Cristoforo Colombo era italiano o spagnolo? Il mistero delle sue origini

Cristoforo Colombo era italiano o spagnolo? Il mistero delle sue origini

ITALIA – Genova rivendica da secoli i natali del navigatore, ma alcune teorie spagnole hanno riaperto il dibattito. Tra documenti d’archivio, analisi del DNA e identità nazionali, la storia di Colombo è ancora tutta da raccontare. Abbiamo provato a farlo proprio oggi, in occasione dell’anniversario del suo approdo nelle Americhe.

Ogni 12 ottobre il suo nome torna al centro della storia. È l’anniversario dell’approdo di Cristoforo Colombo nelle Americhe, avvenuto nel 1492, ma anche l’occasione per riscoprire una delle controversie più curiose legate alla sua figura: Colombo era davvero italiano oppure potrebbe essere stato spagnolo?

La risposta che abbiamo imparato a scuola è chiara: il navigatore nacque a Genova nel 1451. Eppure, negli ultimi anni, alcune teorie hanno rimesso in discussione questa certezza, alimentando un dibattito che intreccia ricerca storica, genetica e identità nazionale.

Perché Colombo è considerato italiano

La tradizione storiografica identifica Cristoforo Colombo con un cittadino genovese, figlio di Domenico Colombo e Susanna Fontanarossa. A sostegno di questa ricostruzione esiste un importante patrimonio documentario conservato a Genova.

L’Archivio di Stato della città custodisce infatti numerosi atti notarili che testimoniano i rapporti del navigatore con la sua terra d’origine. Tra questi spicca una lettera del 1502 dei Protettori della Casa di San Giorgio, nella quale Colombo viene riconosciuto come concittadino. Anche la corrispondenza dell’epoca testimonia il legame che continuò a mantenere con Genova, nonostante la sua attività si svolgesse ormai al servizio della Corona spagnola.

È proprio questa distinzione a risultare fondamentale: Colombo era genovese per nascita, ma fu la Spagna a finanziare la spedizione che cambiò il corso della storia.

cristoforo colombo

La Spagna che finanziò il viaggio e rivendica il navigatore

Per comprendere perché la figura di Colombo sia così legata alla Spagna bisogna tornare al 1492. Dopo aver cercato invano sostegno presso altre corti europee, il navigatore ottenne l’appoggio dei sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona.

Il progetto consisteva nel raggiungere l’Asia navigando verso occidente. Il 3 agosto 1492 Colombo partì da Palos de la Frontera con tre imbarcazioni: la Niña, la Pinta e la Santa María. Il 12 ottobre raggiunse un’isola delle Bahamas, convinto di essere arrivato nelle regioni asiatiche.

Da quel momento la sua carriera si legò indissolubilmente alla monarchia spagnola. I successivi viaggi, le esplorazioni e le rivendicazioni territoriali furono organizzati nell’ambito dell’espansione della Corona oltreoceano.

Non sorprende, quindi, che la Spagna abbia costruito una parte importante della propria memoria storica intorno a Colombo. Ma aver organizzato e finanziato un’impresa non significa necessariamente condividere con il suo protagonista la stessa origine geografica.

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La teoria che vuole Colombo spagnolo

La discussione è tornata alla ribalta nell’ottobre 2024, quando la televisione pubblica spagnola RTVE ha trasmesso il documentario Colón ADN. Su verdadero origen.

La ricerca presentata nel programma, condotta nell’arco di circa vent’anni e associata al medico legale José Antonio Lorente, ha avanzato l’ipotesi che Colombo fosse un ebreo sefardita originario della penisola iberica, forse dell’area mediterranea o delle Baleari.

Secondo quanto annunciato nel documentario, le analisi genetiche sarebbero compatibili con questa ricostruzione. La tesi metterebbe quindi in discussione l’origine genovese tradizionalmente attribuita al navigatore.

È importante, tuttavia, distinguere un’ipotesi presentata in una trasmissione televisiva da una conclusione scientifica definitivamente acquisita. I risultati resi pubblici non hanno fornito una dimostrazione conclusiva e ampiamente verificabile del luogo di nascita di Colombo. Per questo, la sua origine genovese rimane la ricostruzione storica di riferimento, sostenuta da un insieme significativo di documenti.

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Un uomo conteso dalla storia

Non è la prima volta che vengono avanzate ipotesi alternative sulle origini di Colombo. Nel corso del tempo sono state proposte diverse località, dalla Galizia alla Catalogna, fino al Portogallo e ad altre aree del Mediterraneo. La sua figura ha alimentato studi e polemiche proprio perché alcuni aspetti della sua biografia restano meno documentati di quanto si potrebbe immaginare.

La questione, inoltre, riflette il modo in cui le nazioni costruiscono la propria memoria collettiva. Per l’Italia, Colombo rappresenta uno dei personaggi più celebri nati nella penisola prima dell’unificazione nazionale. Per la Spagna, è l’uomo che rese possibile l’avvio di una stagione di espansione oltreoceano destinata a trasformare la monarchia in una potenza globale.

Esiste però un’altra prospettiva, spesso trascurata nelle celebrazioni: quella dei popoli che abitavano le Americhe prima dell’arrivo degli europei. Parlare di scoperta senza ricordare la loro presenza significa raccontare soltanto una parte della storia, ignorando le conseguenze della colonizzazione sulle società indigene.

Alla fine, il caso Colombo ci ricorda che la storia non è soltanto una questione di bandiere. I documenti disponibili indicano Genova come sua città d’origine, mentre il suo percorso personale e professionale fu profondamente legato alla Spagna. Le nuove teorie meritano attenzione, ma devono essere valutate alla luce delle prove.

Forse, allora, la domanda più interessante non è soltanto a quale Paese appartenesse Cristoforo Colombo. È capire perché, a più di cinque secoli dal suo viaggio, continuiamo a contenderci l’identità di un uomo che ha cambiato la storia del mondo.

Mirko Torre

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