Tendenza Floreale nella moda: un classico senza tempo

Tendenza Floreale nella moda: un classico senza tempo

TENDENZE – Il motivo floreale e l’ispirazione botanica sono sempre stati un riferimento essenziale nella moda. Un classico senza tempo che torna oggi prepotentemente nelle collezioni Haute Couture, da Dior a Balenciaga, da Chanel a Dolce e Gabbana.

Floreale per la primavera? Avanguardia pura. Così lapidariamente Miranda Priestley ne Il Diavolo veste Prada zittisce la povera redattrice. La sua colpa? Aver suggerito un servizio fotografico con abiti a stampa floreale. E’ l’anno 2000 e la battuta ci fa capire che i fiori erano già un tema ben presente nella moda e lo sono ancora oggi. Già ma la tendenza viene da lontano.

Il fiore nella storia

Arte e Rosa Foto Mywhere
La massima espressione della rosa nell’arte con Flora, nella Primavera di Botticelli. Foto Mywhere

Nel XV secolo per esempio le donne indossavano lunghi abiti decorati con motivi floreali. A riprova di questo basta osservare La Primavera del Botticelli. Poi tra il XVII e gli inizi del XVIII secolo si sviluppa il preziosismo movimento culturale caratterizzato dal gusto per l’estrosità, la fantasia.

E’ però nel 1700 con il rococò che i fiori diventano il simbolo di un vero e proprio stile ornamentale. Delicatezza, grazia, gioiosità e luminosità si  esprimono nelle decorazioni, nell’ arredamento, nella produzione di oggetti e nella moda.

La veste femminile più rappresentativa del secolo, utilizzata in Francia come in Italia, è la Robe à la francaise, conosciuta anche come andrienne. Inizialmente fonte di scandalo per le forme eccessivamente libere rispetto alle fogge tradizionali, diventa parte dell’abbigliamento femminile, per divenire, intorno agli anni ’40, foggia accettata a corte.

Impressionisti francesi

Fiori e Impressionisti

Basta poi dare un’occhiata ai dipinti degli impressionisti nel XIX secolo per accorgersi che gli abiti femminili sono spesso realizzati con stoffe floreali. Più romantiche le donne di  Monet, più esotiche quelle tahitiane di Gauguin.

Se c’è poi un movimento artistico che fa dello stile floreale e della rappresentazione di elementi botanici su illustrazioni, arredi e stoffe un caposaldo, questo è il Liberty o Art Noveau. Preceduto in Inghilterra dal movimento Arts e crafts  di William Morris, un moderno designer. I suoi pattern con motivi floreali intrecciati sono riconoscibilissimi. Agli inizi del ‘900 grande impulso all’uso del motivo floreale nei tessuti proviene da Paul Poiret influenzato anche dal gusto orientale.

 

Ditelo con i fiori

Christian Dior e la rosa foto Mywhere
La mostra al V&A Museum Christian Dior: Designer of Dreams. foto MyWhere©

Christian Dior definiva divine due sole creature: le donne e i fiori. A questi ha dedicato una delle sue prime collezioni. E’ il trionfo dell’eleganza e della femminilità. Invece Coco Chanel amava la camelia che diventa  uno dei simboli della maison francese. Lancia la moda di appuntarne una, vera o falsa che fosse, di stoffa o di pietre preziose, sulle scollature dei suoi abiti e, soprattutto, dei suoi tailleur.

Negli anni sessanta anche Mary Quant, l’inventrice della minigonna, sceglie un fiore come logo. I fiori caratterizzano così la moda degli anni sessanta e nei settanta definiscono proprio lo stile hippy. Il floreale si trasforma, muta, assume simbologie diverse ma non scompare più, diventa un classico.

Un fiore è per sempre

mostra Dolce&Gabbana
Dalla Mostra a Milano Dolce e Gabbana Foto foto MyWhere©

E’ tendenza quasi perenne. Guardiamo la sfilata Dolce e Gabbana Alta Moda 2026 a Taormina al Parco botanico Radicepura che è già una dichiarazione di intenti. I fiori sono l’elemento strutturale dell’abito. La tendenza botanica ha dominato comunque tutta la recente settimana della Haute Couture.

Dior foto IG

La collezione Dior, presentata al Museo Rodin negli spazi di un giardino tropicale, si ispira al chintz . Il celebre cotone indiano stampato con motivi di uccelli, farfalle e decorazioni floreali multicolor.

Chanel foto IG

Per Chanel una scenografia molto evocativa con  lussureggianti fiori tropicali, corolle giganti che definiscono lo spazio in senso fiabesco. Gli abiti sono il riflesso di questa atmosfera. Piante e fiori rampicanti spiccano come dettagli o ricami su abiti e tailleur. Pier Paolo Piccioli per Balenciaga crea con il motivo floreale lavorazioni raffinate e originali. Floreale? Sì possiamo dire decisamente è avanguardia pura.

Balenciaga foto IG

La tendenza floreale è emersa in particolar modo nella quarta edizione di ENSEMBLE, il progetto promosso dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio che, in due serate, ha raccontato la moda come sistema capace di mettere in relazione formazione, creatività, manifattura e professione.

Le sfilate della manifestazione ENSEMBLE si sono tenute a luglio 2026 nella suggestiva cornice della Terrazza del Pincio, dove ha acceso i riflettori sugli atelier romani e sui protagonisti dell’Alta Moda contemporanea, valorizzando quel patrimonio di competenze, savoir-faire e cultura progettuale che continua a rendere Roma  uno dei principali punti di riferimento della couture italiana.

Tra gli otto protagonisti della passerella: Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello, interpreti di linguaggi creativi differenti ma accomunati da una stessa attenzione alla qualità, alla ricerca e all’eccellenza artigianale, la tendenza floreale l’abbiamo riscontrata nelle stampe dei leggeri tessuti che ondeggiavano al vento fresco dell’estate, all’anteprima della collezione 2027 di Giada Curti.

Giada Curti Tendenza fiori. Foto MyWhere
Giada Curti Tendenza fiori. foto MyWhere©
Anna Maria Di Francesco
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