OLIMPIADI – La discesa libera femminile di Milano-Cortina 2026 regala all’Italia il bronzo di Sofia Goggia, una prova solida di Federica Brignone e il drammatico ritiro di Lindsey Vonn, protagonista di una caduta che segna una delle immagini più forti di questi Giochi.
Una mattina di sport che resterà negli annali, dove la bellezza aspra delle Tofane ha fatto da cornice a una delle pagine più intense e dolorose di queste Olimpiadi invernali. La discesa libera femminile, disciplina regina dello sci alpino, ha consegnato emozioni contrastanti. La caduta di Lindsey Vonn ha toccato il cuore di molti, prima di regalare a noi italiani il terzo posto di Sofia Goggia.
Eccezionali anche le altre italiane, Pirovano con un sesto posto eccezionale, Brignone decima dopo un anno travagliato a causa dell’infortunio del 2025 e Delago undicesima.
Breezy Johnson si regala l’oro olimpico
Dall’alto dei 2.572 metri della pista olimpica, la discesa libera femminile ha preso il via con il sole che tagliava il paesaggio innevato, pronto ad accogliere la sfida più attesa. E a emergere, dopo una battaglia di frazioni di secondo, è stata Breezy Johnson degli Stati Uniti.
Con una prova di straordinaria precisione tecnica e nervi saldi, Johnson ha fermato il cronometro su 1’36”10, un tempo che racconta aggressività controllata, equilibrio perfetto e letture della pista da atleta navigata. La sua vittoria non è stata solo una medaglia, è stata la prima dell’intero programma olimpico statunitense e uno dei momenti sportivi più limpidi della giornata.
La Germania ha risposto subito con Emma Aicher, seconda a soli 4 centesimi, dimostrando che anche l’Europa mantiene viva la sfida nella disciplina più dura dello sci alpino

Sofia Goggia scrive un’altra pagina di storia
E poi c’è lei: Sofia Goggia, che di medaglie olimpiche di discesa ne ha già tre, e oggi ha aggiunto un’altra gemma di bronzo alla sua collezione. Con una prova interpretata con la grinta, il cuore e quel coraggio che la contraddistinguono da sempre, la campionessa azzurra ha portato l’Italia sul podio in una delle gare più dure dell’intero programma.
Goggia ha affrontato la Olimpia delle Tofane con la leggerezza di chi conosce ogni buca, ogni traversa, ogni parola di vento che soffia sulla pista. Ha sciato con forza ma con eleganza quel minimo di rischio che in discesa diventa arte. Al traguardo, il bronzo non è stato solo una posizione in classifica: è una conferma del suo legame con le sfide estreme, un sigillo sulla sua carriera che continua a battere forte sotto il tricolore italiano

Il dramma di Lindsey Vonn
Se c’è un nome che ha oscurato per un attimo la bellezza del gesto sportivo, è quello di Lindsey Vonn. La leggenda americana, al centro di una delle storie più incredibili dell’intero sci alpino moderno, era tornata a gareggiare nonostante avesse completamente rotto il legamento crociato anteriore (ACL) pochi giorni prima e fosse al suo ultimo tentativo in un’Olimpiade a 41 anni.
Pochi secondi dopo la partenza, Vonn ha perso il controllo della traiettoria, ha incrociato un palo e, a velocità elevatissima, è stata proiettata oltre lo scarpone, in una caduta violenta e impressionante. Il silenzio è sceso immediatamente sulle tribune, mentre lei rimaneva a terra, urlando dal dolore, assistita dal team medico. La gara è stata momentaneamente interrotta, e un elicottero l’ha trasportata via, esattamente come settimana scorsa.
Il gesto di tornare a competere dopo una lesione di questa portata non era solo un atto di forza fisica, Vonn voleva riscrivere la narrativa dello sport stesso.
Tutti noi le auguriamo una pronta guarigione, nella speranza non sia il canto del cigno della leggendaria sciatrice.
Le altre italiane. Pirovano, Brignone e Delago
Oltre alle medaglie, l’Italia ha mostrato profondità di squadra e competitività su più fronti.
Laura Pirovano ha sfiorato il podio con una prova splendida, chiudendo sesta e guadagnandosi applausi sinceri dal pubblico di casa.
Federica Brignone ha chiuso nella top 10, mentre Nicol Delago chiude undicesima.

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