Via Francigena Collective Project 2016

A Roma la presentazione del Festival Europeo Via Francigena Collective Project 2016

È prevista a Roma per domani, Martedì 31 Maggio, alle ore 10:30 presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita sita in Piazza Venezia, l’inaugurazione della sesta edizione del Festival europeo Via Francigena Collective Project 2016: “Festival dei Cammini”. L’iniziativa, ormai giunta ad un livello di consolidata maturità (quella dello scorso anno si è svolta in concomitanza con EXPO 2015), è promossa dall’Associazione Europea delle Vie Francigene e dall’Associazione Civita, con il patrocinio del MiBACT e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Quest’anno l’evento, della durata di cinque mesi (Maggio-Ottobre 2016), si inserirà pienamente nel contesto giubilare dell’Anno Santo Straordinario (il Giubileo è “cammino” per eccellenza) che si concluderà il 20 Novembre e, soprattutto, dell’Anno nazionale dei Cammini indetto dal MIBACT. Il progetto si focalizza tuttavia su un’ottica sovranazionale volta a promuovere gli eventi che hanno luogo nei territori di 4 Paesi storicamente attraversati dalla Via, ossia, Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia (in riferimento evidente al viaggio testimoniato dall’Arcivescovo Sigerico, il quale nel 990 percorse in 79 giorni un itinerario di 1600 km per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV).

Il Festival non trascura comunque gli eventi che valorizzino anche le altre Vie storiche e religiose, che arrivano a Roma e proseguono verso Gerusalemme. Va sottolineato l’antico elemento religioso all’origine di quelle che oggi sono principalmente delle riscoperte forme di slow tourism: le prime manifestazioni del turismo come lo conosciamo oggi possono presumibilmente essere ricondotte ai pellegrinaggi di epoca alto-medievale, che avevano come mete privilegiate Roma, Gerusalemme e Santiago De Compostela. Non a caso le tre località costituivano gli snodi principali di uno dei più noti percorsi religiosi noti ancora oggi e recentemente riscoperti dal moderno “turismo lento”: la Via Francigena, appunto (la cui più importante testimonianza è proprio il Diario di Sigerico).

Se la quinta edizione dell’iniziativa è già stata una grande conferma per i risultati raggiunti, con la promozione di circa 500 eventi in tutta Europa e con cammini, eventi culturali, identitari, spirituali e innovativi, l’edizione di quest’anno prevede un programma anche più ricco: circa 700 eventi euromediterranei, per lo più centrati sul trekking e le visite guidate (in larga parte ad accesso gratuito), con oltre 300 enti promotori e una forte attenzione sui temi del rispetto della Madre Terra, della spiritualità e del sociale.

La direzione in cui si guarda (è dal 2001 che l’Associazione Europea delle Vie Francigene coordina lo sviluppo e la valorizzazione di un itinerario che attraversando l’italia e l’Europa ripercorre la storia del nostro continente) è dunque, con ogni probabilità, quella di una ridefinizione di un’Europa coesa sulla base dei suoi valori fondanti fatti di storia, fede e natura, in una contemporaneità in cui si cerca disperatamente una di rispondere con buon senso allo stato di preoccupante instabilità geopolitica incombente (rilevante è in tal senso, il contributo, alla base della realizzazione della rassegna, del progetto europeo Europe to Turkey on Foot, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Repubblica di Turchia nell’ambito del Programma Civil Society Dialogue). Il continuo, scellerato vilipendio nei confronti della natura e delle risorse del nostro pianeta (è proprio di questi giorni la notizia che la Polonia ha appena dato il via libera, nel contesto di una caso simile a quello della Xylella pugliese, al triplicare della deforestazione a Bialowieza, ultima millenaria foresta vergine in Europa, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1979 e delicata riserva di un crogiolo antichissimo di biodiversità di flora e fauna), non fanno che aggravare il quadro generale in cui si inquadrano tutti i tentativi di contromisura culturale alla violenza delle armi e dell’economia capitalistica neoliberista.

Il Festival, diretto da Sandro Polci, è realizzato con il contributo di Regione Toscana, Regione Lombardia e Novasol, oltre che con il supporto del già citato progetto europeo frutto della significativa partnership tra Europa  e Turchia. È inoltre prevista la partecipazione di: Unione Nazionale delle Pro Loco italiane; Opera Romana Pellegrinaggi; Federparchi; l’Associazione Borghi Autentici d’Italia; Radio Francigena.

Molti saranno gli ospiti presenti nella giornata di presentazione di domani, in cui verà, fra le altre cose, presentato il film, in prossima distribuzione nelle sale italiane: I volti della Via Francigena, di Fabio Dipinto.

Ci incuriosiscono, inoltre, l’intervento dell’Associazione Tevereterno, i cui rappresentanti parleranno del complesso di opere realizzate lungo il Tevere da William Kentridge e chiamate Triumphs and Laments: A Project for the City of Rome (tema che ha anche ispirato una delle finaliste del recentissimo concorso fotografico Il fiume e l’uomo, tenutosi all’interno dell’iniziativa Mostre Diffuse di Fotografia a Magliano Sabina https://www.mywhere.it/interviste-ai-vincitori-di-mostre-diffuse/) e il progetto, di cui acquisiremo qualche elemento in più domani, che riguarda l’interazione nella mobilità pedonale e sulle ferrovie regionali di FF.SS.

Continueremo a tenervi aggiornati su quest’importante iniziativa “in cammino” con la quale terremo volentieri il passo. State con noi!

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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