sarà facile combattere i sensi di colpa per aver perso una esposizione così unica.

Era stata inaugurata il 18 gennaio e noi avevamo pianificato di andarci al più presto ma purtroppo, solo un paio di giorni dopo l’inaugurazione, ci fu la scomparsa di Valentino a cui seguì una pausa necessaria, carica di significato. Quindi ci ritrovammo a PM23, Palazzo Mignanelli, sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, per onorare il suo feretro. La scomparsa di Valentino Garavani ha segnato la fine di un’epoca, ma non del suo linguaggio estetico, e questa esposizione, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos, ne è l’esatta conferma.

VENUS – Valentino Garavani
Io Fabiola Cinque alla Mostra VENUS a PM23

L’esposizione ha creato un dialogo tra le sculture e le installazioni dell’artista portoghese Joana Vasconcelos e le creazioni di alta moda di Valentino Garavani, esplorando temi universali come la femminilità, il desiderio, l’identità e la trasformazione attraverso il linguaggio dell’arte e della moda.

Fabiola Cinque a PM23
Io Fabiola Cinque a PM23

Joana Vasconcelos: un’artista critica e concettuale

Nata nel 1971, Joana Vasconcelos è un’artista visiva portoghese la cui pratica si è sviluppata nell’arco di oltre tre decenni. Riconosciuta a livello internazionale per le sue sculture monumentali e le installazioni immersive, l’artista si appropria di oggetti quotidiani trasformandoli attraverso un linguaggio contemporaneo.

VALENTINO COVER Mostra a PM23 foto MyWhere©
VALENTINO COVER Mostra a PM23 foto MyWhere©

Le sue opere instaurano un dialogo critico tra la sfera privata e lo spazio pubblico, affrontando temi legati al genere, alla società dei consumi e all’identità collettiva con grande rigore concettuale e un sottile senso dell’umorismo.

Fabiola Cinque a PM23

VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos

In questa mostra, Vasconcelos trasforma oggetti della vita quotidiana in simboli di glamour, sovvertendo le associazioni tradizionali tra la donna e l’ambito domestico. Nelle sue opere emergono elementi legati alla quotidianità femminile. Ferri da stiro, luci, fiori, pentole e utensili comuni vengono reinterpretati e trasformati in nuove forme artistiche.

VENUS – Valentino Garavani
Qui Vasconcelos trasforma oggetti della vita quotidiana in simboli di glamour come il ferro da stiro

Queste creazioni celebrano il lavoro femminile, spesso invisibile, e allo stesso tempo mettono in discussione gli stereotipi che hanno storicamente confinato la donna al ruolo domestico.

Fabiola Cinque VALENTINO Mostra a PM23 foto MyWhere©
Qui Vasconcelos trasforma oggetti della vita quotidiana in simboli di glamour come

VENUS “Valentino Garavani”: Marilyn at PM23

Tra le opere più iconiche della mostra troviamo Marilyn at PM23, dove scarpe dalle dimensioni monumentali evocano figure culturali come Marilyn Monroe, Cenerentola e Betty Boop, simboli legati alla trasformazione e al potere evocativo della calzatura.

Le loro proporzioni suggeriscono la presenza di una figura femminile gigantesca capace di modificare la percezione dello spazio circostante, richiamando le metamorfosi fantastiche di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Seducenti ma allo stesso tempo industriali, queste sculture uniscono il fascino della couture con materiali associati al lavoro domestico, creando un contrasto tra lusso e quotidianità.

Tre abiti da sera di Valentino completano l’installazione. Al centro, il celebre abito bustier indossato da Claudia Schiffer rappresenta una femminilità classica e sofisticata, con il suo corpetto scolpito e la gonna a campana, evocando l’immaginario senza tempo di Cenerentola.

Red Independent Heart #3 e Witch Mirror a PM23

Nel cuore della mostra, Joana Vasconcelos esplora l’amore, il desiderio e la femminilità attraverso la scultura, l’installazione e l’alta moda. Red Independent Heart #3 si ispira al tradizionale pendente portoghese a forma di cuore, reinterpretato attraverso quasi quattromila utensili da tavola piegati e assemblati manualmente. La lenta rotazione dell’opera, accompagnata dalle melodie malinconiche del Fado, richiama il concetto portoghese di saudade, collegando oggetti domestici, memoria ed emozione.

MyWhere PM23 Valentino Garavani, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos
MyWhere PM23 Valentino Garavani, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos

Un lungo abito in taffetà rosso, ricamato a mano con cordoni, canottiglie e cristalli, amplifica il significato dell’opera, rappresentando la tensione del cuore tra fragilità e forza, sensualità ed empowerment.

Sul lato opposto, Witch Mirror, appartenente alla serie Stupid Furniture, esplora gli aspetti più oscuri dell’amore: l’incertezza, la distorsione e l’ombra.

Tentacoli rossi e spine nere avvolgono parzialmente un abito da sera in shantung nero con un’ampia sopragonna decorata con petali, creando una scena sospesa tra magia e inquietudine.

Nel loro insieme, queste opere mostrano la complessità del desiderio e il potere trasformativo della femminilità, dove luce e ombra, vulnerabilità e forza, mente e cuore convivono.

Garden of Eden (2007–2025)

Ispirandosi al celebre mito del “Giardino dell’Eden”, Joana Vasconcelos costruisce un Eden tecnologico. Un simulacro della natura in cui la bellezza nasce proprio da ciò che è artificiale e costruito dall’uomo.

L’assenza di luce esterna è fondamentale per attivare lo spettacolo luminoso dell’opera, rivelando allo spettatore che questo paesaggio può esistere soltanto all’interno di uno spazio controllato. I fiori sono composti da luci che modificano apparentemente in modo casuale la propria intensità e modalità di illuminazione. Trasformano così l’ambiente in uno scenario magico e immersivo, avvolgendo il visitatore tra gli abiti iconici di Valentino e un’atmosfera sospesa e unica.

Fabiola Cinque VALENTINO Mostra a PM23 foto MyWhere©

Come accade in gran parte della produzione dell’artista, Garden of Eden unisce alta tecnologia e tecniche artigianali. Trasformando materiali industriali in un’esperienza poetica e sensoriale. L’installazione invita il pubblico ad attraversare uno spazio al confine tra realtà e immaginazione. Qui infatti la natura si trasforma in una scenografia luminosa, mutevole e artificiale.

All’interno del percorso espositivo, inoltre, uno degli abiti dialoga con il simbolismo dell’opera attraverso la presenza di un serpente che avvolge il corpo del vestito, dalla spalla fino alla vita e alla schiena. Un richiamo diretto al racconto biblico del Giardino dell’Eden, in cui Eva, figura femminile per eccellenza del mito della creazione, viene ingannata dal serpente.

Vasconcelos rielabora così un’immagine antica per riflettere sul rapporto tra desiderio, seduzione, vulnerabilità e potere della figura femminile.

VENUS – Valentino Garavani
VENUS – Garden of Eden (2007–2025) Qui il simbolismo dell’opera attraverso la presenza di un serpente che avvolge il corpo del vestito di Eva

A Todo o Vapor [Full Steam Ahead] (dal 2012) e Strangers in the Night (2000)

A completare il percorso espositivo troviamo due opere di dimensioni più contenute che instaurano un dialogo visivo tra moda e oggetti quotidiani.

In A Todo o Vapor [Full Steam Ahead], i ferri da stiro domestici, tradizionalmente associati al lavoro femminile e alla sfera privata della casa, vengono trasformati in una scultura cinetica che funziona come un vero e proprio “balletto meccanico”. Gli elementi si aprono e si chiudono simultaneamente creando un movimento armonico.

Strangers in the Night, invece, trasforma una poltrona in una scena notturna carica di simbolismo. La struttura, rivestita in pelle bianca e circondata da luci automobilistiche intermittenti, richiama l’immagine di un taxi o di un incontro fugace nella notte. L’opera incorpora inoltre la celebre canzone di Frank Sinatra Strangers in the Night, creando un’atmosfera sospesa tra desiderio, intimità e mistero.

“The exhibition is a dialogue. My work and Valentino Garavani’s speak to each other until they converge in a final, almost suspended moment. Mr. Valentino believes deeply in beauty – and so do I. Because beauty generates harmony, and harmony bears the promise of peace and social justice, a promise the world urgently needs today.” Joana Vasconcelos

MyWhere PM23 Valentino Garavani, Venus – through the eyes of Joana Vasconcelos

Tutte le foto MyWhere©

Fabiola Cinque

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