Mara Santangelo. Come giocare la partita su terra rossa, dentro e fuori di noi

Mara Santangelo. Come giocare la partita su terra rossa, dentro e fuori di noi

Ho letto tutto d’un fiato il libro della tennista Mara Santangelo TE LO PROMETTOLa partita della vita, la forza della fede, il coraggio di rialzarsi.
Non solo perché avevo appena terminato di leggere quello del più noto tennista di tutti i tempi Andre Agassi, OPEN, ma perché da sportiva, e da manager, mi faccio affascinare da tutti i testi che parlano di management, di gestione delle emozioni per attingere sempre a delle nostre riserve personali e nascoste al fine di combattere tutte le partite del quotidiano e quelle professionali.
Mara la conosco da quattro, cinque anni.
Te lo promettoRimasi subito affascinata dal suo modo semplice e gentile di porsi. Si stabilì subito un buon rapporto franco e sincero. La sua bellezza potrebbe mettere soggezione, ed è facile aspettarsi un’algida ed altezzosa persona. Mara è alta oltre m.1,80, magra con fisico proporzionato e slanciato da indossatrice, capelli biondi e occhi azzurri. Non so se ho descritto abbastanza per rendere l’idea, pur dimenticando il suo sorriso perfetto che svela tutti denti regolari e lucenti.


La conobbi perché la scelsi come testimonial del grande marchio internazionale della moda italiana, . Arrivai da Mara con un baule pieno di lunghi vestiti (che data la sua altezza le andavano a pennello, per chiunque altro avrebbero avuto lo strascico!), per immortalarla a contrasto con abiti di alta moda sui campi da tennis. Ne venne un servizio fotografico tra i più belli che conservo. Mara era nuova a questa esperienza, ma dopo le prime timidezze, cominciò a partecipare divertita.
Negli ultimi due-tre anni ci vedevamo più di rado, aveva ricominciato a viaggiare, non più per il tennis, ma oltre che per altre sue attività, per andare a Medjugorje.
In questo libro è raccontata la sua carriera, iniziando dal momento più emozionante vissuto sul campo da gioco più famoso al mondo: Wimbledon.


E inizia così: ”Campo centrale. Una folla sugli spalti. Manca poco, ormai. Un’intera vita sta per compiersi in un pomeriggio d’estate, mentre una nuova pagina della storia del tennis è sul punto di essere scritta”.
Quindi l’inizio è avvincente, come la descrizione della “grandezza” (non solo fisica) di Serena Williams. Così poi in altre pagine quando descrive l’incontro con il mito Martina Navratilova, o quando descrive le sue compagne di squadra come Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci. Poi si continua a sognare un match senza fine leggendo degli Internazionali di Tennis di Roma, della Fed Cup, del Grande Slam, dell’Australian Open e di tutti i match internazionali giocati con e contro le più grandi.


Mara è avvincente quando racconta di tutte le sue partite, quella sotto gli occhi del pubblico giocata sul campo di terra rossa, e quella che viveva interiormente in cui affrontava la partita della sua vita contro fantasmi, dolori e sconfitte della sua adolescenza. Mara scrive e descrive i suoi pensieri, e le sue emozioni che aveva sempre appuntato durante tutta la sua vita in diari e quaderni che riportano meticolosamente la cronologia delle sue emozioni.
Racconta sempre su un binario parallelo la sua vita da giocatrice ed il suo dolore fisico (per una malformazione ai piedi incurabile) ed il suo dolore interiore vissuto in solitudine per la prematura scomparsa della mamma quando era ancora bambina. Le partite della sua vita raccontano le incertezze, le vittorie e le sconfitte che appartengono ad una grande atleta, fin quando per un infortunio deve chiudere per sempre la sua inarrestabile ascesa sportiva. La racchetta non sarà più la sua ragione di vita. Decide con l’amico Paolo Brosio di fare anche lei un viaggio sulla Collina delle Apparizioni di Medjugorje, e qui, decide di dare un altro credo alla sua vita. Qui tutto cambia, e nell’abbracciare la fede, vede tutta la sua vita ed il suo futuro sotto un’altra luce. Mara, nella gioia della fede, rinasce ed apre a noi grandi interrogativi.

santangelo_470Chi è Mara Santangelo

Tennista professionista dal 1998 al 2010. All’età di 12 anni è stata convocata al Centro Tecnico Federale e ha sempre fatto parte della squadra Nazionale. Nella sua carriera ha vinto 23 tornei in doppio, 9 tornei in singolo e 6 campionati a squadre. Ha conquistato il titolo di Campione del Mondo a squadre (Fed Cup) nel 2006, arrivando in finale nell’anno successivo. Ha vinto il torneo WTA di Bangalore. In coppia con l’australiana Alicia Molik si è aggiudicata il Grande Slam del Roland Garros, raggiungendo la semifinale di Wimbledon nel 2007. Assieme alla francese Nathalie Dechy, ha vinto gli Internazionali d’Italia a Roma (2007) e raggiunto la semifinale agli Australian Open (2009).
Ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 rappresentando la squadra azzurra. Ha vinto gli Europei di Beach Tennis nel 2009, prima dell’annuncio del suo ritiro dalla carriera agonistica, avvenuto il 28 gennaio del 2011. Il suo best ranking nella classifica mondiale è stato 27ª in singolo, 5ª in doppio. Ha lavorato in veste di commentatrice in diversi programmi televisivi e scritto per note riviste specializzate.

È Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Oggi è consigliera della Federazione Italiana Tennis e del Coni.

Mara Santangelo

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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