Gerarchia e Privilegio, Diana Höbel e Claudio Rastelli omaggiano Primo Levi a Lubiana

Gerarchia e Privilegio, Diana Höbel e Claudio Rastelli omaggiano Primo Levi a Lubiana

LUBIANA – Le musiche originali di Claudio Rastelli e l’interpretazione di Diana Höbel emozionano all’Istituto Italiano di Cultura. Ecco il racconto della serata dedicata a Primo Levi che ha debuttato nella città slovena durante la XIX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Giovedì 24 ottobre abbiamo assistito a Lubiana, presso l’Istituto Italiano di Cultura, Gerarchia e Privilegio, l’atteso Melologo per voce e pianoforte da Primo Levi, organizzato dagli Amici della Musica di Modena. Protagonisti anche stavolta, il compositore Claudio Rastelli e la drammaturga Diana Höbel (qui la nostra intervista), che nella notte di Lubiana hanno saputo emozionare e commuovere grazie a un binomio sempre più consolidato. Il progetto nasce in coproduzione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana (SLO), e ha debuttato in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. È stato un bel successo, soprattutto per un pubblico che si è dichiarato sorpreso dagli scritti di Levi (non noti al grande pubblico), e defininendo “toccante” sia la drammaturgia di Diana Hotel che le musiche scritte da Claudio Rastelli..

Lubiana
Il prestigioso programma Napovednik degli spettacoli a Lubiana nella Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

A fine serata, abbiamo raccolto le loro impressioni sullo spettacolo.

Cosa vi ha spinto a omaggiare Primo Levi e come si è arrivati a questo progetto?

Nell’affrontare un progetto intorno a Primo Levi siamo partiti non dai suoi romanzi, ben noti, che raccontano la sua esperienza di deportato, ma piuttosto dalle sue riflessioni sulla struttura e le dinamiche dei campi di concentramento e sterminio contenute nei suoi saggi, nei suoi articoli di giornale e nelle sue recensioni ai romanzi altrui. Da questi materiali eterogenei emerge, costante, una visione più complessa di quanto ci aspettassimo sulla natura dei campi.

In che senso?

Questi erano sì luoghi infernali ma – e questo è l’aspetto stupefacente e da approfondire – erano organizzati secondo “principi” che possiamo ritrovare nelle nostre società: • Paura, gerarchia, privilegio e ribaltamento dell’imperativo categorico, ossia l’utilizzo dell’essere umano come mezzo per il proprio profitto e non come fine.

Abbiamo appreso con stupore che di notte, ad Auschwitz, gli appartenenti alle SS dormivano fuori dal campo. Il campo, di notte, rimaneva sorvegliato dagli stessi prigionieri che avevano avuto l’abilità e la volontà di farsi loro gregari, in cambio di un ruolo di potere, che voleva dire ottenere dei privilegi, che voleva dire, molto spesso, la possibilità di sopravvivere alla fame e al freddo, che abbattevano senza scampo la gran massa anonima dei “non-privilegiati”.

A cosa vi hanno portato questi studi su Primo Levi e la sua prigionia?

Posto che lo stesso Levi sospende il giudizio su questa cosiddetta zona grigia (“dev’essere chiaro che la massima colpa pesa sul sistema”), il punto è quanto l’uomo riesca a perdere di vista il suo stato reale (di prigioniero) e preferisca identificarsi con chi lo tiene in catene, rinunciando così alla possibilità di farsi libero. E quanto queste dinamiche di collusione a vari livelli con chi opprime i suoi simili ci possano riguardare da vicino, oggi come ieri, e si debba dunque vigilare affinché non ci si trovi mai più costretti a scegliere tra perire o essere correi di sistemi criminali.

Primo Levi Lubiana
Primo Levi

Se pensate di organizzare un viaggio per visitare la Slovenia, ecco i nostri suggerimenti per un itinerario che parte da Lubiana (Ljubljana), ed attraversa il territorio sloveno fino alla Romania in un itinerario originale tutto da percorrere con macchina fotografica al collo.

 

DIANA HŌBEL: ATTRICE, AUTRICE E REGISTA

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Diana Höbel

Nata a Napoli nel 1973, diplomata alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 1995. Si è perfezionata coi registi Mario Martone e Krystian Lupa. In teatro alterna, al lavoro da scritturata presso compagnie e Teatri Stabili nazionali e stranieri, pubblici e privati, la creazione di progetti propri, come autrice e interprete, su commissione di diversi enti: “Voci d’amore”, per gli Amici della musica di Modena, 2019; “Carmen” storia di una partigiana, per Fondazione Benetton, Treviso 2005; “Il piccolo libro di Anna Magdalena Bach” per Sagra Malatestiana, Rimini 2008; “Vulcano”, finalista premio Scenario 2001. Dal 2012 è attiva a Trieste dove realizza, con il duo indie Baby Gelido, spettacoli teatral-musicali intorno alla figura di James Joyce, prodotti dal Museo Joyce per il Blooms’s day, e biografie di personaggi legati alla città e di spessore internazionale: “Max Fabiani e l’anima del mondo”, biografia dell’architetto mitteleuropeo; “8558 Hack”, sulla vita dell’astrofisica; “Paolo Budinich e i paradossi dell’avventura”, sul co- fondatore dell’ICTP, prod. SISSA. Questi ultimi sono stati poi prodotti e trasmessi da Radio Rai Uno Fvg in forma di radiodramma. Nel 2018, ha curato drammaturgia e regia de “Le Amanti”, di Elfriede Jelinek (prod.Bonaventura), “Anche le pulci hanno la tosse”, di Fulvio Tomizza (prod.La Contrada), Mary Rose di James Barrie (prod. Hangar Teatri). In teatro ė stata diretta, tra gli altri, da Konstantin Bogomolov (“Delitto e castigo”, prod.Ert) ; Luca Ronconi (“Atti di guerra”, “Biblioetica”, prod. Tst 2005), Massimo Castri (“Così è, se vi pare”, “La presidentessa”, “Finale di partita”, Ert 2008-2012), Monica Conti (“Else” da la Signorina Else, Out Off, 1998; “Le mutande”, Ert 2012), Serena Senigallia (“Baccanti”, Atir 1997), Janusz Wisniewski (Noah’s Ark, Poznan 2008), Gabriele Vacis (“Un canto per Torino, 1995), Thierry Salmon (“Attorno al pubblico”, 1994), Giulio Costa (“Micòl e le altre”, Ferrara Off 2014). In cinema è ne “Il ragazzo invisibile” per la regia di Gabriele Salvatores, e in “Se chiudo gli occhi non sono più qui” di Vittorio Moroni. E’ “Santa Veronica” nella docufiction ”Il risveglio di un gigante”, per la regia di G. Ziberna (prod.Sine Sole Cinema); “Cento anni” di Davide Ferrario.

CLAUDIO RASTELLI: DIRETTORE ARTISTICO DEGLI AMICI DELLA MUSICA

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Claudio Rastelli

Compositore, divulgatore, docente e pianista inizia gli studi musicali a otto anni (1971) nella classe di violino di Alessandro Materassi. Sette anni dopo comincia gli studi di composizione e, dal 1979, svolge l’attività di calciatore professionista fino al 1986 (Torino, Alessandria, Massese). Tra il 1989 e il 1993 si diploma in composizione e in pianoforte al Conservatorio di Parma. Inoltre ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena con Franco Donatoni e alla Scuola di Musica di Fiesole con Camillo Togni, senz’altro la figura più importante nella sua formazione di compositore. Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, dopo il diploma si perfeziona con Pier Narciso Masi. Dal 1991 a oggi le sue musiche (da camera, per orchestra, per il teatro) sono state eseguite in numerosi paesi europei, Stati Uniti e Giappone da solisti e formazioni come Ex Novo Ensemble, Icarus Ensemble, Quartetto di Torino, AdM Ensemble, Duo Pepicelli, Frankfurt Strings, Alfonso Alberti, Aldo Orvieto, Ciro Longobardi, Emanuele Arciuli. Oltre alle composizioni originali, la sua produzione comprende rielaborazioni (come i Travestimenti n.1-2-3 da J.S.Bach, Piccole Melodie per la Memoria da B. Bartók, lo spettacolo teatrale Babar da F. Poulenc, con Teatro Gioco Vita, che ha effettuato quasi 200 repliche tra Italia, Europa e Stati Uniti) e trascrizioni da numerosi autori (particolarmente apprezzate quelle delle Sonate per pianoforte di V. Ullmann). Sue composizioni sono state trasmesse da Rai RadioTre; l’ultima diffusa è il melologo Sopravvissuti (da George Tabori), con Elio de Capitani e AdM Ensemble, in diretta a Radio3 Suite nel Giorno della Memoria 2015. Progetta e partecipa a numerose attività di divulgazione e di approfondimento tenendo incontri, conferenze, laboratori e lezioni-concerto per istituzioni musicali, università e scuole. Ogni anno migliaia di adulti/ragazzi/bambini partecipano alle sue proposte. E’ titolare della cattedra di Pratica e lettura pianistica al Conservatorio di Perugia. Dal 2001 è direttore artistico degli Amici della Musica di Modena

Steve Moss

Vivo in Great Britain da molto tempo e le mie origini sono sicuramente anglosassoni, anche con una grande componente italiana. Ho vissuto in giro per l’Europa ma è l’Inghilterra il paese che prediligo, dove le più belle auto (Aston Martin e Jaguar), la musica più gloriosa (dai Beatles al punk inglese), i più affascinanti attori, (Hugh Grant e Rupert Everett), ed il buon cibo dai vari pudding al fish and chips per non parlare delle cheese cake in poi sono la mia passione. Ma in testa alla classifica c’è anche la moda (i più grandi sarti per l’uomo sono qui) ed anche le donne, come quella da cui ho rubato il cognome ma ahimé non fa parte del mio ramo famigliare.
Parlerò di sport o di turismo in giro per l’Europa, ma se volete vedere i parchi più colorati o la city più frenetica dovrete venirmi sempre a cercare nella Great London.
Steve Moss

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