100 anni di Alberto Sordi: aneddoti, leggende e curiosità sul genio spietato della comicità

100 anni di Alberto Sordi: aneddoti, leggende e curiosità sul genio spietato della comicità

ROMA – Oggi, mercoledì 16 settembre, apre finalmente la mostra su Alberto Sordi nell’anno del centenario dalla sua nascita. L’esposizione è allestita nelle stanze private della villa romana dell’attore, alle Terme di Caracalla. Ripercorriamo il mito dell’Albertone Nazionale che a 17 anni dalla scomparsa non conosce inceretezze. Una carriera da 190 film, 7 David di Donatello, 4 Nastri d’Argento, un Leone d’Oro e il titolo di Cavaliere di Gran Croce. In questo articolo ripercorriamo la storia del grande attore romano attraverso aneddoti, curiosità e non solo.

“La nostra realtà è tragica solo per un quarto. Il resto è comico. Si può ridere quasi di tutto”. Alberto Sordi

Furbo, sornione, seduttore, vedovo, marchese, sceicco, cialtrone, commissario, italiano e anche un po’ americano. 140 film, 60 anni di mestiere e successi. Alberto Sordi, se fosse ancora vivo, oggi avrebbe compiuto 100 anni. Ma che so 100 anni Albé per uno come te. Uno che ha rappresentato come nessuno, lo specchio dei vizi e delle virtù italiche, romane e trasteverine in una galleria infinita di caratteri e parodie. Se andate a spulciare la filmografia di Sordi ritroverete un ritratto esaustivo dell’Italia del 900’. Dagli anni a cavallo della seconda guerra mondiale fino al boom economico e agli anni 60’-70’-80’. Il tutto, raccontato in tanti modi e con tanti strumenti narrativi (e umani), dall’ironia alla leggerezza, senza disdegnare la ferocia, strumenti con i quali Albertone ha colto i voli e le cadute del nostro paese, le speranze e le delusioni, le altezze e le miserie umane, con uno sguardo sempre arguto, originale e soprattutto attuale.

Riassumere cosa è stato Alberto Sordi è praticamente impossibile ma voglio provarci. Sordi è quello di Un Americano a Roma (Steno) film che ridicolizza l’Italia del Dopoguerra e da cui è tratta l’iconica frase “Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno”. Sordi è quello de I Vitelloni di  Federico Fellini dove spernacchia i lavoratori e poi ci prende le mazzate. E ancora Il Marchese del Grillo dove interpreta un carbonaro e un nobile e dove ci tiene a precisare che “Io so io e voi non siete un cazzo”.

La lista dei capolavori a cui ha preso parte, veri spaccati di un’Italia che non c’è più, è praticamente infinita. Chi può dimenticare il suo ruolo ne La Grande Guerra di Monicelli o in Una Vita difficile di Dino Risi. E ancora Il Conte Max, I complessi e naturalmente Il Medico della Mutua.

Non solo comicità. Sordi è stato anche uno straordinario attore drammatico. Una prova la si trova nello struggente Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli dove veste i panni dell’impiegato Giovanni Vivaldi.

ALBERTO SORDI 1920-2020: LA MOSTRA CHE TUTTI ATTENDEVANO E’ FINALMENTE REALTA’

In occasione del centenario della nascita di Alberto Sordi è stata organizzata una mostra dal titolo Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020 allestita nelle stanze private della villa romana dell’attore, alle Terme di Caracalla. Inizialmente, la rassegna era prevista dal 7 marzo, ma a causa dell’emergenza Coronavirus, la data di apertura è fissata al 16 settembre. L’esposizione cercherà di raccontare in toto il Sordi artista e il Sordi uomo in tutte le sue sfaccettature. Il percorso multimediale si svilupperà in vari locali della villa e approderà anche in un padiglione esterno all’edificio adibito a sala cinematografica ad ingresso gratuito per la proiezione dei suoi film.

In occasione dell’evento vi segnaliamo due bellissimi volumi dedicati al grande Albertone nazionale pubblicati da Skira dal titolo “Alberto Sordi 1920-2020” a cura di Alessandro Nicosia con Vincenzo Mollica e Gloria Satta e Villa Sordi, un volume dedicato alla villa di Alberto Sordi a Roma, attualmente sede della Fondazione Museo Alberto Sordi

Alberto Sordi 1920-2020 sarà visitabile fino al 31 gennaio 2021.

I GRANDI PERSONAGGI DEL CINEMA ITALIANO E NON SOLO LO RACCONTANO 

 “È stato l’attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l’artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico”. Mario Monicelli

“Il doppiaggio di Stanlio e Onlio è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l’originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro”. Mina

alberto sordi 100 anni

 “Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell’italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze”. Christian De Sica

“Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po’ ci si vergogna. Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo”. Pier Paolo Pasolini

 “Ci fu un episodio che mi fece capire chi era Alberto Sordi. Avevamo appena finito di girare e stavamo tornando in albergo. Accanto al nostro hotel c’era un residence frequentato esclusivamente da scandinavi. C’erano delle bellissime ragazze, tanto che alcune, le prendemmo per fare le comparse nel nostro film. A un certo punto vidi due signore, una a sinistra, molto bella, bionda, alta con un corpo meravigliosa, l’altra, a destra, grassa e non troppo giovane. Dopo averle viste passare guardai Alberto e gli chiesi: “Albè, per due miliardi andresti a letto con quella a destra invece che con quella a sinistra?” Silenzio. Sordi non rispondeva. Gli rifeci la domanda e lui mi rispose puntandomi il dito: “Non ti azzardare mai più a dire queste cose in mia presenza”. Rimasi mortificato. Capii, da quel momento, che con Alberto Sordi si poteva scherzare su tutto tranne che sul sesso. Era un ayatollah cattolico.” Carlo Verdone

CURIOSITA’ SU ALBERTO SORDI       

Alla vita e alla carriera di Albertone sono legati una marea di avvenimenti, aneddoti e curiosità che vale la pena raccontare.

Sordi e le donne

“Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa!” Disse una volta Sordi in un’intervista. Eppure l’attore romano qualche matrimonio sfiorato può vantarlo. Stava infatti per sposarsi con la nobile austriaca Uta Franzmeyer. Era stata addirittura scelta la data fatidica per il sì, ma Sordi, preso dal panico, mandò il suo amico Bettanini a riferire alla famiglia della donna che “Quest’anno non possiamo occuparci perché siamo molto occupati”.

Un grande amore Sordi lo provò per Andreina Pagnani, a cui l’attore fu legato sentimentalmente per 9 anni. Fu proprio Sordi a chiederle la mano, senza però avere successo.

Al primo posto nel cuore dell’attore c’è sempre stata sua madre, Maria Righetti, di cui Sordi aveva un ricordo “venerabile” al punto da considerarla “come la Madonna, senza peccato”.

Alberto Sordi era avaro?

Nel corso degli anni Sordi è stato spesso accusato di essere  tirchio. A smentire questo pettegolezzo non fu solo Sordi stesso “Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi” ma anche Carlo Verdone: “Faceva tanta beneficienza senza dirlo a nessuno, altro che avaro”. Un avaro speciale appunto. Sordi regalò un terreno del valore di 10 miliardi di lire per la creazione del Centro per la Salute dell’Anziano a Trigoria.

Origini umili

Sordi proveniva da una famiglia povera. Ogni domenica Alberto andava al Caffè Aragno alla Galleria Colonna, bar frequentato da uomini facoltosi. Vedendoli godersi la vita, Sordi desiderava un giorno diventare come loro. In un’intervista raccontò che da ragazzo voleva conoscere a tutti i costi Romolo Vassalli che da muratore era divenuto un grande costruttore. Da lui cercò di cogliere ispirazione per arrivare al successo.

Alberto Sordi burattinaio

Sordi nacque nel quartiere Trastevere ma passò l’infanzia a Valmontone. In questo periodo l’attore romano si improvvisò burattinaio. Per farlo, utilizzava ragnatele appena filate e i calzoncini dei bambini per vestire le marionette. Aveva anche una comitiva fissa e aveva dato un soprannome a tutti i suoi amici. “C’era er capoccione, er caghetta, Peppino er sordo, Lilletto e Lo Sfasciacarrozze”.

Sordi voleva impersonare Mussolini

“Avrei voluto fare un film sul poeta romano Belli, uno su Henry Kissinger visto che gli assomiglio tremendamente e un altro sul trombettiere Custer John Martin che in realtà era italiano. E poi avevo un sogno, avrei voluto interpretare Benito Mussolini”.

alberto sordi 100 anni mywhere

Crediti foto in homepage: MyWhere

Paolo Riggio

5 Responses to "100 anni di Alberto Sordi: aneddoti, leggende e curiosità sul genio spietato della comicità"

  1. Cinzia   14 Giugno 2020 at 14:02

    Non mi è mai stato simpatico ma devo dire che ora, vedendo film e documentari che lo celebrano, lo sto rivalutando molto. Ah se la RAI più spesso si dedicasse ai nostri vecchi bravi attori e registi anziché tutte quelle serie insulse!

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  2. Simona   14 Giugno 2020 at 14:04

    Credevo che l’Albertone fosse solo un fenomeno romano ma invece il suo carattere appartiene a tanti generi e generazioni!

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  3. Saverio   14 Giugno 2020 at 14:06

    Come si chiamava quella fiction in Tv e l’attore che ha vestito i suoi panni? Secondo me fatta molto bene

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    • Paolo Riggio
      Paolo Riggio   14 Giugno 2020 at 23:12

      Si intitola Permette?, Alberto Sordi e ha come protagonista Edoardo Pesce (Romanzo Criminale e Dogman)

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  4. Umberto   14 Giugno 2020 at 14:08

    I vitelloni… la storia del cinema italiano e la storia dell’amicizia di Sordi con Fellini…. chissà se non si fossero incontrati se le loro carriere sarebbero state diverse. Tu Paolo cosa pensi?

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