TENDENZE – Elsa Schiaparelli nacque a Roma il 10 settembre 1890. La stilista rivoluzionò la silhouette femminile enfatizzando le spalle. Creò le prime spalline imbottite donando alle donne non solo una nuova immagine, ma un valore ed uno spazio sociale. Un accessorio che non serviva solo a farne notare l’eleganza, ma conferiva anche un valore simbolico. Ripercorriamo storia e tendenza del Power dressing.
Elsa è stata una stilista, costumista e sarta italiana naturalizzata francese. Insieme a Coco Chanel, viene considerata una delle più influenti figure della moda nel periodo fra le due guerre mondiali. Affermatesi negli anni ’30 e ’40 è stata la prima a creare l’abito femminile con le spalle rinforzate e più evidenti per conferire un’idea di forza e potere.
Bellissimo il legame che fa Maria Luisa Frisa nel libro EXCESS, Moda e Underground negli anni ’80, edito Charta, tra cinema e moda. Il parallelismo tra il film Blade Runner di Ridley Scott nel 1982, vede l’immagine della protagonista interpretata da Sean Young con un tailleur dalle linee geometriche che ben evidenziano il contrasto tra le grandi spalli imbottite ed il punto vita.

Le spalline imbottite furono le protagoniste assolute poi negli anni ’80, ed oggi tornano prepotentemente sulle passerelle dando nuova vita al Power dressing.

Elsa Luisa Giovanna Maria Schiaparelli nacque a Roma il (10 settembre 1890 e morì a Parigi il 13 novembre 1973 dando il via a quella che poi è stata la lunga vita dell’alta moda italiana nel mondo.
Nella lingua italiana, e non solo, esiste l’espressione avere le spalle larghe. Si usa per indicare una persona forte, resistente, in grado di affrontare responsabilità gravi. L’origine di questa frase idiomatica parte dall’osservazione di coloro che svolgevano lavori pesanti come trasportare merci e, avere una struttura fisica robusta e spalle ampie, era di grande aiuto.

Se diamo inoltre uno sguardo alle divise militari ci accorgiamo che il rinforzo delle spalline ha ragioni evidentemente pratiche e funzionali di protezione, ma anche quello di suggerire autorevolezza. Sarà per questo, quindi, che visivamente un abito con le spalle pronunciate e ben in evidenza evoca immediatamente idea di forza e potere.
Le spalline nella moda

Nella moda ciò ha portato alla nascita del power dressing che largamente fa e ha fatto uso delle leggendarie spalline imbottite. Questa tendenza si fa strada negli anni ’30 con Elsa Schiaparelli. Lei che più di ogni altra ha cercato di rivoluzionare la silhouette femminile. Enfatizzare le spalle significava far occupare alle donne uno spazio sociale, farle notare. Un elemento drammatico e audace nell’abito.
Nel cinema sarà Joan Crawford a incarnare il tipo della donna forte con i suoi tailleur squadrati creati per lei dal costumista Adrien.
Donna in carriera

Alcuni decenni dopo, ovvero negli anni ottanta, le maxi spalline sono il simbolo dell’emancipazione femminile.

Si deve tutto alla creatività di tre grandi stilisti come Claude Montana, Thierry Mugler e Giorgio Armani che riprendono la lezione degli anni trenta e quaranta e inventano una nuova immagine femminile, sicura di sé, autorevole e in carriera.

Una donna che vuole catturare l’attenzione e apparire tra la folla. Erano d’altra parte gli anni in cui si affermava nei media la cosiddetta working girl in stile Dinasty pronta a sfidare la supremazia maschile.

Minimalismo vs edonismo nelle spalline imbottite
Le spalline sono state spazzate via dall’avvento del minimalismo degli anni novanta. Si eclissano per ritornare, rivisitate, a metà degli anni duemila grazie a Saint Laurent e Balmain. Le spalle delle giacche si alzano appuntite come delle alette e richiamano le guerriere di Star Trek. Per Dolce e Gabbana le spalline si addolciscono hanno forme rotondeggianti e rigonfie a palloncino. Per altri hanno volumi esagerati e diventano quasi una scultura. È comunque un dettaglio sartoriale mai puramente decorativo, sempre connesso alla necessità di comunicare un’idea di visibilità.

E se riappaiono oggi sulle giacche, nei mini dress, nei cappotti oversize delle collezioni dei maggiori stilisti da Stella McCartney a Givenchy, da Moschino a Chloè c’è da giurare che sia per riaffermare ancora una volta un concetto fondamentale. Le donne si sono conquistate faticosamente un ruolo nella società a cui non vogliono rinunciare quindi testa alta e spalle larghe!

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Swiss Fashion Impulse e Scuola di Moda Lugano: Swiss Fashion Impulse è una piattaforma internazionale nata con l’obiettivo di valorizzare la nuova generazione di creativi della moda, creando un ponte tra formazione, artigianato, innovazione e industria. Il progetto è stato fondato da Andrea Civino, Dea Semadeni e Margaretha Cordella.
La Scuola di Moda Lugano, diretta da Dea Semadeni, rappresenta un punto di riferimento nella formazione dei futuri professionisti del fashion design.
In passerella hanno sfilato le creazioni dei designer emergenti, che hanno presentato una visione personale del futuro della moda, dove creatività, ricerca e artigianalità si incontrano per dare vita a collezioni autentiche e ricche di significato. In passerella le creazioni di Caroline Rey – Parigi (Francia), Yanou Santangelo – Lugano (Svizzera), Liubov Gilevich Roma (Italy), Maria Pia Ruggero – Roma (Italy), Elena Campus – Firenze (Italy).
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