Dal Dolore alla Felicità – la scelta di trasformare le ferite

ITALIA – A Napoli a la Feltrinelli Piazza dei Martiri il 17 gennaio Carla Greco arriva in libreria con un’opera che racconta la capacità di trasformare il veleno in medicina, attraverso gli strumenti dell’accettazione, del coraggio, e della compassione. Presenterà Dal Dolore alla Felicità – la scelta di trasformare le ferite. Edizione Le Due Torri.

La parola coraggio viene dal latino “coraticum” o anche “cor habeo”, aggettivo derivante dalla parola composta cor cordis, cuore e dal verbo habere, avere: ho cuore. Agire con coraggio vuol dire, letteralmente, agire col cuore. Mettere il cuore in ogni azione, in ogni gesto, in ogni scelta. Il coraggio come antidoto alla paura, la stessa che può risultare salvifica, quando ci allerta, tenendoci lontani da pericoli e minacce oggettive, o che dovrebbe, invece, essere letta come si leggono i segnali stradali: un’indicazione precisa, lungo la rotta della vita, capace di orientare i nostri passi nella direzione da seguire e che pure ci ostiniamo a non vedere. Tenta di ricordarci questo, Carla, illuminandoci alla consapevolezza che nell’ostacolo può celarsi un’occasione irripetibile, un’opportunità di crescita da indagare per diventare il meglio di ciò che siamo chiamati ad essere. Riconoscerla ed accoglierla sono azioni di conversione per mezzo delle quali il dolore muta in felicità.

Da questo presupposto muove la sua opera, dalla capacità di convertire le difficoltà, le ferite, in nuove e più fruttuose possibilità. L’accettazione è forse l’argomento a cui dedica più pagine, con una partecipazione di spirito e di penna che al lettore arriva tutta, come la freccia di un arciere quando centra il suo bersaglio. “Stai dalla tua parte” scrive Carla, fai il tifo per te. Usa la trivella della consapevolezza per bucare i livelli di coscienza più superficiali, viaggia dentro quello che sei, nel doppiofondo sconosciuto dell’anima, che merita di essere scoperchiato, senza il timore di ciò che potresti trovare e che potrebbe non piacerti: vedrai tanta luce e tanto buio, questo sì, poiché l’una non potrebbe e non saprebbe esistere senza l’altro. Rintraccerai, esplorandoti, cose belle e meno belle, potenzialità enormi e limiti oggettivi, gli stessi che devi imparare ad accogliere, perdonandoti, senza che l’accettazione diventi strumento di remissione, di adeguamento passivo ai fatti della vita, ma un’azione proattiva e produttiva, calata nella realtà, nella verità. Perché tu vai bene così come sei. E se è vero che ciascuno di noi può migliorare, lavorando efficacemente su se stesso, è altrettanto vero che imparare a perdonarsi per gli errori che riteniamo imperdonabili, per quelle imperfezioni che rifuggiamo fingendo che non ci appartengono, perché smantellano l’immagine meravigliosa e inattaccabile che abbiano di noi stessi, è il primo passo, probabilmente il più importante, per assurgere a un piano di onestà che ci permetta di vivere la nostra vita con pienezza di azioni e di intenzioni, rispettando e rispondendo alle nostre aspettative interne, ai nostri bisogni, anche a costo di tradire quelli degli altri. Dei genitori, ad esempio, del proprio compagno, persino dei figli. Carla lo chiama “il buon tradimento”, perché smettere di combattere per assomigliare all’idea che gli altri hanno di noi, e lavorare, invece, per essere semplicemente noi stessi, è il migliore viatico alla felicità, la strada necessaria per essere amati così come siamo. Così come siamo. 

In più di un punto, l’autrice spiega come le esperienze che viviamo, persino le più dolorose, siano state scelte, ad un livello intimo, spirituale, dalla nostra anima, consapevole che quella esperienza le fosse necessaria per evolvere, per passare al livello successivo del gioco della vita, se vogliamo pensarlo come un gioco a livelli. A questo proposito, Carla ha vissuto l’esperienza forte del coma, decidendo di interpretarlo come una “pausa”, dal tempo, dallo spazio, dalla sua vecchia sé. Una sospensione al termine della quale nasce per la seconda volta, si ridesta ad una consapevolezza più sincera e comincia a plasmare la sua intera esistenza dandole la forma che aveva sempre sognato e che mai, prima di quel momento, aveva osato tentare davvero.

Sfido chiunque a non ritrovare un po’ di sé in questa sensazione, nell’impressione di stare vivendo la vita di un altro, o almeno una vita molto diversa da quella che avremmo voluto per noi stessi, proiettando le responsabilità di quanto ci accade fuori di noi, in eventi e accadimenti esterni, ignari del fatto che tutto, ogni cosa, dipende da noi. Solo da noi. Questo ci dà un enorme potere. Il potere del cambiamento, bellissimo e spaventoso.

felicità
Carla Greco

“Dal dolore alla felicità: un viaggio forte, lungo. Magari lungo quanto la vita. Ma comunque un viaggio possibile. Le ferite, in realtà, sono un enorme bacino di stimoli e risposte. Bastano i primi passi per accorgersi che la felicità è proprio lì, da qualche parte dentro di noi. Questo non significa che sia facile. Significa, però, che quel dolore è il punto di partenza, una sorta di stazione necessaria. Il dolore c’è, è inevitabile. Fa parte della vita. Ma siamo noi a permettergli di possederci. Siamo noi che ci identifichiamo con la nostra sofferenza, con la situazione che ci fa stare male, con quello che non ci piace e ci turba, con le esperienze brutte e quello che di difficile abbiamo conosciuto. Ci sfugge che siamo alla stazione e possiamo prendere un treno. A me è sfuggito per tanto tempo. Poi ce l’ho fatta. Ce l’ho fatta a partire. Ho iniziato lentamente, prendendo consapevolezza di me, della mia esistenza, di quella parola grossa che è ‘felicità’. Ho capito che la strada da compiere era mia. Che la scelta da fare era mia. Che dovevo finalmente accogliermi, accettarmi e accettare. L’accettazione è un processo complesso, profondo e strabiliante e invece ci siamo abituati a crederla una resa, una sopportazione. No, l’accettazione contiene in sé l’azione, il moto verso la liberazione, verso la serenità. Scoprirsi davvero umani e imparare ad accettare il bene e il male è l’unico modo per incamminarsi verso la felicità. L’accettazione insomma è già un salto in avanti. Riappacifica con sé stessi e con la vita” scrive l’autrice.

E io penso che abbia assolutamente ragione.

dal dolore alla felicità

NOTE BIOGRAFICHE 

Carla Greco è una Formatrice ad approccio Psicofisico Integrato, dove la novità del lavoro consiste nell’integrare insegnamenti contemplativi orientali e psicologia occidentale.
Conduce seminari sull’Accettazione di sé e della vita, come Abilità fondamentali per il benessere dell’individuo.

CALENDARIO PRESENTAZIONI “DAL DOLORE ALLA FELICITA’ – LA SCELTA DI TRASFORMARE LE FERITE”

17 gennaio, ore 18.00, La Feltrinelli Piazza dei Martiri – Napoli

9 febbraio, ore 18.00, Libreria Raffaello – via Michele Kerbaker 35, Vomero (NA)

25 febbraio, ore 18.00, Festival dell’Oriente – Bologna

24 marzo, ore 16.00, Festival dell’Oriente – Torino

dal dolore alla felicità

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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