MONDO – La figura del Papa ha sempre ispirato il cinema, da kolossal storici a ritratti intimi, mescolando sacralità, conflitti interiori e dibattiti sul potere. Con la morte di Papa Francesco, film come “The Two Popes”, “Conclave” e “Habemus Papam” tornano a catturare l’attenzione. Lo fanno raccontando Papi reali e immaginari con profondità e fascino.
I Papi nel cinema: un binomio che ha attraversato la storia della settima arte. La figura del Santo Padre ha sempre esercitato una forte attrazione su diversi cineasti italiani e stranieri. Questi hanno raccontato la vita, i pensieri e i conflitti interiori di alcuni dei Papi più importanti della storia. Lo hanno fatto affrontando in modi diversi temi complessi che mettono insieme sacralità e umanità, moralità e potere. La morte di Papa Francesco ha riacceso l’interesse per il racconto cinematografico sul dibattito spirituale e il potere ecclesiastico.
Il film su Papa Francesco
Bergoglio, che nel suo magistero ha fatto spesso riferimento a scene o storie viste sul grande schermo, è narrato al cinema da autori che hanno trovato in lui un soggetto ideale, sia a livello di fiction che documentaristico. Nel film “The Two Popes” del 2019 di Fernando Meirelles, il futuro Papa Francesco (Jonathan Pryce) viene raccontato nell’incontro immaginario con Papa Benedetto XVI (Anthony Hopkins), poco prima delle clamorose dimissioni di quest’ultimo.
Si tratta di un film originale che approfondisce i contrasti tra tradizione e innovazione. Lo fa mettendo insieme eventi reali e di finzione, in cui Papa Francesco emerge come figura di straordinaria umiltà e apertura. A raccontarlo è stato anche Wim Wenders con il film del 2018 “Papa Francesco un uomo di parola”, un film costruito su immagini d’archivio e incontri con persone diverse. Il regista tedesco ha dichiarato di essere stato colpito dal “suo coraggio, l’energia positiva e il senso dell’umorismo“.
I Papi nel cinema
E poi ancora il film di Daniele Luchetti “Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente del 2015, che ripercorre le tappe che hanno portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos Aires, alla guida della Chiesa Cattolica nel 2013. In questi giorni si è tornato a parlare anche di “Habemus Papam”, pellicola di Nanni Moretti del 2011, che alternando il tono grottesco a quello drammatico, racconta il travaglio interiore di un Papa appena eletto che si sente inadeguato e colto da una crisi di panico, rifiuta il ruolo. Tra i film da rivedere c’è anche quello di un altro grande maestro del cinema, Ermanno Olmi.
Il suo “E venne un uomo” del 1965 racconta la storia della vita di papa Giovanni XXIII, conterraneo del regista bergamasco. Protagonista del film è Rod Steiger e poi ci sono alcuni attori non professionisti che interpretano alcune figure caratteristiche della vita giovanile di Roncalli.
E ancora è del 1965 “Il tormento e l’estasi”, film di Carol Reed che rimane uno dei migliori kolossal mai dedicati all’epoca rinascimentale, e racconta il rapporto tempestoso tra Michelangelo Buonarroti e Papa Giulio II, ovvero Charlton Heston e Rex Harrison e i lavori che portano alla creazione della Cappella Sistina, uno dei più grandi capolavori artistici della storia dell’umanità. L’elenco sarebbe ancora lungo, da “Karol – Un uomo diventato Papa” (2005) di Giacomo Battiato che racconta la vita di Karol Wojtyła fino alla sua elezione come Papa Giovanni Paolo II.
Dal passato a oggi: i pontefici sul grande schermo
E ancora “The Shoes of the Fisherman” (1968) di Michael Anderson, film tratto dal romanzo di Morris West, film che narra l’ascesa al papato di un cardinale ucraino, interpretato da Anthony Quinn, liberato da un gulag sovietico. Certo è che dopo la morte di Papa Francesco, l’interesse per i film che raccontano i segreti del Vaticano è esploso. Il recentissimo “Conclave”, film con otto nomination agli Oscar e la vittoria per la miglior sceneggiatura non originale, ha registrato numeri record sulle piattaforme streaming ed è tornato anche nei cinema italiani.
Tratto dal romanzo di Robert Harris, “Conclave” mette in scena le tensioni interne al Collegio dei Cardinali dopo la morte di un Papa progressista. Ralph Fiennes interpreta il cardinale Thomas Lawrence, incaricato di condurre le votazioni in Vaticano. Tra giochi di potere e un segreto sconvolgente, la pellicola intende riflettere sulle divisioni della Chiesa contemporanea con uno sguardo coinvolgente e profondo.




