STATI UNITI – A New York, nel 1925, veniva pubblicato per la prima volta uno dei classici della letteratura americana: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Oltre alla storia, ai personaggi che ci ruotano attorno e all’immancabile morale, anche la moda ha giocato un ruolo fondamentale nella narrazione.
Vediamo insieme tutte le caratteristiche della moda femminile del periodo in cui si sviluppa la trama del romanzo, per trovare differenze e similitudini con gli stili più attuali.

Forse, vi starete chiedendo: può mai essere così importante la moda ai fini di un racconto?
Quello de Il grande Gatsby è uno dei tanti casi in cui la risposta è più che affermativa.
La narrazione, se ricca di dettagli interessanti, invoglia a continuare la lettura piacevolmente, mantenendo l’attenzione sempre alta.
In più, ci permette di tornare indietro con la mente di qualche anno per scoprire o ritrovare i vecchi must di epoche diverse, che, uno dopo l’altro, tornano di moda anche grazie alle tendenze sui social.
Ottimi per chi vuole apparire senza esagerare e per chi non si vuole adeguare troppo alle masse, questi look della prima metà del ‘900 permettono di essere sempre eleganti grazie ad un tocco di classe ineguagliabile.
Perché, dunque, non riproporre gli outfit classici degli anni ’30 per un’occasione o un evento speciale, come una laurea, un matrimonio o un addio al celibato?

Non è un caso che anche attori e cantanti continuino ad ispirarsi agli anni ’30 per curare i loro look e distinguersi così per fascino ed eleganza.
Ma prima di scoprire chi sono, facciamo un piccolo recap delle caratteristiche della moda di quel tempo.

La moda degli anni ’30: tutte le curiosità stilistiche del trionfo delle forme femminili
La moda nel romanzo Il grande Gatsby, come dicevamo, merita un’attenzione particolare e non deve passare in secondo piano.
Ecco quindi, i dettagli principali che ci permettono di definire ed inquadrare al meglio il concetto di fashion per l’epoca in questione.
L’elemento principale degli anni ’30 è proprio il trionfo della femminilità, con il punto vita che torna ad essere protagonista in outfit fascianti e sensuali, segnando così una decisa inversione di rotta in materia di moda e abbigliamento femminile.

Abbandonati i fasti degli anni ruggenti, dopo la grande depressione del ’29, la moda diventa emanazione del suo tempo, e, sotto l’influsso della crisi economica, sceglie di vestire la donna in modo più sobrio, tornando a privilegiare forme più femminili e meno androgine.
Prese dunque le distanze dalle linee più marcate e geometriche degli anni ’20, gli abiti si fanno più morbidi e fascianti, mentre le gonne si allungano sotto il ginocchio e fino alla caviglia per la sera.
Ma l’eleganza di giorno trova il suo valore anche nel tailleur pantalone, abbinato a giacche strette in vita e spalle squadrate dalle imbottiture interne nascoste.
Le gonne, invece, erano spesso accompagnate da camicie o da maglioncini.

D’inverno, le spalle delle signore si adornavano di immensi colli di pelliccia, accompagnati da cappelli dalla visiera ampia.
Le gonne sotto il ginocchio e gli abiti fascianti e stretti in vita sono i veri protagonisti
La rivoluzione più importante degli anni ’30, tuttavia, sono i tessuti.
Questo perché la crisi costringe a risparmiare sui filati, ed ecco che, per la prima volta nella storia, l’industria dell’abbigliamento introduce le fibre sintetiche come il nylon (e non più la seta), che diventa il materiale più utilizzato per la fabbricazione di calze e collant: una vera e propria invenzione dell’epoca.
L’iconico make-up anni ’30 che è rimasto nella storia

Proprio come avviene oggi, anche gli accessori e il trucco non potevano mancare per completare gli outfit.
Parliamo di un make – up che ha fatto la storia, ponendo le basi per il trucco che conosciamo oggi.
Una delle peculiarità maggiori del trucco anni ’30 comprende le sopracciglia, di forma arcuata e molto sottile (ritornate poi molto in voga negli anni ’90), a volte completamente depilate e successivamente ridisegnate.
Mentre gli ombretti scuri che le donne degli anni ’20 usavano per truccare gli occhi, lasciano spazio a colori più tenui.
Iniziano, infine, ad arrivare soluzioni innovative e più moderne quali il mascara waterproof e il lucidalabbra.
Negli anni ’30 anche il rossetto prende sempre più piede per esaltare ulteriormente la femminilità nei volti delle ragazze e delle signore.
Da allora, si è trasformato in uno dei cosmetici più usati di sempre, tanto da farne decollare le vendite, che in breve tempo si sono moltiplicate a dismisura.
Tornando agli occhi, il ventaglio di colori degli ombretti si amplia, e dagli occhi effetto Khol indiano tipico degli anni ’20, si passa ad una serie di sfumature differenti, che vanno dal blu al viola, passando per il verde e il rosa.

Il grande Gatsby al cinema
Tutti ricorderete l’adattamento cinematografico de il Grande Gatsby del 2013, con protagonista niente meno che Leonardo di Caprio.
In poco tempo dall’uscita nelle sale, Il grande Gatsby si trasforma da uno dei romanzi più letti della storia a uno dei film più visti e apprezzati.

I dettagli, gli accessori, il make -up, le acconciature e gli outfit ricreati nel film hanno reso perfettamente l’idea della vita e dello stile degli anni ’30, incrementando il parere positivo del pubblico sia maschile che femminile di diverse età.
Già dalle prime scene si percepisce tutta la cura con cui ogni singolo dettaglio è stato minuziosamente adattato.
Ma chi ha curato i costumi?
Dopo lunghi e puntigliosi studi, i professionisti del settore hanno messo a punto outfit mozzafiato.
Iniziamo dagli abiti femminili, tutti disegnati da Prada e MIU MIU, mentre Tiffany ha realizzato la collezione di gioielli presente all’interno del film.

Infine, Brook Brothers è il brand che si è dedicato gli abiti maschili.
Lo scopo del film, per quanto riguarda la moda dell’epoca, è quello di riproporre l’eleganza e la classe degli anni ’30, ma in chiave moderna, proprio come nelle feste del grande Gatsby, per uscire dal basic e dallo streetwear in uso al giorno d’oggi.
Il grande Gatsby: non solo cinema e letteratura
Anche nell’industria musicale c’è chi si ispira agli anni ’30, sia da un punto di vista prettamente sonoro che estetico.
Ecco alcuni esempi.
Iniziamo da Fergie, non a caso, in quanto ha direttamente partecipato alla realizzazione della colonna sonora dell’omonimo film, con il brano A Little Party Never Killed Nobody, il cui video è ispirato al 100% alle tendenze di quegli anni, così come le iconiche sonorità, che trasportate su una base più moderna, ricordano quelle suonate nei tipici locali jazz.

Citiamo anche il mondo della musica latina grazie a Rauw Alejandro, che ha preso spunto dalla moda anni ’30 per il suo ultimo album: Cosa Nuestra, accompagnato da una copertina che riporta alcuni degli emblemi estetici di quel periodo.

Dopo l’uscita dell’album, è partito l’omonimo tour, caratterizzato da costumi di scena in linea con il progetto.
E addirittura, anche il pubblico può decidere di presentarsi vestito a tema ai suoi concerti.
Ma sono moltissime le icone mondiali di musica e di stile che hanno voluto provare outfit in pendant con il romanzo
Tra queste, anche star del pop come Lady Gaga, Katy Perry e soprattutto Christina Aguilera, (come potrete perfettamente notare nel suo pezzo più rappresentativo: Candyman).

Tutte le celebrità elencate hanno sempre saputo differenziarsi, per non passare mai inosservate nei videoclip, ai concerti e durante gli eventi pubblici.
La stessa Anna Dello Russo, giornalista esperta del campo, nonché ex direttrice creativa di Vogue Japan, si è spesso ispirata a queste tendenze per i suoi outfit, sapendo sempre come renderli attuali senza esagerare.

La moda anni ’30 è stata scelta anche da diverse attrici italiane di grande fama, note al pubblico per il loro charm, come Alessandra Mastronardi e Vittoria Puccini.

Ultima, ma non meno importante, citiamo anche la modella polacca Kasia Smutniak.
Insomma, se per il prossimo evento importante aprirete l’armadio e penserete alla solita frase: non ho niente da mettere, la soluzione per non passare inosservati è più facile del previsto.
Basterà aggiungere qualche piccolo dettaglio di quelli proposti nell’articolo per trasformare anche il più monotono degli outfit da cerimonia in un abito elegante e ineguagliabile.




