Grande successo per il XV Giro Valle del Liri 2016

FROSINONE- È stato un week-end all’insegna del successo quello regalatoci l’8 e 9 ottobre 2016 dal CAMEF (Circolo Auto e Moto d’Epoca Frusinate) con il XV Giro Valle del Liri, di cui avevamo anticipato i dettagli della conferenza stampa tenutasi il 28 Settembre presso la Villa Comunale di Frosinone in presenza del Sindaco Nicola Ottaviani (clicca qui).

La gara di regolarità automobilistica, culminata la mattina di Domenica nella rievocazione del Circuito di Frosinone, si è tradotta in una festa per gli occhi accompagnata da inconfondibili rombi di motori colorati da un’altra epoca, a cui ritorniamo spesso con nostalgia riguardando vecchie immagini impresse su pellicole ingiallite e inclementi, che di tanti volti raccontano gli anni verdi di qualche ruga in meno e altrettanti capelli in più.

Raduno delle vetture d'epoca dinanzi allo start del XV Giro Valle del Liri in P.le Vittorio Veneto (Frosinone)
Raduno delle vetture d’epoca dinanzi allo start del XV Giro Valle del Liri in P.le Vittorio Veneto (Frosinone)

Stavolta, nel contesto di una selezione di location scelte tra le più suggestive della Ciociaria, è stato però il nitore dei pixel digitali ad immortalare le scintillanti carrozzerie sfoggiate da regine dell’automobilismo come la Porche 356 bts, la Triumph tr5, l’Alfa Romeo Giulietta Sprint e la Jaguar XK 140, presente in un magnifico modello del 1954 come una tra le auto più antiche in competizione.

Prima di dilungarci nel romanticismo dei dettagli, diamo subito i risultati della gara di cui elenchiamo i primi 5 classificati: al primo posto l’equipaggio di Cappella, a bordo di un’Autobianchi A 112 Abarth del 1975; al secondo Baviera a bordo di un’Autobianchi A 112 del 1973; al terzo Mazzella su Autobianchi A 112 Abarth 58 V del 1972; a seguire Boscolo e Lucchetti, rispettivamente al volante di un’Innocenti Mini Cooper del 1973 e di una Fiat 850 Sport del 1970.

La kermesse dei 55 equipaggi provenienti da tutta Italia, ha percorso complessivamente circa 185 km, intervallati da 60 prove a tempo in cui a fare la differenza erano solo l’abilità umana e l’essenzialità di mezzi meccanici sprovvisti dell’odierna tecnologia.

Valle del Liri
Il Presidente del CAMEF Mariano La Pietra e il consigliere Stefano Magnante danno il via al Giro Valle del Liri

Dal centro storico di Frosinone, sito in posizione dominante sul resto della città, si è dato intorno alle 10.20 del mattino lo start del XV Giro della Valle del Liri. Dopo il raduno dei partecipanti e dei membri del consiglio direttivo, la cui funzione di coordinamento è risultata essenziale per la riuscita di un’iniziativa in larga parte basata sul rispetto della logistica e dei tempi tecnici, la carovana d’eccezione ha attraversato Viale Mazzini per misurarsi con la prima prova a cronometrica. Saggiata subito la perizia degli equipaggi al volante, ci si è diretti con i motori caldi verso l’Abbazia cistercense di Casamari, edificata nel 1203 sulle rovine di un antico municipium romano dedicato alla dea Cerere. Il monastero, che rappresenta uno dei più importanti e rari esempi di architettura gotica in Italia, enuncia con il suo nome la denominazione di “Casa di Mario”, per indicare i luoghi d’origine del celebre condottiero Caio Mario (in realtà nato in un territorio all’epoca facente parte dell’antica Arpinum) che fu protagonista della guerra civile contro Silla nel I sec. a. C. . Del fatto che non si tratti dell’unico riferimento in tal senso è testimonianza il nome stesso della strada percorsa dalle auto storiche per proseguire in direzione Sora: la Via Mària.

L'Editore di MyWhere Andrea Rastelli con il Vice Direttore CAMEF Giuseppe dell'Aversano
L’Editore di MyWhere Andrea Rastelli in auto storica con il Vice Presidente CAMEF Giuseppe dell’Aversano

Complice un cielo mite, il tour ha potuto muovere verso Arpino, città di Cicerone e bandiera arancione, attraversando il circondario di Monte San Giovanni Campano e di Isola del Liri. Lungo i tratti intermedi tra le tappe principali era possibile ammirare, con grande effetto visivo coronato dalla bellezza dei paesaggi ancora incontaminati di queste località del Lazio meridionale, le auto storiche “mimetizzarsi” fra lo scorrere regolare del traffico come papaveri in un campo di grano.

Prima di raggiungere le altitudini collinari dell’Acropoli di Arpino, in località Civitavecchia, con il borgo medievale, la cosiddetta “Torre di Cicerone” e la cinta di mura megalitiche risalenti al VI sec. a. C. provvista dell’unico esemplare di arco a sesto acuto rimasto in piedi al mondo, le auto d’epoca si sono cimentate in una nuova prova cronometrica nel centro storico sito più in basso. Piazza Municipio rappresenta il cuore barocco dell’antica città saturnia, dove tutto, eccezion fatta per la Chiesa di S. Michele Arcangelo, ove sono custodite alcune importanti opere del Cavalier d’Arpino (come la grande tela sull’altare maggiore raffigurante L’Arcangelo Michele vittorioso su Lucifero), parla del suo figlio più illustre: Marco Tullio Cicerone. La cornice di questa prova di abilità annovera infatti strade, come il corso principale della città, ed edifici, come quelli che ospitano la sede dello storico Convitto nazionale Tulliano e del Liceo Ginnasio Tulliano, che in tempi moderni tributarono il proprio nome al grande uomo politico romano.

Le auto d'epoca in sosta presso il Ristorante "I Giardini dell'Acropoli" ad Arpino
Le auto d’epoca in sosta presso il Ristorante “I Giardini dell’Acropoli” ad Arpino

Dopo la sosta con pranzo presso il ristorante I Giardini dell’Acropoli e sempre sotto la scrupolosa regia del Presidente Mariano La Pietra, intorno alle 15.00  i piloti hanno ripreso la guida effettuando parte del percorso inverso alla volta del centro cittadino di Isola del Liri, dove li avrebbero attesi delle nuove prove di abilità cronometrica. Il tratto in discesa dalle colline arpinati ha rappresentato uno dei momenti più suggestivi del tour, per via dei numerosi tornanti a strapiombo su paesaggi che, per quanto minati da una speculazione sregolata, offrono ancora vedute più che degne.

Annessa nell’ ‘800 alle sorti politico-amministative della Provincia di Terra di Lavoro, sotto l’influenza del Regno di Napoli, Isola del Liri vide cambiare la propria economia originariamente agricola in favore di una svolta nel settore secondario. In seguito all’impulso dato da Carlo Lefebvre di Pontarlier, questa località divenne un fiorente polo industriale nella lavorazione della lana, di feltri e soprattutto della carta, per rimanerlo almeno sino alle fasi inoltrate della Seconda Guerra Mondiale (1943), come si evince dalla presenza di centrali per la produzione di energia idroelettrica e di grandi edifici industriali dismessi.

La Cascata Grande, formata dal salto di circa 27 mt che uno dei bracci del fiume Liri compie all’altezza del Castello Boncompagni, centro del potere ducale di Sora dalla seconda metà del ‘500 ma esistente almeno dall’XI sec., rappresenta uno dei rari esempi di cascata in un centro storico urbano.

Il Presidente CAMEF Mariano con Fabiola Cinque nella bellissima auto dello Sponsor Jolly Auto
Il Presidente CAMEF Mariano con Fabiola Cinque nella bellissima auto dello Sponsor Jolly Auto

Nelle ore successive di Sabato il tour diretto verso la tappa finale di Fiuggi è stato sorpreso da lievi rivolgimenti meteorologici. Nulla che abbia tuttavia impedito agli equipaggi e allo staff di inanellare le curve e i tornanti circondati dalla lussureggiante vegetazione di querce alle falde dei Monti Ernici, in località

Collepardo. Qui ci siamo infatti imbattuti in un altro noto sito religioso riconosciuto come monumento nazionale dal 1873 e gestito dal Polo Museale del Lazio dal 2014: la Certosa di Trisulti, edificata nel 1204 a poca distanza dagli attuali resti di un’abbazia benedettina fondata nel 996 da San Domenico di Sora. Sembra che il nome “Trisulti” derivi dal latino “Tres saltibus”, poiché nel XII sec. i Colonna eressero, sopra le sorgenti del fiume Cosa in prossimità dell’attuale certosa, un castello, oggi distrutto, che dominava i tre valichi (o “salti”) che immettevano rispettivamente verso l’Abruzzo, verso Roma e verso la Ciociaria.

Un’ulteriore sosta prima delle ultime prove a tempo della giornata è stata effettuata nella piazza di Collepardo, dove siamo stati accolti dal Sindaco Mauro Bussiglieri in un clima informale e di ormai pieno affiatamento di gruppo, che a poco a poco aveva finito col prevalere totalmente sullo spirito agonistico di partenza. La città sorge in un territorio che ha storicamente rappresentato un’importante punto di comunicazione tra le città del Lazio e dell’Abruzzo.

Il Grand Hotel Palazzo della Fonte a Fiuggi
Le auto parcheggiate al Grand Hotel Palazzo della Fonte a Fiuggi

Da menzionare è inoltre l’importante attività carsica che interessa questi luoghi. Dando luogo a fenomeni erosivi e di crollo del terreno, il carsismo è all’origine della nascita di aree naturali come il Pozzo di Antullo, che ha una profondità massima di 80 mt e una circonferenza di 300 mt, o come le “Grotte dei Bambocci”, oggi note proprio col nome di “Grotte di Collepardo”.

A Fiuggi la conclusione della giornata, in grande stile e defaticante dopo l’ultima prova a tempo, si è avuta con la cena di gala al Grand Hotel Palazzo della Fonte, un luogo-simbolo della storia italiana del ‘900 e sintesi di tutta la Grande Bellezza di cui il nostro Paese è capace. Le auto d’epoca parevano perfettamente a proprio agio in questo gioiello immerso nel verde…

Costruito secondo le tendenze estetiche dell’Art Nouveau, il Grand Hotel fu aperto nel 1913 e divenne punto di riferimento dell’alta società e dell’aristocrazia europea, tanto che l’anno seguente Re Vittorio Emanuele lo scelse come residenza estiva per sé e la famiglia reale. Durante la seconda metà degli anni ‘30 la struttura aveva consolidato il proprio nome e fu frequentata da ospiti illustri come Giolitti, Picasso, Pirandello, D’Annunzio, Eleonora Duse e tanti altri.

Il Direttore Fabiola Cinque e Andrea Rastelli, Editore di MyWhere alla Serata di Gala
Il Direttore Fabiola Cinque e Andrea Rastelli, Editore di MyWhere alla Serata di Gala

Oggi Il Grand Hotel Palazzo della Fonte offre la possibilità di realizzare cerimonie ed eventi, di praticare attività come il golf, ma il core della sua offerta ammantata di lusso resta probabilmente sull’ “oro bianco” di Fiuggi, ossia l’acqua e le sue proprietà benefiche. Queste ultime sono decantate da secoli: Plinio il Vecchio ne apprezzava già in epoca romana; Papa Bonifacio VIII intorno al 1300 si recava a Fiuggi per curare i suoi calcoli renali, donde il nome attuale dell’omonima fonte; anche Michelangelo guarì dopo aver bevuto queste acque. L’acqua di Fiuggi viene imbottigliata esclusivamente in vetro per conservarne le proprietà terapeutiche soprattutto di problemi urinari. L’ampia gamma di trattamenti riguardanti la salute e il benessere garantiscono flussi turistici sufficientemente destagionalizzati e potremmo dire che Fiuggi è il centro con la maggiore e migliore capacità ricettiva nel Frusinate.

Il mattino seguente la fase conclusiva del tour ciociaro. Ripartite da Fiuggi, le fiammanti dame erano attese di nuovo a Frosinone alle ore 11.00 circa per dare inizio al gran finale con la rievocazione del “Circuito” che aveva segnato i fasti dell’automobilismo del capoluogo negli anni ’50.

Il Presidente CAMEF Mariano La Pietra durante un momento della premiazione dei finalisti
Il Presidente CAMEF Mariano La Pietra e Rita  Annunziata Colomba (responsabile rapporti stampa e P. R.) durante un momento della premiazione dei finalisti

Tappe intermedie sono state gli scenari naturalistici offerti dagli Altipiani di Arcinazzo e il centro storico di Alatri, dove si è effettuata una sosta. La città presenta una grande triplice cinta di mura megalitiche, con due porte d’ingresso, che costituiscono quelle meglio conservate tra i reperti della pentapoli saturnia. Ampia e ancora oggetto di studio è la simbologia esoterica e numerologica legata alla topografia e agli avanzi archeologici di Alatri: un esempio ulteriore è dato dall’affresco del “Cristo nel labirinto”, di autore ignoto, rinvenuto nell’ex-convento di San Francesco.

Più tardi, dopo quasi due giorni interi di emozioni, si è avuto il culmine del XV Giro della Valle del Liri, là dove tutto era cominciato: a Frosinone abbiamo rivissuto insieme agli equipaggi delle auto d’epoca e ai partecipanti (giovani e meno giovani) lungo le vie cittadine, i tempi della tenzone motociclistica tra Silverio Archilletti e “Bicchierino”. L’eccezionalità dell’occasione, in cui è stato reso disponibile un tratto viario normalmente precluso al traffico, ha rappresentato un momento di coesione sociale e di divertimento condiviso, ampiamente necessario in momenti di crisi economica e di grandi tensioni.

Il team dei CRONOMETRISTI al lavoro nella loro "cabina di comando" dopo le gare.
Il team dei CRONOMETRISTI al lavoro nella loro “cabina di comando” dopo le gare.

Questa convinzione è stata in noi rafforzata dal momento dell’epilogo dell’evento, svoltosi presso l’Hotel del Cesari, dove il CAMEF ha premiato i vincitori con delle riproduzioni in miniatura della “conca”, oggetto tipico della tradizione ciociara. In quest’occasione sono stati anche assegnati il premio “Gerardi”, in ricordo del Cav. Biagio Gerardi, storico imprenditore locale scomparso nell’Aprile scorso, e il premio “Fonte Anticolana”, in memoria del concorrente Fabrizio Brunetti, anche lui recentemente scomparso.

L’edizione appena conclusa del Giro Valle del Liri ha dimostrato, nel solco delle precedenti, come una sapiente organizzazione delle risorse disponibili riesca a coniugare tradizione e innovazione dando nuova linfa al territorio che, come nel caso dei luoghi che vi abbiamo raccontato (che non sono certo un esempio isolato in Italia), può avere molto da dire e da dare in una prospettiva di rinascita futura.

Qui vi mostriamo qualche foto del Giro Valle del Liri ma presto pubblicheremo un’altra Gallery con tutti i partecipanti!

Seguiteci e a presto!

XV Giro Valle del Liri 2016

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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