Grande festa a Cassino per la conclusione dei festeggiamenti in onore di San Benedetto

Grande festa a Cassino per la conclusione dei festeggiamenti in onore di San Benedetto

CASSINO – Si è concluso giovedì 21 marzo il mese di celebrazioni benedettine tra l’Italia e l’Europa, con un’intensa serata religiosa e di grande festa civile tra le vie della città martire. 

La Ciociaria è il territorio in cui si trovano alcuni dei più bei monasteri del Bel Paese, come la Certosa di Trisulti, attualmente al centro di polemiche politiche dovute alla concessione della struttura alla Dignitatis Humanae Institute, società finanziata da Steve Bannon il cui obiettivo sarebbe realizzare una scuola sovranista, l’Abbazia cistercense di Casamari e soprattutto l’Abbazia di Montecassino. La tranquillità dei luoghi, lontani dal caos cittadino e ricchi di storia e cultura, può essere un buon suggerimento per una giornata o un breve soggiorno di relax in tutti i periodi dell’anno, ed è soprattutto in quelli festivi che anche i centri più piccoli del frusinate regalano il meglio del loro fascino. Se invece ad essere al centro di una solennità religiosa e civile di risonanza europea è una città come Cassino, l’appuntamento diventa imperdibile. Il 21 marzo è infatti festa ufficiale di San Benedetto, fondatore della famosa Regola, troppo spesso riassunta nelle semplici parole Ora et Labora, e naturalmente del grande centro monastico di Montecassino. Il giorno della celebrazione del Patrono d’Europa ha chiuso in realtà un intero mese di iniziative svoltesi tra l’Italia e l’estero (in special modo in Polonia), e ha richiamato nelle piazze e nelle strade della città martire una folla di partecipanti. Vi abbiamo raccontato la mattinata, svoltasi all’Abbazia di Montecassino con una solenne celebrazione religiosa seguita agli onori alle alte cariche dello Stato. Prima di entrare nel vivo della suggestiva giornata cassinate, ricordiamo che 21 marzo, festa ufficiale del Patrono d’Europa, hanno celebrato il Santo anche le città di Subiaco, in cui Benedetto fondò un altro importante cenobio prima di quello cassinate, e di Norcia, che gli diede i natali. Nella città umbra, dopo il tradizionale corteo storico dei figuranti in abiti tradizionali, ha avuto luogo la festa liturgica, presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo e concelebrata da Don Marco Rufini, arciprete di Norcia, Don Luciano Avenati, parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, Don Davide Tononi, parroco in solido di Norcia, e dagli altri presbiteri locali. Cornice simbolica dell’evento civile e religioso è stata per il terzo anno consecutivo la piazza centrale, di fianco alla basilica fortemente danneggiata dal sisma del 30 ottobre 2016. Alla presenza delle autorità civili e militari, l’arcivescovo Boccardo ha pubblicamente rivolto la sua attenzione, durante l’omelia, a quanto debba ancora essere fatto a sostegno dei terremotati, -che chiedono solo di essere messi in condizione di ritrovare una vita dignitosa e sicura, facendo ritorno nelle proprie case e ritrovando i monumenti di cultura e fede di questa terra-. Altro punto centrale toccato dal presule ha riguardato quei valori culturali e spirituali comuni che erano già cemento dei popoli europei nella visione e nell’opera di Benedetto, oggi minacciati dal cancro dei populismi e dei nazionalismi sempre risorgenti: -la cultura del vivere per sé-, ha proseguito l’arcivescovo, -conduce all’egoismo nazionale e locale, all’assenza di visioni, ma a forza di vivere per sé, l’uomo muore e così l’Europa rischia il congedo dalla storia-.

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La reliquia e la statua di san Benedetto escono dalla Chiesa di santa Scolastica

A Cassino, invece, il pomeriggio di giovedì 21 i festeggiamenti in onore del patrono della città e d’Europa si sono spostati dal Monte al centro cittadino. Alle 17:30 circa, la reliquia di San Benedetto è uscita dalla Chiesa di Santa Scolastica per giungere in processione nella vicina Piazza Corte, dov’è stata accolta dagli elementi della Banda Musicale Don Bosco Città di Cassino e dai tantissimi figuranti del Corteo Storico Terra Sancti Benedicti che, schierati nelle loro fogge con armamenti medievali finemente ricreati nel dettaglio, festeggiavano quest’anno i loro 25 anni di attività, dando per un momento la reale illusione di un salto indietro nel tempo. Poco dopo, nella Concattedrale, il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Giovanni Angelo Becciu e concelebrato dal Vescovo della Diocesi Mons. Gerardo Antonazzo e dall’Abate di Montecassino Dom Donato Ogliari.

Durante l’omelia, l’alto prelato ha sentito il bisogno di mettere la parte la formalità rappresentata dal discorso scritto pronunciato in mattinata in abbazia e di rivolgersi senza intercapedini ai fedeli parlando direttamente dal cuore. Dopo un applauso pieno e spontaneo da parte dei presenti, il Cardinale Becciu ha invitato la comunità a un ritorno all’essenziale mentre ripercorreva la vita di Benedetto da Norcia, soffermandosi sulla modernità di un Santo vissuto nel Medioevo. La lunga e sentita omelia ha rappresentato un intenso momento di riflessione comunitaria sulla perdita di senso e di qualità dell’attuale vita moderna, fatta di un continuo quanto inutile affrettarsi e di costante distrazione. La presenza onnipervasiva della tecnologia, non un male in sé ma uno strumento che non può rubare centralità all’uomo, come l’illusione di essere sempre interconnessi con l’altro si scontra oggi con la reale mancanza di reale comunicazione e di coesione sociale.

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L’omelia del Card. Giovanni Angelo Becciu nella Concattedrale di Cassino

L’essere umano attraverso i secoli cambia modo di vestire e si serve di nuovi strumenti, ma è afflitto sempre dagli stessi problemi e dalle stesse angosce, che solo un ritorno alle radici, alla semplicità e ai valori dello spirito possono placare. Tutti concetti già pienamente esemplificati dalla vita e dall’opera materiale e intellettuale di un Santo come Benedetto, la cui riscoperta è quanto mai necessaria oggi per la sua forza unificante di fratellanza in un’Europa che vive nuove tensioni e impulsi disgregatori. Al termine della sentita Celebrazione Eucaristica, la reliquia e la statua di San Benedetto hanno sfilato lungo le strade cittadine insieme al Corteo Storico, accompagnati dalla Banda Musicale Don Bosco, diretta dal M° Marcello Bruni. Dopo il ritrovo di tutti in Piazza

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Processione della reliquia e della statua di San Benedetto per il centro cittadino di Cassino

Corte, dove è man mano accorsa una folla calorosa, la suggestiva manifestazione civile e religiosa si è avviata alla conclusione con le parole del Padre Abate e di Mons. Antonazzo, affacciatisi dalla loggia del Palagio Badiale, antistante la Concattedrale. -È bello che tutti gli eventi degli ultimi 30 giorni abbiano la loro conclusione qui, al termine di questa processione, in preghiera- ha affermato Padre Donato. -Con il nostro animo disposto ad avere il Signore come nostro compagno di viaggio, facciamo esperienza di quella luce che ci aiuta ad affrontare le difficoltà della vita. Possa San Benedetto accompagnarci e benedirci-. A chiosare le parole dell’Abate di Montecassino è stato poi il Vescovo Antonazzo: -Con la preghiera abbiamo adempiuto alla prima parte della Regola: ORA. San Benedetto ci consegna adesso la seconda parte, LABORA. Preghiera e vita, azione, meditazione, contemplazione e poi l’esercizio della testimonianza. […] Questa sera guardando a tutta intera la nostra città di Cassino, a tutta Italia e all’Europa, non possiamo non sentirci il centro della spiritualità cristiana. È questo un patrimonio che ci consegna San Benedetto e che ora deve favorire l’unità e la pace. Dentro di noi e attorno a noi. Una guarigione del cuore che porterà alla guarigione delle parole-. Hanno chiuso la serata, nella piazza gremita, i ringraziamenti di Dom Luigi Maria Di Bussolo, dell’Abbazia di Montecassino, a tutti coloro che nell’ultimo mese si sono impegnati duramente per la riuscita delle manifestazioni benedettine di quest’anno. Infine, la benedizione alla città e all’Europa, coronata da una festa di fuochi pirotecnici che con una luce simbolica hanno salutato il calore della gente dando un messaggio di speranza in un’atmosfera indimenticabile.

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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