Notre-Dame a Parigi riapre le porte al mondo

Notre-Dame a Parigi riapre le porte al mondo

PARIGI – La Cattedrale di Notre-Dame è stata riaperta, lo scorso 8 dicembre, con una cerimonia solenne. Sono trascorsi cinque anni di intensi restauri seguiti al devastante incendio del 2019. Alla cerimonia hanno partecipato leader mondiali come Macron, Trump e Zelensky, sottolineando il significato universale di questo simbolo di cultura e fede. Il restauro, costato 700 milioni di euro, ha coinvolto migliaia di artigiani, culminando nella riapertura al pubblico e nell’esposizione del presepe napoletano dei fratelli Sinno.

Notre-Dame, la cattedrale cinque anni dopo il devastante incendio del 2019, ha riaperta sabato scorso con una solenne ed emozionante cerimonia. Tutto alla presenza di oltre 40 capi di Stato e di governo. L’8 dicembre la Cattedrale ha ospitato la sua prima Messa e la seconda è stata aperta anche al pubblico. Ci sono voluti 5 anni di un complesso lavoro di restauro per restituire a Parigi e al mondo intero lo splendore di questo edificio. Il presidente francese Macron, insieme alla premiere dame Brigitte, nonostante la complicata crisi istituzionale attraversata dal paese, ha accolto circa 1500 ospiti, tra autorità francesi, capi di Stato, personalità religiose.

Cerimonia riapertura Cattedrale di Notre-Dam, Parigi, foto presa dal profilo Instagram @notredameparis

Le personalità di spicco presenti alla riapertura

Nella capitale francese sono arrivati, tra gli altri, il presidente eletto degli Usa Donald Trump, l’attuale First Lady Jill Biden, il principe britannico William, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che fu il primo leader straniero a visitare la cattedrale ancora coperta dalle macerie dell’incendio, la premier Giorgia Meloni, il presidente ucraino Zelensky, che si è presentato con il suo consueto abbigliamento ‘militare’ e a cui il pubblico ha riservato una standing ovation. Presente anche Elon Musk, scelto da Trump per il suo neonato “Dipartimento per l’efficienza del governo”. Assente Papa Francesco che ha inviato un messaggio, chiedendo che la rinascita di Notre-Dame “costituisca un segno profetico di rinnovamento della Chiesa in Francia“.

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Cerimonia riapertura Cattedrale di Notre-Dam, Parigi, foto presa dal profilo Instagram @notredameparis

La Cattedrale ha riaperto ufficialmente per mano dell’arcivescovo di Parigi monsignor Laurent Ulrich, che, come prevede il rito, ha bussato alle porte solennemente tre volte con la croce, per poi varcare la soglia mentre i cantori di Notre Dame hanno pronunciato il Salmo 121 della Bibbia. Un grande applauso ha quindi accolto l’ingresso del presidente francese, che nel suo discorso di apertura ha espresso tutta la “gratitudine della Francia a quanti hanno salvato e ricostruito Notre-Dame“. Dopo cinque anni le campane della cattedrale, realizzata tra il Dodicesimo e il Quattordicesimo secolo, hanno iniziato di nuovo a suonare.

Notre-Dame: dall’incendio ad oggi

Era il 15 aprile del 2019 quando le televisioni di tutto il mondo trasmettevano le immagini scioccanti del rogo, scoppiato probabilmente per un cortocircuito. Un disastro che provocò la totale distruzione del tetto e il crollo di alcune volte sottostanti. Il lavoro incessante di 400 vigili del fuoco riuscì a mettere in salvo la struttura portante e gran parte delle opere d’arte presenti nella cattedrale. Il costo della ristrutturazione è stato di 700 milioni di euro, a fronte di 846 raccolti da donazioni di privati, tra cui le più ricche famiglie francesi.

Cerimonia riapertura Cattedrale di Notre-Dam, Parigi, foto presa dal profilo Instagram @notredameparis

Al cantiere hanno partecipato 2.000 persone tra artigiani del legno, del metallo e della pietra, campanisti, doratori, scultori e architetti. “Eravate gli alchimisti del sito e avete trasformato il carbone in arte“, ha dichiarato Macron che è riuscito a cogliere nella riapertura della cattedrale un’occasione unica per mediare i colloqui tra Zelensky e Donald Trump. Venerdi’ prossimo, nel pomeriggio, fara’ il suo ritorno in chiesa la storica corona di spine di Notre-Dame. Ma c’è un motivo di orgoglio in più per l’Italia in questo evento mondiale: l’esposizione del presepe napoletano dei fratelli Sinno. In stile ‘700, con oltre 100 pezzi fra pastori e animali, si tratta di un’opera di grande valore artistico e culturale, un’importante riconoscimento internazionale alla maestria degli artigiani partenopei. 

 

Alex D'Alessandro

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