Un Guido Reni fatto a pezzi, singolari vicende di un capolavoro disperso

Un Guido Reni fatto a pezzi, singolari vicende di un capolavoro disperso

BOLOGNA – Grazie alla mostra “Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte” curata da Andrea Emiliani e in esposizione presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna (12 ottobre al 15 novembre 2018), l’affascinante e complicata storia del famoso dipinto perduto “Bacco e Arianna” di Guido Reni (1575 – 1642)

Spesso chi studia la storia delle opere d’arte s’imbatte in avvenimenti intrecciati e singolari che si dipanano nel tempo e nello spazio: storie affascinanti e misteriose che vanno affrontate con intraprendenza investigativa degna di Sherlock Holmes. E’ successo così anche per la tanto celebre quanto sfortunata, immensa tela Bacco e Arianna che Guido Reni terminò nel 1640.

Papa Urbano VIII Barberini per tentare di riallacciare i rapporti con l’Inghilterra anglicana commissiona al Reni una grande opera allegorica sulla ritrovata comunione religiosa tra Inghilterra e Chiesa di Roma da donare alla cattolica Enrichetta di Borbone moglie del re Carlo I Stuart. L’opera era destinata al soffitto della camera da letto della regina, ma il dono papale non arrivò mai in Inghilterra per causa della rivoluzione puritana e della conseguente guerra civile che costrinse la regina a scappare in Francia sua patria d’origine. A Parigi giunge il prezioso dono che dieci anni dopo per far fronte alle stringenti esigenze economiche viene venduto. E’ a questo punto che l’enorme tela (15 metri quadrati!) viene tagliata e venduta a pezzi.

guido reni

Solo negli ultimi anni sono emersi dal sempre agitato oceano del mercato internazionale dell’arte due frammenti riconducibili all’originale reniano: uno è “Arianna” acquistato dalla Fondazione di Bologna e Ravenna nel 2002 e dato in deposito alla Pinacoteca di Bologna e l’altro è il frammento dei “Due fauni danzanti” attualmente di proprietà londinese. Forse emergeranno altri frammenti, e chissà che non si possa un giorno ricomporre l’intera opera del ‘divino Guido’.

Nel frattempo ci dobbiamo “accontentare” delle copie. Infatti la grande notorietà dell’artista bolognese e la bellezza della rappresentazione di Bacco e Arianna stimolarono committenti importanti a chiedere al Reni delle repliche su scala sia ridotta sia reale. Eccoci arrivati in fine al recentissimo ritrovamento del grande dipinto attribuito da Andrea Emiliani, studioso e conoscitore profondissimo del Reni, a Giovanni Battista Bolognini allievo di primordine. “Il largo impiego del prezioso blu di lapislazzulo, che dà quel meraviglioso tono cromatico a tutta la composizione, suggerisce una vicinanza stretta tra maestro e allievo”.

La grande tela del Bolognini fa parte di una collezione privata di Montevideo in Uruguay, ed è visibile ora fino al 15 novembre alla Pinacoteca di Bologna assieme ad altre copie e repliche delle Nozze di Bacco e Arianna.

INFO MOSTRA

Bacco e Arianna di Guido Reni. Singolari vicende e nuove proposte.

Pinacoteca Nazionale di Bologna, Salone degli Incamminati, Via delle Belle Arti 56  – BOLOGNA

APERTURA AL PUBBLICO: dal 12 ottobre al 15 novembre 2018

ORARI: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

INGRESSO: con biglietto della Pinacoteca

VISITE GUIDATE: ogni martedì e sabato alle ore 17.00 a cura di Arianna Manes (max. 30 persone – senza prenotazione, costo del biglietto della Pinacoteca)

Silvia Camerini Maj

Laureata alla Alma Mater – Università di Bologna DAMS con una tesi sulle prime edizioni della Biennale di Venezia. Curatrice di esposizioni di arte moderna del Novecento e antica.  Direttrice editoriale di collane per teatri di prosa e d’opera in Emilia Romagna e a Roma. Pubblicista nel settore della cultura (con predilezione per arte, musica, teatro, danza).
Silvia Camerini Maj

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