La storia di Pompei arriva all’Ermitage di San Pietroburgo

La storia di Pompei arriva all’Ermitage di San Pietroburgo

SAN PIETROBURGO – Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei è la mostra che, giovedì 18 aprile 2019, inaugura al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, promossa dal grande Museo sulla Neva in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il Parco Archeologico di Pompei.

La storia di Pompei, e i suoi resti archeologici, viaggiano dall’Italia alla Russia, in occasione di una rassegna espositiva che aprirà al pubblico dal 18 aprile al 23 giugno 2019, in linea con il protocollo di cooperazione e sostegno siglato nel 2017 tra le due Istituzioni campane e il complesso museale russo. In seno alla mostra Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei saranno esposte quasi 200 opere. Affreschi, statue, mosaici e oggetti di uso comune, selezionati nelle straordinarie collezioni dei due siti, ricostruiranno la cultura e la vita quotidiana dell’antica città di Pompei, fino ai fatti luttuosi che ne provocarono la tragica distruzione, pur preservando capolavori artistici che sono lasciti, testimonianze preziosissime. L’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., causò la fine di Pompei, il suo disfacimento, cristallizzando scene di vita consuete, attività abituali, fatti e accadimenti fissati nel tempo, a imperitura memoria, al momento della deflagrazione.

La mostra Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei, allestita nella grande sala del Manege del Piccolo Ermitage, si articola in sezioni tematiche. Il Piccolo Ermitage – Petit Ermitage – è uno dei cinque palazzi che compongono la struttura del grande Museo sulla Neva. Fu aggiunto tra il 1764 e il 1775, per volontà di Caterina II, che ne fece il suo rifugio dal tramestio di corte e l’approdo delle opere d’arte che era solita acquistare nei mercati europei quando viaggiava.

Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei è organizzata all’Ermitage dal Dipartimento di Antichità Classiche, guidato dalla Dott.ssa Anna Trofimova. La mostra è curata, per la parte italiana, da Paola Rubino De Ritis, Valeria Sanpaolo e Luana Toniolo, con la direzione scientifica di Paolo Giulierini direttore del MANN e Massimo Osanna Professore ordinario presso l’ Università degli Studi di Napoli Federico II e Alfonsina Russo, Direttrice ad Interim del Parco Archeologico di Pompei; per il Museo Ermitage è curata dalla stessa Dott.ssa Anna Trofimova e Andrey Zuznecov. L’esposizione si avvale del supporto organizzativo di Villaggio Globale International, della collaborazione di Ermitage Italia, dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo, ed è accompagnata nel nostro Paese da catalogo Electa, con contributi di Luigi Gallo, Massimo Osanna, Federica Rossi, Valeria Sanpaolo, Luana Toniolo e Anna Trofimova. Lavazza è partner del Museo Statale Ermitage dal 2016 e non ha mai mancato di esprimersi a favore della promozione artistica e culturale a livello internazionale.

Pompei
26. Vittoria/Nike
Torre Annunziata, Villa di Poppea
marmo, cm 175 x 64
Pompei, Parco Archeologico

Gli Dei e gli Eroi non sono solo quelli presenti nei decori e nelle opere di edifici pubblici come l’imponente Erma di Mercurio dal Tempio di Apollo o il Busto di Giove dal Capitolium, dedicato a Giove, Giunone e Minerva entrambi in prestito dal MANN ma anche e soprattutto all’interno della mura domestiche, nei Larari, nelle cucine e negli Atri. Gli affreschi con Zeus in trono dalla Casa dei Dioscuri e Achille e Briseide dalla Casa del Poeta Tragico (MANN); il Dioniso e Arianna e Alessandro e Rossane dalla Casa del Bracciale d’Oro; Eracle e Deianira e Giunone ed Ebe dalle ville di Stabia del Parco Archeologico di Pompei; l’eccezionale tarsia in marmo con Scena dionisiaca riemersa dalla Casa dei Capitelli colorati; le statue provenienti dalla Villa A di Oplontis la piccola e raffinata Venere realizzata verso la fine del I secolo a. C., che ancora conserva labili tracce di colore, o la statua di Nike cui si aggiungo, in mostra, i rilievi neoattici inseriti a Pompei lungo le pareti delle abitazioni. La sezione della rassegna dedicata agli Uomini è invece ricca delle rappresentazioni scultoree e pittoriche delle elites cittadine.

Pompei
60. Cassaforte
Pompei
ferro e bronzo
Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Crateri in bronzo, suppellettili in vetro e ceramica, pentole e padelle – per citare solo alcuni degli oggetti in uso nell’antica città di Pompei – sono stati selezionati per la mostra di San Pietroburgo e suddivisi per tipologia e materiali, allo scopo di ricostruire le attività commerciali, artigianali, educative e quotidiane di un intero popolo: un braciere dalla terme Stabiane ormai in disuso; uno scaldaliquidi in bronzo dalla Villa di Arianna di Stabia, con rubinetto a testa di leone e tre cigni ad ali spiegate sul bordo del fornello; alti candelabri per illuminare i triclini o un cratere come quello di Giulio Polibio ageminato con effetti policromi; la bellissima cassaforte in ferro e bronzo con complessi e ingegneristici sistemi di chiusura, posta solitamente nell’atrio, lì dove il padrone di casa presentava se stesso. Il rilievo del capomastro (structor) Diogenes mostrerà gli strumenti utilizzati per le attività edili e i 4 affreschi dai praedia, della ricca pompeiana Giulia Felice, illustreranno i fatti del foro in una giornata di mercato (le nundinae): Vendita di vasellame, Vendita di tessuti, Lettura di editto, Punizione dello scolaro.

Pompei
87. Vaso blu
Pompei, Tomba della Necropoli di Porta Ercolano
vetro cammeo, cm 32
Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Quindi, da Napoli, oggetti di grande raffinatezza e prestiti eccezionali come l’assoluto unicum del Vaso blu, capolavoro in vetro blu e cammeo che costituisce una delle opere iconiche del MANN, e le astre in vetro cammeo di Arianna e Dioniso e Arianna dal Parco Archeologico di Pompei.

Teatro e giochi gladiatori sono un altro tema caro alla cultura pompeiana e, dunque, al percorso espositivo Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei che, tra qualche giorno, prenderà le mosse nelle sale del Piccolo Ermitage di San Pietroburgo. “Ricchi arredi in marmo per i giardini delle case pompeiane recanti a rilievo raffigurazioni teatrali, le matrici in gesso delle maschere scelte per l’occasione, affreschi, elmi e cnemides in bronzo, decorati con scene mitologiche che raccontano a loro volta di Dei ed Eroi – riaffiorati dalle ceneri del tempo – ricorderanno ai visitatori dell’Ermitage l’importanza e la diffusione nel mondo romano dei giochi gladiatori, tanto amati dal popolo, e faranno sognare le meraviglie conservate in Italia nelle due prestigiose sedi campane” si legge nel comunicato stampa.

Con Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei si stringe ulteriormente il sodalizio artistico tra San Pietroburgo e Napoli già realizzato grazie alla mostra Canova e l’antico, in corso al MANN fino al 30 giugno, per allestire la quale molti prestigiosi prestiti dei marmi canoviani sono giunti all’Archeologico dal Museo sulla Neva, diretto da Michail Piotrovskij.

IMMAGINE IN HOMEPAGE: Marte e Venere. Pompei, Casa delle Nozze di Ercole, affresco, cm 99 x 90. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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