RESET: dall’Opéra al grande schermo, la storia di una creazione

RESET: dall’Opéra al grande schermo, la storia di una creazione

BOLOGNA – Dopo il successo ottenuto in Sala Biografilm, oggi e lunedì 19 febbraio avrete ancora la possibilità di assistere alla proiezione di RESET – Storia di una creazione, un brillante docufilm, diretto da Thierry Demaizière e Alban Teurlai, che ripercorre sullo schermo le tappe che separano Bejamin Millepied, insieme ai suoi danzatori e a tutto lo staff dell’Opéra di Parigi, dalla messa in scena di una Prima mondiale.

1 RESET - Storia di una creazione

16 ballerini coinvolti in 39 giorni di prove per creare una coreografia di 33 minuti: è questa la sfida che Benjamin Millepied, ballerino e coreografo conosciuto in tutto il mondo e direttore del balletto dell’autorevole istituzione francese dal 2014 al 2016, deve accettare e riuscire a vincere.

Si sta per andare in scena quando ad un tratto…RESET, il nastro si riavvolge e una serie di fotogrammi riportano indietro lo spettatore immergendolo nel liquido amniotico di Clear, loud, bright, forward, la coreografia–manifesto di piccole e grandi rivoluzioni.

2 RESET - Storia di una creazione

Benjamin Millepied, ex primo ballerino del New York City Ballet, coreografo del LA Dance Project, è nella pellicola, dal 1 novembre 2014, il nuovo direttore di danza dell’Opéra National de Paris, dopo Brigitte Lefèvre. Nato a Bordeaux, trascorse parte della sua infanzia in Senegal appassionandosi all’arte coreutica grazie ad un’insegnante di danza africana, sua madre. Cosmopolita, aperto, innovatore e in un certo senso ribelle, l’artista, giunto a Parigi, cerca di opporsi con il suo operato al rigore accademico tentando di scardinare i rigidi formalismi, gli approcci senz’anima e i detestabili cliché oramai fortemente radicati nel tempio della rappresentazione dal vivo della Ville Lumière. Millepied rivoluziona gli spazi e instaura un rapporto di fiducia con i suoi ballerini per preservarne la loro salute, sovverte i piani di una solida gerarchia imponendo con naturalezza il suo stile e il suo pensiero aperto alle differenze di razza, tecnica e carattere di ogni suo allievo. L’arte dev’essere in grado di fornire ai suoi interlocutori esempi da seguire, modelli liberi di esprimersi nella loro diversità, dimostra il neo-direttore facendo per la prima volta ricoprire, nel classico La fille mal gardée, il ruolo principale ad una ballerina meticcia, Letizia Galloni, e valorizzando le qualità di ogni singolo ballerino in Clear, loud, bright, forward.

Benjamin Millepied
Benjamin Millepied

In tutto il lungometraggio si respira a pieni polmoni, nonostante a percepirsi sia anche la paura di non farcela per il tempo che stringe. Millepied e il suo staff non si chiude davanti all’occhio della telecamera che in silenzio “ruba” l’essenza di una vera e propria creazione per poi farcene dono. Giunta a compimento la traccia del giovane compositore americano Nico Muhly su cui si dovrà realizzare lo spettacolo, il coreografo – demiurgo dà inizio al suo lavoro abbozzando, isolato da un paio di cuffie, movimenti nel pomposo foyer e annotando la sequenza dei passi su un petit cahier.

3 RESET - Storia di una creazione

“Non siate intermittenti”,  dice il maestro ai ballerini, “Siate costantemente ricettivi a livello emozionale”. Una sterminata bellezza, sensualità ed eleganza viene sprigionata da RESET – Storia di una creazione, dalle parole e dai gesti dei suoi protagonisti rapiti da una missione importante. Oltre al forte impatto visivo dell’armonia dei corpi che ballano, della scenografia che lentamente prende vita, dell’eleganza dei costumi di Iris van Herpen e dei meravigliosi spazi dell’immenso Palais Garnier vissuti e attraversati, a non mancare è il coinvolgimento della sfera acustica: i rumori del legno, delle punte e dello sforzo fisico insieme alle note della colonna sonora di Pierre Aviat avvicinano ulteriormente il pubblco alla realtà dei protagonisti. La visione del docufilm è un viaggio che lascia percorre ai partecipanti diverse strade che si aprono dietro le quinte, nelle sale prove, negli uffici, nelle parole, nei pensieri, nella musica, nell’immaginazione del vitale coreografo fino ad arrivare sul palcoscenico della sera del debutto. Clear, loud, bright, forward sarà infine un successo riflesso nella commozione del volto di Benjamin Millepied, visibilmente segnato dal duro lavoro, dalla soddisfazione degli interpreti in scena, dall’espressione felice di Virginia, l’assistente tutto fare del neo-direttore, e dal vigoroso scroscio di applausi in uno dei teatri più famosi del mondo. Allo scorrere dei titoli di coda si vorrebbe restare in sala per assistere ancora una volta alla nascita di una creazione.

4 RESET - Storia di una creazione

RESET – Storia di una creazione è distribuito da I Wonder Pictures, nell’ambito delle I Wonder Stories, e sarà ancora visibile a Bologna al cinema Medica Palace, nell’ambito di Pop Up Cinema Palace, domenica 18 febbraio (ore 10.30), e lunedì 19 febbraio (ore 19.30).

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Elisabetta Severino

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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