“Sold out” ovvero il Cinema ritrovato 2026

“Sold out” ovvero il Cinema ritrovato 2026

BOLOGNA – L’edizione del 40° anniversario de Il Cinema Ritrovato ha conquistato Bologna con un’affluenza straordinaria e un programma ricco di retrospettive, omaggi e grandi capolavori del cinema mondiale.

Voi non potete minimamente immaginare, cari amanti del cinema, sia ritrovato sia non, che cosa è stata quest’anno l’edizione del 40°, un anniversario che meglio di così non poteva essere festeggiato.

La formula vincente non poteva essere maggiormente glorificata da un’invasione di pubblico. La maggior parte fuori regione e fuori Italia, che ha percepito e assorbito la grandezza di questa iniziativa.

Per quanto riguarda i numeri relativi alla partecipazione del pubblico, tutti i quotidiani nazionali hanno dato ampio spazio a questa 40esima edizione, quindi non vi annoierò cari lettori con informazioni che sapete già e che comunque avete già letto.

Indubbiamente stiamo parlando di cifre veramente importanti: 150.000 spettatori e… Forse anche di più.

La formula vincente del festival

La formula vincente, già applicata da alcuni anni, è stata quella di legare il festival (durata 9-10 giorni) a tutte le serate importantissime del cinema all’aperto in Piazza Maggiore.

Il programma di quest’anno ha messo in luce alcune perle della storia del cinema.

Barbara Stanwyck e le grandi retrospettive

Parliamo per esempio della rassegna dedicata a Barbara Stanwyck, personaggio particolare che, come sostengono alcuni critici, “ha sempre avuto una capacità straordinaria di stabilire un contatto immediato con il pubblico attraverso la sua voce, ricca, stanca, tenera, vissuta e scettica, attraverso la capacità di muoversi con agilità tra asprezza e dolcezza”. Quindi una proposta veramente innovativa su un’attrice che ha rappresentato più che degnamente la storia del cinema di quegli anni.

Per passare poi ad altri “capitoli” affrontati durante il festival, vale la pena di ricordare la retrospettiva dedicata a un regista giapponese da noi sconosciuto al grande pubblico: stiamo parlando di Daisuke Ito.

La retrospettiva veramente rara ripercorre l’opera del regista attraverso quasi mezzo secolo. I temi trattati riguardano tutta la storia del Giappone dai samurai all’epoca del muto, attraverso gli occhi di questo regista veramente originale.

cinema ritrovato

Cinema Ritrovato 2026: gli omaggi e le mostre

Chiaramente non si possono dimenticare gli omaggi dedicati a Luchino Visconti oppure a Josephine Baker.

Una ricerca veramente particolare è stata fatta sul regista Mitchell Leisen, regista attentissimo soprattutto alla realtà femminile. Un vero cameo per gli amanti del cinema, che hanno potuto riscoprire così un autore non particolarmente popolare ma eccezionalmente raffinato.

Parallelamente al festival convivono come contorno di grandissima qualità alcune esposizioni. Una dedicata ad Agnes Varda: “Viva Varda! Il cinema è donna” aperta nella galleria del Modernissimo fino al 10 gennaio dell’anno prossimo.

Da non perdere assolutamente è quella dedicata a “Le bolognesi”. Fotografie, note e inediti dagli archivi di Antonio Masotti, aperta sempre nella galleria del Modernissimo fino al 25 ottobre di quest’anno.

Un patrimonio da valorizzare tutto l’anno

Da sottolineare con grande entusiasmo il catalogo proprio del Festival del Cinema ritrovato, che è un vero e proprio libro di cinema pieno di approfondimenti di tutte le sezioni che sono state attivate durante questo festival.

So che complessivamente sono stati proiettati, tra cinema veri e propri e luoghi adatti, più di 500 film.

Il consiglio che posso dare come cinefilo bolognese è che non sarebbe affatto male se alcune sezioni del festival fossero comunque riprese e riprogrammate durante l’anno, con iniziative speciali, per permettere al pubblico locale, sia bolognese sia regionale, di poter godere di queste perle che vivono purtroppo solo in un breve periodo.

Non parliamo del caldo, l’unico vero nemico del festival.

Federico Grilli

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