L’emozione di vedere Papa Francesco nella Grande Moschea

L’emozione di vedere Papa Francesco nella Grande Moschea

ABU DHABI – Visitai qualche anno fa la Grande Moschea dello sceicco Zayed, ma ora vedendo Papa Francesco nella Moschea più grande degli Emirati, ho rivissuto tutta l’emozione di quel viaggio.

Vedere le foto, i video, i filmati in televisione di Papa Francesco nella moschea di Abu Dhabi mi ha fortemente impressionato facendo riaffiorare ricordi che erano semplicemente assopiti.
Il viaggio che feci negli Emirati Arabi qualche anno fa, fu uno dei viaggi più belli che abbia mai intrapreso nella mia vita, ma della moschea ho davvero un ricordo particolare.
La magnificenza, l’immensità, lo sfarzo, l’artifizio architettonico che si dispiega ai nostri occhi in un gioco di cromia ben dosato la rendono unica.
Ma prima ancora dell’esplosione del colore negli interni, ricordo quanto tutto fosse amplificato dal riflesso della luce del sole.
Il bianco, anzi il bianco e oro, così come il bianco e il giallo, (anche colori del Vaticano!) erano il trait d’union che illuminava il percorso.
La luce pervadeva ovunque. I marmi bianchi (il marmo utilizzato per la costruzione è Italiano) amplificavano i riflessi dell’acqua che circonda, in un gioco di fontane, tutta la Grande Moschea dello sceicco Zayed.

Era accecante il candore del bianco, il giallo dell’oro, e tutto brillava nei miei occhi sotto il riflesso del caldo sole degli Emirati.
Poi l’azzurro intenso del cielo e dell’acqua facevano da cornice alle maioliche, ai cristalli, ai dipinti e ai ricami degli arazzi che ti accoglievano all’interno in un esplosione di colori dove che il blu imperava.

Credo di esser stata quasi in trance nel varcare la soglia della Grande Moschea, e immagino quale sussulto emozionale abbia provocato questo incontro di culture, religioni e personalità così diverse in un luogo cosi abbagliante.

Non può che esser scontata una crisi mistica al cospetto di tanta bellezza!

Avrei voluto esserci.
Vi mostro le mie foto scattate al tempo perché è un viaggio che va fatto.
Ma partite da qui, ed iniziate a immaginarlo.

Abu Dhabi: Grande Moschea dello sceicco Zayed

Alcune curiosità:

La Gran Moschea dello Sceicco Zayed è nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, ed è il luogo di culto più importante del paese. E’ sostanzialmente in stile moresco, mentre i minareti sono in stile arabo classico. Ma la cosa più importante da sapere è che è stata realizzata dall’impresa italiana Impregilo!

Così come la maggior parte dei marmi usati che sono l’Acquabianca e il Bianco marmo Altoatesino di Lasa, mentre il Bianco orientale e il Verde Ming provengono dalla Cina.

Grande Moschea
la Grande Moschea è fronteggiata da portici e colonne che si riflettono in specchi d’acqua. Immaginatela di notte!

Io l’ho visitata di giorno ma, un’altra curiosità, è come cambia la Grande Moschea di notte. L’edificio è fronteggiato da portici e colonne che si riflettono in specchi d’acqua. Qui i portici, che circondano la moschea, grazie ad un sistema di illuminazione di notte fanno diventare colorate le colonne in base alle fasi lunari. Infatti la rifrazione della luce crea un fascio di luce sulle pareti esterne donando un’atmosfera più luminosa o più scura a seconda della posizione della luna.

Il progetto e la costruzione della Gran Moschea dello Sceicco Zayed aveva l‘intento di “unire il mondo, impiegando artigiani e materiali provenienti da molti paesi, tra cui Cina, Germania, India, Iran, Italia, Macedonia, Malesia, Marocco, Nuova Zelanda, Pakistan, Regno Unito, Turchia, oltre che dagli stessi Emirati Arabi Uniti, e anche per questo credo che sia astata scelta come luogo per la storica visita di Papa Francesco.

La visita di Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti, terminata qualche giorno fa, ha rappresentato senza dubbio qualcosa di storico, non solo per l’entusiasmo e la vicinanza manifestati dai fedeli cristiani, ma anche per la disponibilità al dialogo con i musulmani, per la maggioranza determinati ad evitare contrasti. Il Pontefice ha avuto la possibilità di celebrare la santa messa mattutina di fronte ai 135 mila spettatori dello stadio Zayed Sports City  ed è stato accolto ad Abu Dhabi dalle principali autorità del paese, dal principe ereditario Mohammed bin Zayed Al Nahyan – figlio del defunto sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, “padre della patria” e primo presidente degli Emirati Arabi Uniti – fino ad arrivare al grande imam di Al Azhar, Al-Tayyeb, che si è espresso così sullo storico incontro: “Con gratitudine per il benvenuto e l’ospitalità calorosi e con l’assicurazione del ricordo nella mia preghiera, invoco su Sua Altezza e su tutto il popolo degli Emirati Arabi Uniti divine benedizioni di pace e di solidarietà fraterna”.

Insomma, una giornata importante sotto molti aspetti, un’altra prova dei progressi degli Emirati Arabi sotto l’aspetto del dialogo e dell’integrazione, una dimostrazione lampante che questo paese non è più così chiuso verso il mondo occidentale, anzi.

Le problematiche maggiori sono purtroppo da ritrovare nella divisione della ricchezza del paese, perché Abu Dhabi e Dubai (le due città più rappresentative) rappresentano sì il paradiso per chi ama (e può permettersi) il lusso sfrenato, ma allontanandoci di qualche passo dagli sfarzosi hotel e dai grattacieli ultramoderni, possiamo scoprire l’altra faccia della medaglia di queste metropoli fatta dei molti lavoratori approdati negli Emirati dall’estero che con duro lavoro rendono questo paese unico nell’efficenza e nella velocità di realizzazione costruttiva.

La visita del Pontefice nella metropoli emira non poteva che toccare anche questi temi. Durante l’omelia della messa allo Zayed Sports City, Papa Francesco ha voluto lanciare un messaggio di vicinanza alle minoranze e alle comunità povere di Abu Dhabi: “Chiedo per voi la grazia di custodire la pace, l’unità, di prendervi cura gli uni degli altri, con quella bella fraternità per cui non ci sono cristiani di prima e di seconda classe” – ha dichiarato il Pontefice. Parlando invece delle Beatitudini, il Papa ha affermato che “in esse vediamo un capovolgimento del pensare comune, secondo cui i beati sono i ricchi, i potenti, quanti hanno successo e sono acclamati dalle folle. Per Gesù invece, i beati sono i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati”.

Messaggi importanti, che magari non cambieranno le cose, ma che mantengono l’attenzione mondiale su uno dei problemi più drammatici di queste aree geografiche.

Con quale compagnia volare per Abu Dhabi? C’era per San Valentino una promozione Alitalia ma io ho volato Etihad.

In ogni caso se volete un pò di info su come organizzarsi, come andare e cosa vedere ad Abu Dhabi leggete qui.

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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