About Charles. 150 anni fa moriva Charles Dickens

About Charles. 150 anni fa moriva Charles Dickens

“Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi.” – Charles Dickens – Racconto di due città (1859)

ACCADDE OGGI – Oliver Twist, Canto di Natale, Grandi Speranze, Tempi Difficili, David Copperfield. Il 9 giugno del 1870 moriva il padre del romanzo sociale. Ricordiamo le tappe fondamentali dell’eterno Charles Dickens.

Il 2020 è un anno pieno di ricorrenze nel mondo della letteratura. Una di queste è l’anniversario di morte di Charles Dickens, padre del romanzo sociale.

Fu un’emorragia cerebrale a mettere il punto conclusivo all’ultimo capitolo della vita del celebre scrittore britannico, che si trovava negli Stati Uniti per un tour di letture delle sue opere. Aveva 58 anni.

Fu sepolto nell’Abbazia di Westminster, nell’angolo dei poeti, il Poets’ Corner, accanto ad Henry Fielding, uno dei tanti autori a cui si ispirò per la creazione del romanzo sociale.

“Era un simpatizzante dei poveri, dei sofferenti e degli oppressi. Con la sua morte, uno dei più grandi scrittori d’Inghilterra viene sottratto al mondo.” (epitaffio)

Charles Dickens
Ritratto di Dickens

UN’INFANZIA DIFFICILE

Charles John Huffam Dickens, uno degli autori più famosi della storia inglese e il più grande romanziere dell’ età Vittoriana, vide la luce il 7 febbraio 1812 a Landport, una cittadina nei pressi di Portsmouth. Con la famiglia si trasferì nel Kent dove, seguito da un pastore battista, dimostrò immediato amore per la lettura.

Ma la famiglia, molto povera, si trovava in grave difficoltà. Prima fu costretta a trasferirsi in uno dei più poveri quartieri di Londra, poi, nel 1824, il padre di Charles fu imprigionato per debiti. Così il giovane fu costretto a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe per dieci ore al giorno. Un’esperienza che avrebbe poi riportato in David Copperfield, uno dei suoi romanzi più autobiografici.

Targa commemorativa al numero 48 di Doughty Street a Londra dove visse Dickens. Crediti foto: Wikipedia

Dopo pochi mesi, uscito di galera, il padre lo iscrisse finalmente a scuola, alla Wellington House Academy. Si ritrovò, così, prima a lavorare come tirocinante in uno studio legale per poi a dedicarsi alla stenografia presso tribunali e uffici legali. Proprio qui nacque il desiderio di crescere come cronista parlamentare e iniziò a collaborare con l’agenzia The Mirror of Parliament.

LE PRIME OPERE

Il suo primo bozzetto fu pubblicato anonimamente il 1 dicembre 1833 sul Monthly Magazine. Nel settembre del 1834 sotto lo pseudonimo Boz, pubblicò il primo di quei bozzetti di vita urbana che diverranno poi gli Sketches by Boz. Questa sua prima opera si sviluppò proprio dal suo lavoro di giornalista, che gli aveva permesso di viaggiare in tutta la Gran Bretagna.

Nel febbraio del 1836, l’editore John Macrone pubblicò in volume la prima serie degli Sketches by Boz.

A maggio, invece, pubblicò il suo primo romanzo in dispense mensili, con il titolo I quaderni postumi del Circolo Pickwick, che lo renderà famoso nel panorama letterario inglese. Aveva solo 24 anni.

Iniziò così il successo di Dickens.

Prima edizione del Circolo di Picwick

Elemento innovativo dei suoi romanzi fu la pubblicazione a “episodi” settimanali, o mensili. Dickens sdoganò così la pubblicazione seriale della fiction narrativa: questa divenne poi quella dominante per tutta l’età Vittoriana.

In questo modo voleva lasciare i lettori con il fiato sospeso, tra una pubblicazione e l’altra, riuscendo anche a valutare in tempo reale la reazione del pubblico. È noto che Dickens apportò anche alcune modifiche a trame e personaggi in base a questi feedback.

Per dare un’idea di quanto la gente fosse appassionata dei suoi scritti, basti pensare che quando The Old Curiosity Shop (La bottega dell’antiquario) era in uscita nel 1842, i fan americani si affollavano sui porti di New York, gridando all’equipaggio delle navi britanniche in arrivo: “è morta la piccola Nell?” con riferimento alla protagonista del romanzo.

Anche gli illetterati poveri erano fan di Dickens. Facevano collette di half pennies (ovvero 1/480 di una sterlina nel sistema pre-decimale britannico) per assumere un “lettore” (una sorta di audiolibro ante litteram), ogni mese. Così spinse nuove classi di lettori ad emergere anche nei substrati più umili della popolazione.

Ma non deve sorprendere perché Dickens si batteva a fianco dei più poveri, evidenziando i loro estremi disagi e le loro sofferenze nell’Inghilterra del primo XIX secolo.

LA CRITICA SOCIALE

I romanzi di Charles Dickens possono essere definiti come lavori di critica sociale. Con i suoi scritti fu in grado di rappresentare perfettamente il contesto storico e culturale in cui nacque e visse, facendo dei personaggi delle rappresentazioni quasi autobiografiche.

Le sue storie ci trascinano in uno spaccato storico dove povertà e degradazione sociale proliferavano nei quartieri cittadini britannici di epoca vittoriana, narrando in modo commovente storie semplici, accomunate dalla miseria delle classi sociali più svantaggiate, vittime della civiltà industriale. Proprio il suo secondo romanzo, Oliver Twist, scandalizzò i lettori con le sue immagini di povertà e di crimine. Sfidava le polemiche dei borghesi sulla criminalità, rendendo impossibile qualsiasi pretesa di ignoranza su ciò che la povertà comportava. La sua opera ebbe un effetto che, molti decenni dopo, gli psicologi sociali avrebbero descritto come contatto parasociale. Conoscere una realtà, nonché avere la possibilità di identificarsi con chi vi appartiene, riduce sensibilmente il pregiudizio.

oliver twist
La prima edizione di Oliver Twist

Dickens cambiò l’opinione pubblica sulla tematica delle disuguaglianze sociali, portando in primo piano lo sfruttamento e l’oppressione dei poveri, e condannò i pubblici ufficiali e le istituzioni che tolleravano o, peggio, incoraggiavano questi abusi.

Gli scritti di Charles Dickens ispirarono altri, tra cui soprattutto giornalisti e politici, a combattere i problemi relativi alle disuguaglianze di classe.

Karl Marx scrisse di Dickens: “Mise al mondo più verità politiche e sociali di quante non ne abbiano proferite tutti i politici messi insieme.”

A 150 dalla sua scomparsa, nessuno più, come lui, ha saputo portare in primo piano tematiche crude e spesso difficilmente affrontabili con così tanta audacia e maestria, nonostante i tempi duri non siano ancora passati.

 

Francesco Frosini

Leave a Reply

Your email address will not be published.