Un Americano a Parigi, un’italiana in America

Un Americano a Parigi,  un’italiana in America

ITALIA – Dal debutto all’Europauditorium di Bologna alle altre date italiane, Un Americano a Parigi -Tributo a George Gershwin. Conversazione con Arianna Bergamaschi.

Opera alquanto nota Un Americano a Parigi composta da George Gershwin si ispira al soggiorno parigino dell’autore alla fine della Grande Guerra. Si è detto che in questa composizione virtuosistica risieda tutta l’anima di Gershwin, il celebre assolo di tromba da lui definito “il tema della nostalgia di casa” ne è divenuto l’inconfondibile emblema.  L’autore stesso definisce An American in Paris (questo il titolo originale dell’opera ndr) “la musica più moderna che io abbia mai scritto”. Sicuramente era moderna nel 1928, l’anno in cui vide i natali e a distanza di quasi un secolo continua ad essere tale. Il musical, il teatro musicale nascente americano  per antonomasia, rappresentava poi la forma d’arte forse più apprezzata dal compositore stesso.
Nello specifico però il musical Un Americano a Parigi è liberamente ispirato all’omonimo film di Vincent Minnelli, risultando nella stagione teatrale 2000/2001 campione d’incassi, merito di un cast eccezionale e alla brillante interpretazione di Christian De Sica. La nuova versione ora riproposta si riconduce alla stesura originale con alcuni rimaneggiamenti idonei a dargli quelle caratteristiche tipiche e l’allure del musical d’oltreoceano.
La trama  narra le vicende di Gimmy (Michele Carfora), pittore americano ed ex soldato, che alla fine della guerra decide di vivere nella Parigi degli anni ’50 in cerca di fortuna. Lì vivrà una storia d’amore con Fanny (Arianna Bergamaschi), una commessa di una nota profumeria, a sua volta corteggiata da Jean Marie (Danilo Brugia), celebre chansonnier del Lido. L’unico ostacolo nella storia di Gimmy e Fanny è Patricia (Barbara Terrinoni), una miliardaria non più giovanissima innamorata di Gimmy di cui è anche mecenate.
Nelle sue note di regia, Enzo Sanny dice che “L’intento della mia regia è quello di creare numeri mozzafiato sulle note del grande genio del ventesimo secolo. La colonna sonora sarà un Gershwin jukebox, che ci accompagnerà attraverso la storia, all’ascolto di brani come “I got rhythm”, “The man I love”, “Love is here to stay”, “They can’t take that away from me” e tanti altri.” Sottolinenando come “recitazione, canto e danza attraverseranno soprattutto il senso della sua musica e i protagonisti, con la loro capacità di suscitare profonde emozioni, ci porteranno indietro nel tempo, a quella magica atmosfera tipica della  ville lumière.”

Arianna Bergamaschi nel musical interpreta Fanny e  sottolinea con molta chiarezza come “Un Americano a Parigi sia un tributo e un omaggio a George Gershwin, senza alcuna pretesa di emulare il film”, uno dei cult del XX secolo. Ho modo di scambiare alcune battute con lei proprio a ridosso della prima bolognese.

Arianna che sin da bambina è cresciuta in un ambiente musicale ha iniziato la sua precoce carriera di cantante a 14 anni quando, selezionata tra 2000 ragazzine, è divenuta voce e testimonial ufficiale della Disney  con l’incisione di 4 cd da solista e la partecipazione come ospite fissa ai più importanti programmi tv.
Nel ’98 è arrivata terza a Sanremo giovani con il brano “Ritorna”, nel ’99 quarta sempre al Festival di Sanremo con “ C’è che ti amo”; nel 2000 ha  cantato al Giubileo delle famiglie in P.zza San Pietro in presenza di Giovanni Paolo II e di 350.000 persone in diretta in mondovisione.
Dopo la pubblicazione del cd “Arianna”,  nel 2007 ha prodotto e pubblicato il suo sesto cd “A modo Mio”, nel 2009 diretta dal premio Oscar Ennio Morricone ha inciso il brano inedito “Verso est” composto dallo stesso e colonna sonora di un famoso spot con Richard Gere, ha cantato per ben tre anni alla cena di apertura del Festival del cinema di Venezia e nel dicembre 2011 ha duettato a Roma con Michael Bolton durante il charity gala “Childrens for peace”. Un curriculum intenso il suo che l’ha vista attrice, protagonista di musical, cantante negli USA con 4 concerti con la DSO ( Detroit Simphony orchestra)  dove  aveva partecipato come special guest al tour USA del trio “Il Volo” in 18 date tutte sold out nei più grandi teatri d’America. Duettando con Shaggy e Michael Bolton sulle note di “The Prayer” Arianna è l’unica artista italiana che si è esibita Gala e alla parata del Columbus Day a Ny.
La fine di Settembre 2016 segna addirittura il suo debutto teatrale in USA come protagonista, recitando e cantando in inglese, “ Murder ballad” un musical dato al Detroit Public Theatre ottenendo critiche davvero entusiastiche.

Un Americano a Parigi è una delle più belle colonne sonore, come hai reagito quando ti hanno proposto il ruolo?
Il nostro spettacolo è un tributo a Gershwin (..) sulla falsa riga del film approfittiamo per fare un tributo sia musicale che danzato a Un Americano a Parigi, per me ovviamente è più cantato. Quando mi hanno proposto questo musical ho detto: “che bello, finalmente le musiche con cui sono cresciuta le posso cantare!” Mia madre è un ex cantante e io sin da bambina seguivo Sinatra, la Streisand vedevo i film anni ’40 e ’50 e questa è un po’ la mia cultura musicale. Io non ho dovuto studiare le parole di queste canzoni perché sono cose che conosco da sempre. E sento anche la grande responsabilità perché sono canzoni cantate da Ella Fitzgerald, è chiaro che uno non deve pensarci, altrimenti se dicesse “oddio questo l’ha cantato Fitzgerald!” oppure se pensasse “chissà cosa dirà la gente della mia versione?” sicuramente non aprirebbe bocca. Quando canto questi brani cerco di seguire il testo e quello che dice la canzone senza pensare troppo alla vocalità (…) tutto il resto viene da sé, soprattutto se sei già un cantante. Però io cerco di fare la mia versione di queste canzoni. Senza entrare troppo nel jazz né quantomeno nel classico troppo lineare, le sporco un po’ ma cerco di fare la mia versione.

D’accordo fare la tua versione ma c’è sempre uno spartito dietro. Fino a che punto è importante  la carta stampata?
È  importante ma siccome  queste musiche sono state scritte molto tempo fa e di queste ne sono state fatte parecchie versioni che già conoscevo, uno chiaramente le deve cantare come un cantante del nostro tempo. Non si può più pensare di cantare come avrebbe cantato Fred Astaire (…) quindi visto anche il mio animo pop, cerco di cantare delle melodie meravigliose però in modo attuale.

Nel ruolo attoriale invece, come ti ci sei calata?
Allora, visto che ci ispiriamo a tratti All’Americano a Parigi e la storia non è proprio la stessa, anche il carattere della protagonista lo riprendo, ma siccome il testo è un po’ diverso  non mi sono calata completamente nel ruolo  così come è  presentato nel film: la recitazione le battute non sono le stesse del film, perché c’è molta più musica che recitazione (nel musical ndr).

La parte che ti piace di più dello spettacolo?
C’è una canzone non esattamente presente nel film che è “Someone to watch over me” anche se nel c’è L’Americano (a Parigi ndr) c’è solo la parte musicale e non cantata (in realtà il brano scritto da George Gershwin con il testo di Ira Gershwin nel 1926 era inserito nel musical  Oh, Kay ndr) che io ho voluto cantare ed è una delle mie canzoni preferite. Poi c’è il duetto con Michele  Carfora  “Embraceable You” (…)
Sono molto contenta di lavorare con questo cast, ho fatto la scoperta di colleghi  interessanti, diversi tra loro ma ognuno con una specificità da Michele Carfora a Danilo Brugia e a Barbara Terrinoni. Per trovare un equilibrio, in tutte le compagnie, è bene che ci siano artisti di diversa formazione: c’è il comico, c’è l’attore, il cantante e poi con noi c’è Jean Michel Danquin un artista con una grande energia, ci sono ballerini molto giovani ma che hanno tanta voglia di fare, sì questa è davvero una bella Compagnia!

INFO: attraverso il sito www.teatroeuropa.it –  info@teatroeuropa.it

Tel. 051.372540 –  051.6375199  –

E se ve lo perdete a Bologna questo weekend la tournée seguirà in queste date nelle altre città:

Teatro Michelangelo a Modena:
sabato 4 febbraio 2017 – ore 21.00
domenica 5 febbraio 2017 – ore 16.00
 
Teatro Verdi Montecatini
venerdì 17 febbraio 2017
 
dal 9 al 19 marzo al Teatro Nuovo a Milano

un americano a parigi/ enzo sammy

 

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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