Castello Estense, una delle Delizie e dimore dei Duchi d’Este nel Delta del Po

Castello Estense, una delle Delizie e dimore dei Duchi d’Este nel Delta del Po

FERRARA- Le residenze dei Duchi d’Este nel Delta del Po illustrano il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale. Noi abbiamo visitato il Castello Estense di Ferrara, città del Rinascimento e delle biciclette. Si tratta di un luogo incantevole che richiama alla mente, oltre alla grandezza del casato, storie leggendarie di amori e tradimenti. 

Sto ancora vivendo la magia del maestoso simbolo di Ferrara con le quattro torri circondate dal verde fossato, i rossi mattoni di cotto, le eleganti balaustre bianche, la terrazza degli aranci e le sale per il diletto di corte. Oltre a visitare l’incantevole Castello Estense, ho potuto ammirare anche la mostra fotografica di Art Kane “Oltre il reale” al piano superiore.

Parte del fossato del Castello Estense
Parte del fossato del Castello Estense. Foto: Marta Cardini

Conosciuta anche come Castello di San Michele, la fortezza si erge maestosa nel cuore della città, simbolo indiscusso del potere della famiglia Este e testimone di oltre sette secoli di storia. L’imponente struttura, circondata dal suo caratteristico fossato colmo d’acqua, rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura castellana del Rinascimento italiano. Mi ha subito affascinato.

Il Cortile d’Onore

Entrando, si salgono dei gradini e, dopo un ponticello e corridoio, si entra nel Cortile d’Onore, un elegante spazio rinascimentale circondato da un porticato con colonne in marmo. Qui si possono ammirare un pozzo e le scale cinquecentesche che conducono ai piani superiori.

La riproduzione del Castello al suo interno
La riproduzione del Castello al suo interno. Foto: m.c.

Castello Estense: Le sale

Camminando per i corridoi del Castello, ci si sente un po’ come una dama del Rinascimento. Si ha poi  l’impressione che ogni sala, ogni corridoio racconti una storia diversa della vita di corte e del potere degli Este. Si possono ammirare soffitti meravigliosi, con tanto di specchi che ne risaltano la bellezza. Si possono visitare gli appartamenti ducali, con le sale impreziosite da affreschi rinascimentali e soffitti lignei finemente decorati. Di particolare interesse è la Sala dell’Aurora, con il suo ciclo pittorico dedicato alle ore del giorno, e la Camera delle Duchesse, dove si possono ammirare splendidi affreschi che celebrano la vita di corte.

Nei saloni del piano nobile, a seguito del sisma del 2012, sono state al momento effettuate applicazioni di carta giapponese sugli affreschi per tamponare le fessurazioni e i sollevamenti della pellicola pittorica che si sono prodotti sulle superfici decorate.

Uno dei soffitti all'interno della Delizia Estense
Uno dei soffitti all’interno della Delizia Estense. Foto: m.c.

La Loggia degli Aranci

Quando si esce nella terrazza o Loggia degli Aranci, un tempo giardino pensile dove venivano coltivati agrumi rari, si può godere di una vista mozzafiato sulla città. Da qui di vede Piazza Savonarola, si intravede la Cattedrale e uno scorcio su altri palazzi e torri rinascimentali. Questa terrazza era utilizzata dalla corte per i momenti di svago e dà un senso di meraviglia.

La vista dalla Loggia degli Aranci
La vista dalla Loggia degli Aranci. Foto: m.c.

Le prigioni

Mentre nel sotterraneo del castello si trovano le antiche prigioni, tra cui la famosa cella dove fu rinchiusa Parisina Malatesta, giovane moglie di Nicolò III d’Este, condannata a morte insieme all’amante Ugo, figlio illegittimo dello stesso Nicolò.

La prigione di Don Giulio

Al piano terra del castello, poco dopo aver imboccato uno stretto corridoio si trova, a sinistra, la porta bassa e profonda che conduce a questo ambiente, un tempo destinato a cella e, forse, anche a sala di tortura. In questa cella fu rinchiuso per lunghi anni Giulio d’Este, fratello naturale di Alfonso I e protagonista di una celebre quanto sfortunata vicenda. Giulio e il cardinale Ippolito, fratelli di Alfonso I, erano divisi da rancori. Entrambi si innamorarono della stessa damigella, Angela Borgia, cugina della duchessa Lucrezia. La graziosa fanciulla accordava le sue preferenze a Giulio. Nelle campagne presso la delizia di Belriguardo i due fratelli si incontrarono. Giulio era solo e nulla poté fare quando il cardinale ordinò ai suoi servi di ucciderlo.

Il crudele ordine non fu portato a termine, ma Giulio fu pestato a sangue e perdette l’uso di un occhio. Da quel momento iniziò a tramare la morte di Ippolito e unì i suoi sforzi a quelli di un altro fratello, Ferrante, che ambiva eliminare il duca per prendere il suo posto. La congiura fu ben presto scoperta e i due principi furono condannati al carcere a vita. Era l’anno 1506 quando i due furono rinchiusi nelle segrete del castello. Ferrante vi morì. Giulio sopravvisse fino a rivedere la luce della libertà nel 1559, per grazia di Alfonso II. Aveva computo 81 anni, di cui cinquantatre passati in reclusione.

Il plastico della città di Ferrara all'interno del Castello
Il plastico della città di Ferrara all’interno del Castello. Foto: m.c.

La Torre dei Leoni

E’ visitabile anche la Torre dei Leoni, la più antica delle quattro torri, che offre una vista panoramica suggestiva sulla città. Da qui si può apprezzare l’architettura medievale e rinascimentale del centro storico e comprendere l’importanza strategica del castello.

La storia

A Ferrara nel 1385, una pericolosa rivolta convinse Niccolò II d’Este della necessità di erigere una poderosa difesa per sé e la sua famiglia sorse così il Castello di San Michele, fortezza che ricorda il Castello di S. Giorgio a Mantova – realizzato anch’esso da Bartolino da Novara. A quel periodo risalgono la massiccia imponenza, il fossato, i ponti levatoi, le torri austere. Un passaggio coperto, ancora esistente, univa l’edificio militare al palazzo dei marchesi, oggi Palazzo Municipale. Passarono i secoli e i pericoli di sommosse cessarono. Allora il castello fu abbellito e slanciato per divenire la magnifica residenza della corte: venne arricchito dalle altane sopra le torri, dai balconi di marmo, dal cortile d’onore di linee cinquecentesche e dai fastosi appartamenti affrescati, ancor oggi visitabili all’interno del percorso museale.

Le imponenti torri, poste ai quattro angoli del Castello svettano ancora oggi sulla città, simbolo indelebile della grandezza e magnificenza della Famiglia D’Este: a sud-est la Torre Marchesana e a sud-ovest la Torre di San Paolo, a nord-ovest la Torre di Santa Caterina, a nord-est la splendida Torre dei Leoni, punto panoramico suggestivo da cui ammirare la città.

Una delle torri del Castello
Una delle torri del Castello. Foto: m.c.

Marta Cardini

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